Milano-Cortina, al maranza Ghali cerimonia d’apertura olimpiadi

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By V gennaio 26, 2026 22:07

Milano-Cortina, al maranza Ghali cerimonia d’apertura olimpiadi

Un maranza a rappresentare la cultura musicale italiana alla cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali Milano-Cortina.

**Di Redazione – 26 Gennaio 2026**

Il ministro Abodi, con la faccia tosta di chi sa di aver fatto una figuraccia, ha provato a mettere una toppa: “Ghali non esprimerà il suo pensiero sul palco, la cerimonia è centrata sul rispetto”. Traduzione: abbiamo scelto un rapper che inneggia a Hamas, sventola la kaffiyeh e definisce l’Italia un Paese razzista e colonialista, ma tranquilli, gli abbiamo dato delle “linee guida” affinché non dica quello che pensa davvero. Un capolavoro di ipocrisia e di viltà.

Ghali, tunisino con cittadinanza italiana di seconda generazione, è stato il protagonista di una sfilza di episodi che dovrebbero far rabbrividire chiunque abbia un minimo di amor patrio: dal video in cui esaltava la Palestina e Hamas (con tanto di “stop al genocidio” a Sanremo), al rifiuto di cantare l’inno di Mameli perché “non si sente rappresentato”, fino alle dichiarazioni in cui dipingeva l’Italia come un Paese oppressore. Questo è l’artista che il governo Meloni ha scelto per la cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026, in programma il 6 febbraio a San Siro. Non un cantante classico, non un simbolo della tradizione alpina, non un interprete del patrimonio culturale italiano: un rapper che odia Israele, disprezza il centrodestra e guarda all’Italia come a un Paese da cui prendere tutto (cittadinanza, visibilità, soldi) e a cui restituire solo insulti.

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La Lega non ci sta e spara a zero: “Ghali alla cerimonia di apertura è una notizia sconcertante, resa ancora più disgustosa pensando che domani è il Giorno della Memoria”. Parole sacrosante. “È incredibile ritrovarsi un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”. Esatto. Non un rapper che fa il fenomeno sui social con la kaffiyeh, ma un artista che rappresenti l’Italia vera, quella delle montagne, del sacrificio, della storia millenaria, non quella del vittimismo importato e del risentimento anti-occidentale.

Il M5S, immancabile, grida alla “censura preventiva”. Tipico: quando si tratta di difendere chi inneggia al terrorismo o insulta l’Italia, diventano paladini della libertà di espressione. Quando invece si tratta di difendere i confini, l’identità, la sicurezza degli italiani, diventano i primi a invocare la repressione. Ipocrisia allo stato puro.

Noemi Di Segni, presidente dell’Ucei, è stata diplomatica ma chiara: “Spero che Ghali abbia ricevuto indicazioni su cosa deve fare in quel contesto”. Tradotto: speriamo che non faccia il fanatico pro-Pal anche lì, perché sarebbe una vergogna internazionale. Fiduciosa? Difficile, visto il curriculum.

La Fondazione Milano-Cortina prova a metterci una pezza: “Ghali è una figura rappresentativa della scena culturale contemporanea italiana, voce di una generazione in continuo movimento, capace di unire mondi diversi”. Traduzione: abbiamo scelto un simbolo della sostituzione etnica e culturale, uno che rappresenta l’Italia meticcia, post-nazionale, dove l’identità italiana è un optional e l’odio per l’Occidente è cool.

Ghali non è un artista: è un’arma di propaganda. Metterlo sul palco di San Siro per le Olimpiadi significa dire al mondo: “L’Italia non esiste più come nazione, è un contenitore di diversità inconciliabili, e noi ne andiamo fieri”. È l’apoteosi del masochismo progressista che ha infettato anche il centrodestra di governo: preferiscono un rapper anti-italiano a un simbolo della nostra civiltà, perché fa figo, fa giovane, fa inclusivo.

Basta.
Non vogliamo rapper che odiano Israele e l’Italia a rappresentare la nostra nazione alle Olimpiadi.
Vogliamo l’inno di Mameli cantato con orgoglio, non la trap di chi ci disprezza.

Remigrazione culturale, prima che sia troppo tardi.
Ghali in Tunisia, non a Cortina.
Italia prima di tutto – o non ci sarà più Italia da celebrare.

Milano-Cortina, al maranza Ghali cerimonia d’apertura olimpiadi ultima modifica: 2026-01-26T22:07:32+00:00 da V
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