Senza Biglietto sul Bus, Picchia i Controllori e Urla “Siete Razzisti!”
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**Ancona: Senza Biglietto sul Bus, Picchia i Controllori e Urla “Siete Razzisti!”. Condannato un Gambiano a 9 Mesi e 20 Giorni – Ma la Vera Colpa È Sempre del Razzismo!**
Ancona, 27 gennaio 2026. L’ennesima aggressione su un mezzo pubblico finisce con una pena ridicola e la solita scusa tirata fuori come jolly: “Siete razzisti!”. Un 28enne gambiano (straniero, permesso di soggiorno scaduto ma in rinnovo, senza fissa dimora) viaggia senza biglietto sulla linea Conerobus Chiaravalle-Ancona. I controllori salgono per il controllo capillare, lo fermano. Lui? Si rifiuta di mostrare documenti, urla “Siete dei razzisti!”, tenta la fuga scavalcando sedili su bus in movimento, perde l’equilibrio, trascina con sé un controllore di 50 anni facendolo cadere. Risultato: lesioni gravi (10 giorni di prognosi per la vittima), resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di generalità. I carabinieri intervengono, lo bloccano.
Sentenza del giudice Alessandra Alessandroni (tribunale di Ancona): **9 mesi e 20 giorni di reclusione**. Tutto qui. Non ergastolo, non anni pesanti, non espulsione immediata. Nove mesi e venti giorni per aver aggredito cinque controllori, mandato uno in ospedale e creato caos su un bus pubblico. E la difesa? Ha giocato la carta del “razzismo percepito”: l’imputato urlava frasi come «Siete dei razzisti» per giustificare la furia, come se i controllori lo stessero prendendo di mira per il colore della pelle invece che per il biglietto non pagato.
Questa è la solita farsa italiana: quando un immigrato delinque, la prima (e spesso unica) difesa è gridare “razzismo!”. Non importa se il reato è chiaro, se ci sono testimoni, feriti, video o prove schiaccianti. La colpa diventa sempre del “razzismo” dei controllori, dei poliziotti, degli italiani che osano applicare le regole. Il gambiano non ha pagato il biglietto? Colpa del razzismo. Ha picchiato e ferito? Colpa del razzismo. Ha resistito alle forze dell’ordine? Colpa del razzismo sistemico.
Intanto, la vittima – un controllore di 50 anni con 10 giorni di prognosi – è solo un numero. I colleghi aggrediti? Solo “razzisti” agli occhi della difesa. E la pena? Ridicola, quasi un incoraggiamento: 9 mesi e 20 giorni per lesioni aggravate, resistenza e rifiuto generalità. In un Paese dove un poliziotto che spara in legittima difesa a Rogoredo finisce indagato per omicidio volontario, un gambiano che aggredisce controllori per non pagare 2 euro di biglietto prende una condanna da barzelletta.
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Basta con questa ipocrisia!
– Ogni volta che un immigrato commette un reato, la scusa del razzismo esce automatica, come riflesso condizionato. Serve a scaricare la colpa sugli italiani, a vittimizzare il delinquente, a minimizzare il danno.
– Controllori aggrediti per fare il loro lavoro? Colpa loro, razzisti. Pusher che pestano giornalisti Rai a Rogoredo? Colpa del “degrado sociale”, non dei clan stranieri.
– Pena minima per aggressioni su pubblici ufficiali: 9 mesi e 20 giorni equivalgono a zero deterrenza. Espulsione immediata post-sconto per stranieri con reati violenti? Nemmeno per sogno.
Lo Stato deve scegliere: proteggere chi lavora onestamente (controllori, poliziotti, cittadini) o continuare a coccolare chi delinque e grida “razzismo” come scudo.
Basta scuse!
– Pene certe e pesanti per aggressioni a pubblici ufficiali: minimo 3-5 anni senza sconti.
– Revoca immediata di permessi e espulsione per chi aggredisce e usa la carta razzismo.
– Riforma giustizia: stop a giudici che applicano attenuanti ideologiche. Votare Sì al referendum 22-23 marzo per separazione carriere e Alta Corte disciplinare.
Il gambiano ha picchiato controllori per un biglietto non pagato e ha gridato “razzisti”. La sentenza? 9 mesi e 20 giorni. La vera sentenza popolare? Basta con chi usa il razzismo come alibi per delinquere.
E voi? Continuate a credere alle scuse o dite BASTA a questa presa in giro?


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