Al parco MagicLand si gioca ai soldati: la sinistra preferisce i travestiti

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By V gennaio 26, 2026 15:44

Al parco MagicLand si gioca ai soldati: la sinistra preferisce i travestiti

La sinistra vuole indottrinare i bambini italiani a diventare una massa di adulti smidollati. Va bene inculcare l’idea di metterselo dove non si dice ma non sia mai che giochino alla guerra.

**Bambini delle Elementari a “Lezione di Irruzione” con i Militari: Il Delirio Woke Trasforma una Giornata al Parco in un Caso Nazionale**

A Valmontone, alle porte di Roma, nel parco divertimenti MagicLand, è scoppiata una bufera che ha dell’incredibile. L’iniziativa “School Days”, pensata per scuole primarie e secondarie di primo grado (bambini a partire dai 6 anni), includeva dimostrazioni di soccorso, unità cinofile, cyberbullismo e educazione stradale. Tutto normale, fino a quando non è emersa una locandina con militari in mimetica, caschi e fucili che simulavano “l’ingresso in un centro abitato con individuazione, immobilizzazione e trasporto di un elemento ostile”. Risultato: post virale, polemiche esplosive sui social, paragoni all’Ice americano e accuse di “normalizzazione della guerra fin dall’infanzia”. MagicLand ha rimosso la locandina, l’AD Guido Zucchi ha spiegato che il testo era concordato con un referente dell’Esercito e che si tratta di un progetto divulgativo non di addestramento. Ma il danno è fatto: l’Italia woke ha trovato il suo nuovo mostro.

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### Quando la Sicurezza Diventa “Propaganda Bellica”

L’iniziativa era alla seconda edizione, con ampia partecipazione l’anno scorso e oltre cento rappresentanti delle forze dell’ordine coinvolti. Obiettivo dichiarato: affiancare al divertimento momenti di apprendimento su sicurezza, legalità e prevenzione. Dimostrazioni di salvataggio, cani antidroga, guida sicura contro l’alcol: attività che in qualsiasi Paese sano verrebbero considerate utili e formative. Invece, una singola frase – “simulazione realistica di ingresso in un centro abitato con individuazione, immobilizzazione e trasporto di un elemento ostile” – ha scatenato l’inferno.

Genitori e utenti social hanno gridato allo scandalo: “Come l’Ice”, “addestramento alla guerra per bimbi di 6 anni”, “normalizzazione della violenza”. Ironia amara: mentre in Ucraina una lezione su cinque viene interrotta dalle sirene antiaeree (dati Save the Children 2025), in Italia si scandalizzano per una simulazione di intervento di sicurezza in un parco divertimenti. Il paragone con l’Ice è surreale: lì si parla di raid contro immigrati illegali, qui di una demo educativa con forze dell’ordine italiane.

### Il Doppio Standard della Sinistra Pacifinta

La vera ipocrisia emerge dal doppio metro di giudizio. La stessa sinistra che per anni ha denunciato la “militarizzazione delle scuole” (appelli Osservatorio contro la militarizzazione, interrogazioni di Piccolotti su Gioia del Colle nel 2024, proteste per lezioni di legalità a Bra nel dicembre 2024) ora finge orrore per un’attività che non è addestramento, ma sensibilizzazione alla sicurezza. Quando si trattava di “prove militari” o “military fitness” nelle caserme, era “indottrinamento fascista”. Quando è un parco divertimenti con simulazione di intervento antiterrorismo o ordine pubblico, diventa “propaganda bellica per bambini”.

Eppure, in un Paese che ha visto attentati, cyberattacchi e criminalità organizzata, insegnare ai bambini che esistono professionisti addestrati a proteggere la collettività non è propaganda: è realtà. Meglio spaventare un bambino di 8 anni con la verità (esistono minacce, ma ci sono eroi che le affrontano) o lasciarlo crescere pensando che il mondo sia un grande MagicLand senza pericoli?

### Basta con l’Educazione al Piagnisteo

Questa bufera è l’ennesimo sintomo della deriva woke che odia tutto ciò che sa di ordine, disciplina e difesa. L’Esercito italiano non è un mostro: è l’istituzione che interviene in emergenze, missioni di pace, calamità naturali. Mostrare ai bambini come funziona un intervento reale (in forma semplificata e sicura) non li trasforma in piccoli soldati: li educa alla riconoscenza verso chi rischia la vita per loro.

MagicLand ha sbagliato forse nel linguaggio della locandina – troppo tecnico e crudo per un pubblico infantile – ma la sostanza è sacrosanta. Invece di gridare al fascismo, i genitori dovrebbero chiedersi perché preferiscono figli cresciuti nel terrore ideologico del “militare cattivo” piuttosto che nella consapevolezza che la libertà va difesa.

La replica di Zucchi è chiara: “Non è addestramento né promozione della violenza. È un progetto divulgativo con istituzioni dello Stato, in ottica di inclusione e consapevolezza”. Parole sensate, in un Paese che ha bisogno di più rispetto per le divise e meno isteria politically correct.

Basta con questa educazione al vittimismo. Lasciamo che i bambini imparino che la sicurezza non è un diritto scontato, ma un valore conquistato ogni giorno da uomini e donne in uniforme. E se per capirlo serve una simulazione al parco divertimenti, ben venga. L’Italia non ha bisogno di più piagnistei woke: ha bisogno di cittadini consapevoli e grati. Punto.

Al parco MagicLand si gioca ai soldati: la sinistra preferisce i travestiti ultima modifica: 2026-01-26T15:44:40+00:00 da V
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