Un’altra italiana stuprata da un ‘uomo’ che non doveva essere qui
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# Quante Altre Vittime Prima del Rimpatrio? Stupro a Igea Marina da Tunisino Notorio – L’Invasione Continua
Quante altre donne dovranno subire l’orrore della violenza prima che l’Italia decida di rimpatriare i criminali stranieri “già conosciuti dalle Forze dell’ordine”? Questa è la domanda lancinante posta da Francesca Totolo nel suo post su X, che denuncia l’ennesimo stupro a Igea Marina: una donna di 32 anni, di nazionalità romena, trascinata in una colonia abbandonata e violentata da un 29enne tunisino senza fissa dimora, già noto alle autorità per precedenti penali. Un caso che non è isolato, ma parte di un’emergenza nazionale dove immigrati regolari e clandestini, spesso recidivi, trasformano le nostre strade in campi di battaglia per la sicurezza delle donne italiane e non solo.
Quante altre donne dovranno essere violentate prima di rimpatriare i “già conosciuti dalle Forze dell’ordine”
Igea Marina, una donna di 32 anni è stata violentata da un 29enne tunisino, già conosciuto dalle Forze dell’ordine, all’interno di una struttura abbandonata. pic.twitter.com/kwE51Jgg5G
— Francesca Totolo (@fratotolo2) January 29, 2026
Sviluppando i dettagli emersi dalle cronache, l’incubo si è consumato nella notte tra il 28 e il 29 gennaio 2026 a Bellaria-Igea Marina, in provincia di Rimini. La vittima, una 32enne romena residente in zona, ha incontrato il suo aggressore in un bar del lungomare. Dopo aver bevuto insieme, l’uomo – un tunisino di 29 anni irregolare sul territorio italiano – l’ha convinta a fare una passeggiata, per poi trascinarla con la forza all’interno di una colonia abbandonata, dove ha consumato lo stupro. La donna è riuscita a fuggire e a chiedere aiuto, portando all’arresto immediato del violentatore da parte dei carabinieri di Bellaria. L’uomo, già segnalato per reati precedenti, è stato fermato con l’accusa di violenza sessuale e ora si trova in carcere in attesa di convalida. Ma quante volte abbiamo sentito storie simili? Predatori stranieri noti alle forze dell’ordine, lasciati liberi di colpire ancora grazie a una giustizia indulgente e a politiche migratorie fallimentari.
Questo episodio si inserisce in un quadro statistico allarmante: nonostante rappresentino solo il 9% della popolazione, gli immigrati sono responsabili del 44% degli stupri in Italia nel 2023. La propensione alla criminalità è sproporzionata: i regolari hanno un tasso 1,57 volte superiore agli italiani per reati generali, ma per le violenze sessuali sale a 3,33 volte; i clandestini arrivano a 27 volte per i crimini overall e a 51,5 volte per gli stupri. Complessivamente, la propensione allo stupro tra gli immigrati è circa 10,47 volte quella degli italiani. Ecco i dati shock in tabella:
| Categoria | Popolazione | Arresti/Denunce per Stupro (2023) | Propensione alla Criminalità | Propensione allo Stupro rispetto agli Italiani (2023) |
|———–|————-|———————————–|——————————|——————————————————-|
| Italiani | 54,6 milioni | 56% dei casi | 0,95% | 1,00 volte (base) |
| Immigrati Regolari | 3,6 milioni | Circa 12,32% degli stupri | 1,49% | Circa 3,33 volte |
| Immigrati Clandestini | 0,5 milioni | Circa 31,68% degli stupri | 25,84% | Circa 51,5 volte |
| Totale Immigrati (Regolari + Clandestini) | 4,1 milioni | 44% degli stupri | – | Circa 10,47 volte |
Questi numeri, basati su rapporti ufficiali del Ministero dell’Interno, rivelano un’Italia sotto assedio: quasi 1 violenza sessuale su 2 è commessa da stranieri; quasi 1 omicidio di donna su 3 porta la loro firma; il 60% di rapine, furti e scippi è opera loro. Nelle carceri minorili, il 50% dei detenuti è straniero, inclusi quelli con cittadinanza acquisita. E con 459.428 immigrati denunciati o arrestati, la domanda di Totolo risuona: quante altre vittime prima di agire?
Il caso di Igea Marina riecheggia una serie infinita di orrori: dal 43enne nigeriano a Faenza che palpeggia un 19enne sostenendo “Lui lo vuole”; al bengalese 28enne a Roma che molesta una 16enne dopo un’aggressione simile; dall’ecuadoriano Andy Mateo G.C. a Milano, stupratore seriale di adolescenti; al peruviano clandestino Emilio Gabriel Valdez Velazco, autore di stupri e omicidi nonostante espulsioni ignorate; dal marocchino 33enne a Reggio Emilia che violenta quattro ragazze; al pakistano Ikram Muhammad a Biella, scarcerato per “vizio di mente” dopo molestie ripetute.
Questi non sono titoli sensazionalistici, ma realtà quotidiana in un’Italia ostaggio dell’immigrazione. La magistratura “rossa” ostacola espulsioni, i permessi di soggiorno restano validi nonostante reati gravi, le ONG continuano a scaricare criminali. È tempo di dire basta: espulsioni immediate al primo reato, revoca automatica dei permessi, blocco navale, rimpatri di massa per i 459.428 noti delinquenti. Quante altre donne devono soffrire prima di proteggere le nostre? Italia prima di tutto – rimpatri ora!


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