Violenze sessuali a Modena, il maranza ne ha stuprate tre

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By V gennaio 27, 2026 15:24

Violenze sessuali a Modena, il maranza ne ha stuprate tre

Modena, la scia di terrore nei laghetti: stupratore seriale marocchino con cittadinanza italiana. Ora accusato di altri due tentati stupri. Basta con la cittadinanza facile!

Un incubo che si allunga come una macchia d’olio sui percorsi natura che dovrebbero essere luoghi di relax per le famiglie emiliane. Non uno, non due, ma almeno tre episodi di violenza estrema contestati a un unico soggetto: un 20enne nato in Marocco, residente a Castelfranco Emilia, ma con piena cittadinanza italiana. Un “nuovo italiano” che ha trasformato i laghetti di Sant’Anna e un parcheggio di Castelfranco in scenari di terrore per donne sole e mature.

La cronologia dei fatti, emersa dalle indagini della Squadra Mobile di Modena coordinate dalla Procura, è agghiacciante e rivela un predatore seriale con un modus operandi preciso e spietato: aggredire alle spalle, trascinare le vittime nella vegetazione o in fossi isolati, minacciare con armi (pistola o coltello), tentare o consumare violenza sessuale.

Tutto inizia il **12 febbraio 2025** nel parcheggio di una polisportiva a Castelfranco Emilia. Una donna di 55 anni, appena scesa dall’auto, viene afferrata al collo, gettata a terra e trascinata in un fosso adiacente. L’aggressore, volto coperto da scaldacollo, tenta di violentarla. Solo l’arrivo improvviso di un’altra vettura lo mette in fuga. La vittima riporta lesioni guaribili in 10 giorni. Le telecamere di videosorveglianza immortalano la scena: l’analisi antropometrica della Polizia Scientifica di Roma identifica inequivocabilmente il 20enne oggi detenuto.

Pochi mesi dopo, il **23 maggio 2025**, stesso copione ma ai laghetti di Sant’Anna di Sa Cesario (Modena). Una donna di 60 anni viene sorpresa alle spalle lungo il percorso natura. L’aggressore – carnagione olivastra, occhiali da sole, sottocasco – la minaccia con una pistola e tenta di abusare di lei. La vittima riesce a divincolarsi e fuggire, ma per mesi tace per paura e vergogna. Solo dopo l’arresto di ottobre trova il coraggio di denunciare. A incastrarlo: oggetti sequestrati a casa sua a settembre – berretto blu, zainetto in stoffa, sottocasco, bicicletta blu – identici a quelli descritti dalla donna.

Infine, il **19 agosto 2025**: la violenza consumata. Una 52enne in bicicletta sul percorso “Vivi Natura” viene spintonata, trascinata in un punto isolato, legata mani e collo con una corda, violentata brutalmente. L’aggressore fugge rubandole la bici da 4.500 euro e gettando via i suoi effetti personali. Il 3 ottobre 2025 scatta l’arresto: il giovane finisce nel carcere di Sant’Anna.

Le indagini non si fermano. Il 26 gennaio 2026 la Polizia esegue una nuova ordinanza di custodia cautelare: lo stesso 20enne, già detenuto, è accusato di altri due tentativi di violenza sessuale (febbraio e maggio 2025) più lesioni. Tre donne terrorizzate, tre episodi ravvicinati, un unico autore.

Nato in Marocco, arrivato probabilmente da minore grazie al ricongiungimento familiare, cresciuto qui, scolarizzato qui, e poi “premiato” con la cittadinanza italiana piena al compimento dei 18 anni. Un meccanismo automatico che non verifica nulla: né l’integrazione reale, né il rispetto delle nostre regole, né il rischio di devianza. Risultato? Un serial stupratore che colpisce ripetutamente donne italiane vulnerabili, approfittando della fiducia che dovrebbe derivare dal “cittadino italiano”.

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Questi casi non sono eccezioni: sono il sintomo di un’immigrazione mal gestita e di norme permissive che regalano la cittadinanza senza merito. Gli stranieri o i loro figli naturalizzati sono sovrarappresentati in modo drammatico nei reati sessuali gravi. Le statistiche del Viminale e dell’Istat lo confermano da anni: percentuali altissime rispetto alla quota demografica.

Quante altre donne dovranno subire traumi indelebili prima che lo Stato italiano smetta di distribuire passaporti come caramelle? Basta ricongiungimenti familiari indiscriminati che importano intere famiglie senza controlli seri! Basta ius soli mascherato o cittadinanze accelerate per chi nasce qui da genitori stranieri! La cittadinanza deve essere un privilegio conquistato con anni di condotta irreprensibile, non un diritto automatico che protegge anche chi poi si rivela un pericolo per la società.

Il 20enne di Castelfranco Emilia è l’ennesima prova vivente che le regole attuali falliscono. Le donne modenesi, emiliane, italiane meritano protezione vera, non belle parole. È ora di chiudere le porte a questa immigrazione senza freni: stop alla cittadinanza facile, stop ai ricongiungimenti, stop alla naiveté che ci espone al rischio quotidiano. Non possiamo più permettercelo. Basta!

Violenze sessuali a Modena, il maranza ne ha stuprate tre ultima modifica: 2026-01-27T15:24:41+00:00 da V
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By V gennaio 27, 2026 15:24
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