C’è uno spacciatore in meno a Milano:«Ho visto un’arma e ho sparato per salvarmi la vita»

V
By V gennaio 26, 2026 23:35

C’è uno spacciatore in meno a Milano:«Ho visto un’arma e ho sparato per salvarmi la vita»

**Rogoredo, ancora sangue per mano di uno spacciatore armato: l’agente ha sparato per non morire, e ora è indagato**

Milano, 26 gennaio 2026. Poco prima delle 18, in via Giuseppe Impastato – al confine tra Rogoredo e San Donato, il famigerato “bosco della droga” dove eroina, degrado e clan stranieri dettano legge da anni – un poliziotto del commissariato Mecenate, 42 anni, ha fatto ciò che qualsiasi essere umano farebbe: ha difeso la propria vita.

Durante un controllo antidroga, con agenti in divisa e in borghese impegnati a fermare un presunto pusher che opponeva resistenza, due uomini si avvicinano. Uno si allontana, l’altro avanza deciso verso l’agente. “Fermo, polizia!”, grida il poliziotto. Il 28enne marocchino – noto alle forze dell’ordine con precedenti per spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e altri reati – non si ferma. Alza un braccio: in mano ha un’arma. Una pistola, apparentemente identica a una Beretta 92.

In una frazione di secondo: minaccia mortale. L’agente spara un colpo preciso, in piena fronte. Il marocchino crolla, muore sul colpo. L’arma? A salve. Ma replica perfetta, indistinguibile a distanza, in una zona buia, con adrenalina a mille e un delinquente che avanza ignorando l’alt.

Le parole dell’agente davanti al pm Giovanni Tarzia, durante l’interrogatorio in Questura (con avvocato al seguito):
«Ho visto un’arma e ho sparato per salvarmi la vita».

Eppure, in questo Paese capovolto, chi rischia la pelle ogni giorno per fermare lo spaccio e le armi finisce sotto inchiesta a tempo di record. Il pm Tarzia apre fascicolo per omicidio volontario a piede libero. Indagato. Mentre il corpo era ancora caldo.

Il marocchino era uno spacciatore abituale, noto come “Zak” e legato alla famiglia Mansouri, uno di quei clan che gestiscono pezzi di Rogoredo come feudi personali. Addosso aveva vari tipi di stupefacenti. Era irregolare? Con precedenti mai davvero puniti? Mai espulso? Domande che nessuno si pone più, perché lo Stato preferisce indagare chi indossa la divisa piuttosto che chi porta pistole (vere o finte) e droga nelle nostre strade.

L’avvocato Pietro Porciani, commentando la vicenda:
«Siamo stupiti che vi sia a Milano un luogo di spaccio gestito da una famiglia o clan. Il poliziotto non aveva altra scelta che salvare la propria vita sparando».

Matteo Salvini, diretto come sempre:
«Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma».

Il ministro Piantedosi, invece, con il solito equilibrismo da burocrazia:
«Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità, ma non diamo scudi immunitari a nessuno… Valuteremo serenamente».

Traduzione: parole vuote. Zero garanzie per chi rischia la vita. Intanto, a Rogoredo spaccio a cielo aperto, clan nordafricani armati, tossici che muoiono di overdose, residenti terrorizzati. E quando un agente reagisce a una pistola puntata? Indagato.

VERIFICA NOTIZIA


Basta con questa ipocrisia.
– Arma a salve o no: quando la punti contro un poliziotto in servizio è minaccia di morte. Punto.
– Espulsione immediata per ogni irregolare con precedenti (e stop alle ricongiungimenti familiari per chi li copre).
– Bonifica totale di Rogoredo: sgomberi di massa, abbattimento baraccopoli, rimpatri con charter. Non più zone franche.
– Riforma della giustizia ora: separazione carriere, sorteggio CSM, Alta Corte disciplinare. Votare Sì al referendum del 22-23 marzo significa dire basta a chi indaga i poliziotti in 5 minuti e scarcerare stupratori con “coesione familiare”.
– Protezione reale per le forze dell’ordine: non possono rischiare la pelle e poi finire nel tritacarne per averla difesa.

Questo non è un incidente. È la fotografia dell’Italia 2026: periferie cedute allo spaccio straniero, armi in mano a delinquenti mai rimpatriati, agenti costretti a sparare per sopravvivere, e poi processati. Lo Stato deve scegliere: o con chi difende la sicurezza dei cittadini, o con chi la distrugge.

Noi stiamo con l’agente.
E voi da che parte state?

C’è uno spacciatore in meno a Milano:«Ho visto un’arma e ho sparato per salvarmi la vita» ultima modifica: 2026-01-26T23:35:08+00:00 da V
V
By V gennaio 26, 2026 23:35
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie