Poliziotto ci libera di uno spacciatore e lo indagano per omicidio

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By V gennaio 27, 2026 11:48

Poliziotto ci libera di uno spacciatore e lo indagano per omicidio

**Rogoredo: lo Stato indaga l’eroe che ha eliminato un clanista armato invece di ringraziare per aver tolto di mezzo uno schifoso spacciatore!**

Milano, 26 gennaio 2026. Nel cuore putrido del “bosco della droga” di Rogoredo, via Giuseppe Impastato – quel buco nero dove clan marocchini vendono eroina a 2 euro la dose, dove tossici muoiono ogni settimana e dove lo Stato ha abdicato da decenni – un poliziotto di 42 anni, con 20 anni di servizio alle spalle, ha fatto ciò che la legge dovrebbe premiare, non perseguitare: ha sparato e ucciso **Abderrahim Mansouri**, 28enne marocchino, membro del clan Mansouri, uno di quei “cavallini” che riforniscono la piazza di spaccio sotto il controllo familiare.

Mansouri? Precedenti per **spaccio**, **rapina**, **resistenza a pubblico ufficiale**. Nel 2016 aveva aggredito un carabiniere tentando di disarmarlo. Irregular? No, aveva un permesso di soggiorno spagnolo – grazie al quale non finiva mai in CPR nonostante la fedina penale lurida. Armato di una pistola replica Beretta 92 a salve (senza tappo rosso, indistinguibile nel buio a 20-30 metri), si è scagliato contro gli agenti durante un controllo antidroga. “Fermo, polizia!”, gli gridano. Lui? Avanza, estrae l’arma, la punta. Minaccia di morte in piena regola.

L’agente, con un solo bossolo sparato dalla sua pistola di ordinanza, lo centra alla testa da una trentina di metri. Colpo letale, legittima difesa lampante. Parole sue al pm Giovanni Tarzia: «Lui ha estratto l’arma e ha mirato, io ho preso la pistola e ho sparato puntando alla sagoma». Il collega conferma. Addosso al morto? Vari tipi di stupefacenti. Un pericolo ambulante eliminato.

E la risposta dello Stato italiano? **Indagato per omicidio volontario** a tempo di record. Fascicolo aperto, interrogatorio in Questura, pm Tarzia che lo torchia mentre il corpo è ancora caldo. Bodycam? Non ce l’aveva. Telecamere in zona? Quasi zero. Ma tant’è: lo Stato preferisce processare chi difende la vita piuttosto che ammettere che ha fallito per anni a bonificare quel feudo criminale.

L’avvocato Pietro Porciani, difensore dell’agente, è lapidario:
«Se non è legittima difesa questo, non so in quale altro caso possa esserci. Uno si trova una pistola puntata contro, non so cosa posso fare».
E ancora: «Ha vent’anni di servizio, ma ieri si è spaventato. Comunque ha tolto una vita, è rintronato».

Ma le toghe rosse non si scompongono. Indagano per omicidio volontario un uomo che ha rischiato la pelle in un servizio “leggero” di routine, contro un clan che gestisce traffici da anni, con pusher armati, galoppini a tutte le ore, eroina che arriva dall’ingrosso fino alle vene dei nostri ragazzi. Il clan Mansouri? Intermediari nella piramide dello spaccio, dai narcos ai cavallini di strada. E lo Stato? Invece di applaudire l’agente, lo mette nel tritacarne giudiziario.

Basta con questa schifezza!
– Un delinquente armato punta una pistola (vera o finta non importa: a 20-30 metri nel buio non lo capisci!) contro un poliziotto → minaccia mortale. Reagire è dovere, non reato.
– Le toghe che aprono fascicoli per omicidio volontario in questi casi sono complici del degrado: proteggono i criminali e massacrano chi li ferma.
– Rogoredo è territorio occupato da clan stranieri: espulsioni immediate per irregolari (e per chi ha permesso UE ma delinque), rimpatri charter per i Mansouri & co., bonifica militare del bosco, abbattimento baraccopoli, sgomberi di massa.
– Riforma della giustizia ORA: separazione carriere, sorteggio CSM, Alta Corte disciplinare. Votare Sì al referendum del 22-23 marzo per dire basta a pm che indagano i buoni e scarcerano i cattivi.
– Protezione totale per le divise: non possono rischiare la vita ogni giorno e finire inquisiti per averla salvata.

Questo non è un errore giudiziario. È guerra contro chi indossa la divisa. Lo Stato sceglie da che parte stare: con i poliziotti che liberano le strade da schifosi come Mansouri, o con le toghe che li crocifiggono?

Noi stiamo con l’agente. Con chi ha sparato per non morire. Con chi ha tolto di mezzo un pezzo di veleno che avvelenava Milano.
E voi? Continuate a difendere i clan o finalmente dite BASTA?

Poliziotto ci libera di uno spacciatore e lo indagano per omicidio ultima modifica: 2026-01-27T11:48:48+00:00 da V
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