Tajani a rapporto da Marina Berlusconi
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**Il Feudalesimo di Forza Italia: Tajani in Ginocchio dai Padroni Non Eletti**
In una repubblica che si rispetti, i partiti dovrebbero nascere dal voto popolare, essere guidati da chi gli elettori scelgono e rispondere solo a loro. Invece in Italia, nel 2026, assistiamo a una farsa medioevale stile Borgia: Antonio Tajani, segretario di Forza Italia e ministro degli Esteri, si presenta a Milano per una **colazione di lavoro** con Marina Berlusconi, figlia del defunto fondatore. Due ore chiuse in casa sua, a “fare il punto sulla situazione politica e sul futuro del partito”. Questo avviene periodicamente. Non un congresso, non un’assemblea, non un confronto aperto: un’udienza privata dal feudatario che non ha mai preso un voto in vita sua.
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Forza Italia non è più un partito: è diventato il feudo privato della famiglia Berlusconi. Marina, che non si è mai candidata a niente, che non ha mai affrontato le urne, che non deve rendere conto a nessuno se non al proprio conto in banca ereditato dal papy, decide il destino di una formazione politica che siede in Parlamento e nel governo. Tajani, ministro della Repubblica, va a rapporto da lei come un servo va dal padrone. È una scena indecente, umiliante, schifosa per chiunque creda ancora nella democrazia.
Silvio Berlusconi, piaccia o no, si presentava alle elezioni: sindaco virtuale di Milano, premier, europarlamentare. Affrontava il giudizio degli italiani, vincendo o perdendo sul campo. I figli? Zero. Marina e gli altri preferiscono il potere ereditato, le leve nascoste, le decisioni prese nei salotti di lusso senza sporcarsi le mani con le preferenze. Forza Italia è ormai un’azienda di famiglia camuffata da partito politico, dove il segretario nominato (Tajani) si inchina davanti a chi non è eletto da nessuno e non risponde a nessuno.
Questo non è solo ridicolo: è pericoloso e vergognoso.
– Erode ogni residuo di credibilità democratica: come può un elettore di centrodestra sentirsi rappresentato da un partito che obbedisce a una dinastia?
– Genera un conflitto di interessi permanente e osceno: Tajani gestisce la politica estera italiana, ma va a discutere “il futuro del partito” con la presidente di Mondadori e azionista di Mediaset. Chi ci garantisce che non si parli di favori, appalti, leggi ad personam?
– Perpetua un sistema oligarchico schifoso, dove il potere resta blindato in mano a pochi, lontani dal popolo, alimentando rabbia e astensionismo.
Forza Italia sta morendo soffocata da questa eredità dinastica. Tajani avrebbe potuto provare a liberare il partito: aprire i congressi, democratizzare le scelte, smettere di essere il maggiordomo di Arcore. Invece sceglie la strada più comoda e più servile: va a Milano a prendere ordini da chi non ha mai sudato per un voto.
Basta con questa pagliacciata. I partiti non sono proprietà privata, non sono patrimoni ereditari, non sono feudi da tramandare di padre in figlia. Sono strumenti della democrazia, e come tali devono essere liberi da padroni occulti e da colazioni reali.
Tajani non è un leader: è solo l’ultimo lacchè di un sistema marcio, indecente e anacronistico che gli italiani non meritano.


ah ah ah
non so se fa piu’ ridere il caMMMeriere o la tizia dal cervello offuscato dalle sue pietose labbra a canotto