Studente discriminato perché cattolico in liceo di Roma
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A La Spezia li accoltellano. A Roma li discriminano.
**Ipocrisia della Sinistra in Cattedra: Studente Cattolico Discriminato al Liceo Giulio Cesare di Roma, ma con un Musulmano Mai Avrebbero Osato. Anzi, Li Portano in Moschea per “Educazione Civica”!**
Patrioti italiani, la vicenda del Liceo Classico Giulio Cesare di Roma è la fotografia perfetta della doppia morale che domina le scuole pubbliche italiane dominate dalla cultura di sinistra. Uno studente cattolico, con handicap, è stato messo alla gogna dal professore di filosofia per la sua fede: chiamato a giustificare il suo credo davanti a tutta la classe, costretto a un vero e proprio “processo” ideologico, penalizzato con voti improvvisamente crollati in filosofia e storia. Il padre ha scritto una lettera-denuncia alla dirigente scolastica: ambiente non sereno, violazione della libertà religiosa, discriminazione per convinzioni cattoliche. Il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente al ministro Valditara per fare chiarezza e pretendere rispetto della neutralità scolastica.
Ma proviamo a immaginare la scena rovesciata: se al posto dello studente cattolico ci fosse stato un ragazzo musulmano praticante, se il professore avesse osato mettere in discussione la sua fede islamica, il Corano o l’uso del velo, sarebbe scoppiato l’inferno. Denunce immediate per “islamofobia”, mobilitazione di associazioni, articoli su tutti i giornali, intervento del garante per l’infanzia, forse persino un’indagine per “discriminazione religiosa”. Il professore sarebbe stato sospeso in 24 ore, etichettato come razzista, bigotto, fascista. Invece, contro un cattolico, silenzio assordante: va bene, è “laicità”, è “libertà di espressione”, è “critica filosofica”. Doppio standard vergognoso.
E non è solo questione di parole: la stessa scuola italiana che discrimina uno studente cattolico per la sua fede porta regolarmente classi intere in moschee per “lezioni di educazione civica” e “dialogo interreligioso”. Ricordate lo scandalo dell’Istituto Ettore Conti di Milano? Studenti costretti a visitare il Centro Islamico di Sesto San Giovanni, pagare un obolo di 3 euro a testa per finanziare l’espansione islamica, e ascoltare un imam non regolamentato dallo Stato che parla di “convivenza” (leggi: shari’a soft). A Roma, al Liceo Montale, l’arabo diventa lingua curricolare obbligatoria, promosso da “Musulmani per Roma 2027”. A Piacenza, lezioni di etica musulmana, sira, hadith e fiqh direttamente nelle elementari. Tutto pagato con le nostre tasse, tutto sotto il cappello del “multiculturalismo”.
Ma guai a fare lo stesso con la fede cattolica: una visita in basilica durante l’ora di religione? “Indottrinamento clericale”. Un professore che spiega il valore della Dottrina Sociale della Chiesa? “Propaganda confessionale”. Uno studente che difende la sua fede? “Retrogrado”, “intollerante”, voti bassi. Con i musulmani, invece, si apre le porte delle scuole, si finanziano visite in moschea, si introducono lingue e culture islamiche come “arricchimento”. È chiaro: la laicità è a senso unico. Anticattolica sì, anti-islamica mai.
Francesca Totolo ha centrato il punto nel suo post su X:
A proposito delle “liste di proscrizione” nei confronti dei professori di sinistra, al liceo classico Giulio Cesare di Roma, uno studente sarebbe stato discriminato dal docente di filosofia perché di fede cattolica.
È passato qualche decennio ma mi ricordo perfettamente il… pic.twitter.com/qcttAeC0Yj
— Francesca Totolo (@fratotolo2) January 28, 2026
Ha ragione: da decenni nelle scuole “di sinistra” essere cattolici significa rischiare discriminazione. Ma se sei musulmano, la scuola si piega, si adatta, si inchina. È l’islamizzazione strisciante che avanza nelle aule mentre la fede cristiana viene emarginata.
Basta con questa ipocrisia! Sosteniamo l’interrogazione di Fazzone e pretendiamo dal ministro Valditara:
– Rispetto assoluto della libertà religiosa (non solo per una religione)
– Stop alle discriminazioni anti-cattoliche
– Fine delle gite obbligatorie in moschee e dei progetti di islamizzazione scolastica
– Neutralità vera: niente propaganda antireligiosa né pro-islamica
Le scuole italiane devono tornare a essere luoghi di sapere, non di indottrinamento laicista o di sottomissione culturale. La fede cattolica è radice dell’Italia, non un reato da punire. Sveglia, prima che la doppia morale trasformi le nostre aule in zone “cattolici vietati”.
L’Italia prima di tutto! 🇮🇹


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