Jesi, cittadini svegliati alle 4 dalle preghiere della moschea abusiva

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By V gennaio 29, 2026 23:05

Jesi, cittadini svegliati alle 4 dalle preghiere della moschea abusiva

### L’Islamizzazione a Jesi: Centri “Culturali” che Sono Moschee Abusive, Tollerate dai Comuni

L’ennesimo caso che grida allo scandalo: a Jesi, in via della Vittoria tra viale della Vittoria e via Garibaldi, il nuovo **Centro islamico** dell’associazione culturale At-Taqwa – aperto da circa un anno – sta rendendo la vita impossibile ai residenti. Preghiere ad alto volume cinque volte al giorno, con canti corali che partono alle 4:30-5 del mattino, disturbando il sonno di famiglie intere. Un comignolo confinante con abitazioni private che solleva dubbi su sicurezza e inquinamento. E finestre aperte d’estate? Diventa invivibile.

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Chiara Cercaci di Fratelli d’Italia ha portato il problema in Consiglio comunale con un’interrogazione precisa e tagliente: «Ancora oggi moltissime segnalazioni dei mesi scorsi dei cittadini valgono ancora, come i canti corali che i residenti del vicinato e confinanti subiscono cinque volte al giorno anche nelle primissime ore della mattina (4,30-5) o la presenza di un comignolo confinante con altre abitazioni». E ancora: «È prevista una insonorizzazione nei centri islamici, dato che centinaia di persone inneggiano e le case confinanti dovrebbero vedere garantita la quiete pubblica? Specie le preghiere del tardo pomeriggio creano parecchi disturbi, più sopportabili d’inverno ma con la bella stagione, a finestre aperte, invivibili». Infine, la domanda cruciale: «i locali dei centri islamici, in particolare – specifica – quello più recente di viale della Vittoria, hanno avuto un cambio di destinazione d’uso?».

La risposta del Comune? Silenzio o mezze giustificazioni: per le sedi di enti del terzo settore non servirebbe il cambio di destinazione urbanistica. Peccato che questi “centri culturali” siano in realtà **moschee abusive** mascherate da associazioni innocue. Lo stesso At-Taqwa organizza preghiere collettive, richiami alla preghiera (azan) e attività religiose che trasformano i locali in luoghi di culto veri e propri, senza permessi adeguati per quella funzione. Non è un caso isolato: il precedente Centro Al-Huda, attivo nella stessa zona fino a un anno fa (quasi dirimpetto, dall’altro lato di viale della Vittoria), si è trasferito in via Cascamificio, lasciando dietro di sé lo stesso copione di disturbi e irregolarità.

In Italia è un pattern sistematico: migliaia di moschee abusive spuntano sotto etichette di “centri culturali” o “associazioni”, tollerate da amministrazioni compiacenti o incapaci di far rispettare le norme. Qui non si tratta di libertà religiosa, ma di illegalità conclamata: cambio di destinazione d’uso eluso, mancanza di insonorizzazione obbligatoria per luoghi che radunano centinaia di fedeli, impatti acustici devastanti su quartieri residenziali. I residenti pagano le tasse per la quiete pubblica, ma devono subire sveglie forzate alle 5 del mattino con inni religiosi amplificati.

Basta con questa tolleranza ipocrita! Questi centri non sono innocui spazi di aggregazione: sono moschee di fatto, spesso prive di agibilità, sicurezza antincendio e permessi per il culto di massa. I comuni che le lasciano proliferare tradiscono i cittadini italiani, favorendo l’islamizzazione strisciante a scapito della convivenza reale e della legalità. Jesi non fa eccezione: è l’ennesima prova che l’immigrazione islamica non si integra, ma impone le sue regole, disturbando la vita quotidiana e sfidando le nostre leggi.

È ora di chiudere queste strutture abusive, imporre controlli rigorosi, richiedere permessi specifici per luoghi di culto e tutelare prima di tutto i residenti italiani. Altrimenti, la “convivenza” diventerà sottomissione. No grazie: prima la nostra gente, la nostra quiete, la nostra sovranità.

Jesi, cittadini svegliati alle 4 dalle preghiere della moschea abusiva ultima modifica: 2026-01-29T23:05:00+00:00 da V
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