Migranti sprecano il cibo: 50 pasti intatti nella spazzatura al centro accoglienza

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By V gennaio 28, 2026 23:41

Migranti sprecano il cibo: 50 pasti intatti nella spazzatura al centro accoglienza

**Pontassieve, 50 pasti freschi buttati nei campi: l’umiliazione quotidiana degli italiani pagata con le loro tasse**

A Montebonello, frazione di Pontassieve, il Centro di Accoglienza Straordinaria “Pian d’Ercole” è diventato il simbolo perfetto di ciò che l’Italia non può più permettersi. Nei campi adiacenti alla struttura, aperta da pochi mesi, sono stati trovati cinquanta pasti intatti, ancora confezionati: quattordici primi piatti, trentadue porzioni di merluzzo, quattro di carne con contorno. Tutto fresco, tutto commestibile, tutto pagato dai contribuenti. Tutto gettato via come immondizia, a marcire tra l’erba alta mentre famiglie italiane contano le monete per la spesa e gli anziani rinunciano a curarsi.

Intatti ma sgraditi ai nostri ospiti:

Il centro ospita tra 50 e 100 migranti e costa oltre centomila euro al mese. Fino a metà aprile 2026 il conto sfiorerà i 724mila euro. Una montagna di denaro pubblico che, in parte, finisce letteralmente in pasto ai topi e ai cinghiali. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo Zoppini ha definito l’episodio “eticamente vergognoso” e ha annunciato un’interrogazione in Regione. Ha ragione, ma la vergogna va ben oltre un singolo centro in Toscana.

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Questo non è un incidente isolato. È il sistema. È il modello di accoglienza che da anni tratta i soldi degli italiani come carta straccia. Mentre le mense Caritas chiudono per mancanza di fondi, mentre le bollette triplicano e gli affitti divorano lo stipendio, nei CAS si buttano tonnellate di cibo di qualità superiore a quello che molti nuclei familiari possono permettersi. Si distribuiscono pocket money, si pagano operatori, si finanziano strutture che diventano focolai di degrado, spaccio, violenze e insicurezza. E quando il cibo avanza? Via nei campi. Quando i soldi avanzano? Via nelle tasche di cooperative, multinazionali svizzere, austriache, cattoliche, laiche, rosse o nere che siano.

Il business è lo stesso che undici anni fa Salvatore Buzzi, arrestato con Mafia Capitale, descriveva senza vergogna: «Con gli immigrati si fanno molti più soldi che con la droga». Oggi la “miniera d’oro” è gestita anche da giganti esteri che incassano appalti milionari dal Viminale mentre i rimpatri restano una barzelletta: solo il 20% degli irregolari viene espulso, il resto resta qui a vita, a carico nostro.

E sotto il governo che prometteva “prima gli italiani”? Peggio che mai. Le presenze nei centri sono esplose da 10.161 nell’ottobre 2022 a oltre 142.000 alla fine del 2025. Più di 317.000 sbarchi cumulativi. Più di 5,4 miliardi di euro spesi in tre anni solo per mantenere questa macchina infernale. Soldi che mancano per le scuole, per gli ospedali, per le famiglie che non arrivano a fine mese.

Intanto le periferie bruciano. I video si susseguono: branchi che cinghiano ragazze per difendere un cane, maranza che mozzano mani con machete, anziani terrorizzati che non escono dopo le 20, posti di blocco islamici in strada, stupri, coltellate, aggressioni quotidiane. E la risposta dello Stato? Salvare gli aggressori dal linciaggio popolare, indagare chi si difende, zittire chi denuncia con l’accusa di “razzismo”.

È un insulto sistematico agli italiani. È un tradimento quotidiano.

Il Centro di Pontassieve non è un’eccezione: è la regola. Ogni CAS aperto è un insulto in più. Ogni pasto buttato è uno schiaffo in più. Ogni euro speso per mantenere irregolari che non hanno diritto di restare è un furto in più ai danni di chi paga le tasse e stringe la cinghia.

Non servono mezze misure, non servono “miglioramenti”, non servono interrogazioni che finiscono nel cassetto. Serve una sola cosa: chiudere tutti i centri di accoglienza straordinaria, tutti i CAS, tutti i SAI, tutti gli hotspot. Senza eccezioni. E rimpatriare in massa chi non ha titolo per restare. Charter aerei continui, espulsioni forzate, divieto di reingresso a vita, confisca dei beni alle cooperative coinvolte negli sprechi.

Basta. La pacchia deve finire.

Pontassieve ce lo ricorda: non possiamo più permetterci questa vergogna.
Chiudiamoli tutti.
Rimpatriiamoli tutti.
Ora.

Migranti sprecano il cibo: 50 pasti intatti nella spazzatura al centro accoglienza ultima modifica: 2026-01-28T23:41:58+00:00 da V
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