Secondo la toga rossa se vince referendum in Italia arriva l’ICE
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**Toghe rosse fuori controllo: il segretario Anm paragona la riforma Nordio agli “omicidi di Stato” USA, poi cancella e si scusa – una politicizzazione indecente e pericolosa**
È una vergogna assoluta, un insulto alla decenza e alla terzietà della magistratura. Rocco Maruotti, segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), ha pubblicato – e poi cancellato dopo poche ore – un post su Facebook in cui accostava la situazione a Minneapolis (un disturbatore ucciso da agenti federali Ice) alla riforma costituzionale della giustizia Nordio-Meloni. Parole testuali: «Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella democrazia al cui sistema giudiziario si ispira la riforma Meloni-Nordio». Un’accusa gravissima: insinuare che la separazione delle carriere, il CSM a sorteggio e l’Alta Corte disciplinare porterebbero l’Italia a un sistema repressivo da “omicidi di Stato”.
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Purtroppo il referendum deciderà solo sulla riforma della magistratura, non sulla istituzione di una milizia regolare che vada a caccia di clandestini.
Il post è stato rimosso dopo pochi minuti, ma lo screenshot ha fatto il giro del web. Poi è arrivata la retromarcia: «Il post è stato rimosso perché si prestava a strumentalizzazioni. Non ritenevo opportuno paragonare la situazione statunitense con quella italiana. Mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio». Scuse tardive, grottesche, definite da Carlo Nordio «inaccettabili»: «Rivelano o un intelletto inadeguato alla importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni».
Ma al di là del caso specifico, questa uscita è la cartina tornasole della politicizzazione fuorilegge e fuori controllo delle toghe rosse. Maruotti non è un privato cittadino che posta su Facebook: è il segretario dell’Anm, il vero e proprio partito delle toghe. Usare la sua carica per accusare una riforma approvata dal Parlamento e sottoposta a referendum popolare di ispirarsi a “omicidi di Stato” è un atto di propaganda politica pura, eversiva, che mina la fiducia nei giudici e delegittima l’intera istituzione.
Non è un incidente isolato: è il sistema. Ricordate:
– Silvia Albano (Magistratura Democratica) che va nei circoli PD a fare campagna No al referendum
– Giudici che liberano clandestini dagli hotspot in Albania o negano trattenimenti
– La Cassazione che dice: per espellere uno stupratore di minore serve valutare la “coesione familiare”
– L’imam pakistano condannato per stupro su minore che resta libero perché “inserito”
Ora arriva il segretario Anm che paragona la riforma Nordio ai presunti linciaggi polizieschi negli USA. È la politicizzazione totale: i magistrati non giudicano più, fanno opposizione politica dal banco, usano la toga come megafono per attaccare il governo di centrodestra. E lo fanno impunemente, perché l’attuale sistema disciplinare li protegge.
Il referendum del 22-23 marzo è nato proprio per spezzare questa deriva: separazione delle carriere (giudici e pm non più nella stessa famiglia), CSM a sorteggio (basta correnti che eleggono i loro), Alta Corte disciplinare (punizioni reali per chi sgarra). Votare Sì significa dire basta a segretari Anm che paragonano riforme democratiche a omicidi di Stato, basta a toghe che liberano stupratori e clandestini pericolosi, basta a una giustizia che fa politica invece di fare giustizia.
Maruotti e i suoi compagni di Md non tollerano il referendum perché sanno che, se passa, finirà il loro regno. Ma gli italiani non sono più disposti a subire: la sicurezza viene prima della loro ideologia. Il 22 marzo, Sì per un’Italia dove i giudici giudicano e non fanno propaganda politica. “La pacchia è finita” per le toghe rosse fuori controllo – e inizia ora!


maaaaaagri speriamo che arrivino i ghiaccioli cosi finalmente vi iberniamo e vi togliete dalle palle!