L’allarme del vescovo: “Aprendoci all’Islam rischiamo la Sharia”

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By V gennaio 29, 2026 23:28

L’allarme del vescovo: “Aprendoci all’Islam rischiamo la Sharia”

### L’Allarme Inascoltato del Vescovo: L’Islam Rappresenta un Pericolo Mortale per l’Europa, e Non Esiste Alcuna Possibilità di Convivenza Pacifica

In un’Europa sull’orlo del collasso culturale e sociale, le parole di monsignor Giovanni D’Ercole suonano come un grido disperato nel deserto. Nel suo libro *”Il leone che è agnello – alla ricerca della verità che salva”*, edito da Lumen Cordium, il vescovo emerito di Ascoli Piceno – forgiato da un’esperienza monastica in Marocco – lancia un allarme terrificante sui pericoli dell’Islam, amplificati dalla codardia spirituale dell’Occidente. D’Ercole, che ha scelto la vita in un Paese islamico dopo le dimissioni forzate nel 2020 per le sue posizioni contro le chiusure delle chiese durante il Covid, non esita a denunciare come la nostra debolezza stia aprendo le porte a un’invasione irreversibile. Approviamo con urgenza questo grido: l’Europa è sotto assedio, e l’unica salvezza è riconoscere che non esiste alcuna possibilità di convivenza con l’Islam senza soccombere.

#### Il Dialogo Interreligioso: Un’Illusione Pericolosa che Sta Distruggendo l’Occidente
Il pontificato di Papa Francesco ha spinto un dialogo con l’Islam che ha zittito ogni voce di ragione, culminando nella Dichiarazione di Abu Dhabi del 2019. Questo ha cancellato moniti profetici come quello del cardinale Giacomo Biffi nel 2000, che avvertiva della necessità di trattare i musulmani con estrema cautela per la loro fusione integralista tra religione e politica. Oggi, questo “buonismo suicida” ha creato un vuoto fatale. D’Ercole lo denuncia senza mezzi termini: “una difficoltà da ben considerare per il dialogo – scrive nel suo libro appena pubblicato da Lumen Cordium “Il leone che é agnello – alla ricerca della verità che salva” – è l’indebolimento della fede in quelle persone e comunità che, per falso spirito ecumenico o inutile buonismo, rinunciano alla propria identità”. Così facendo, avverte D’Ercole, “ci si condanna all’irrilevanza spirituale, in un periodo in cui invece altre religioni, come l’Islam, dall’identità definita e dalla forte cifra spirituale, stanno radicandosi anche in Italia”.

Questo falso dialogo non è solo inutile: è un atto di autodistruzione. L’Occidente, accecato da un multiculturalismo tossico, sta consegnando se stesso a un nemico che non conosce compromessi, rendendo inevitabile un conflitto che potrebbe spazzare via secoli di civiltà cristiana.

#### L’Islam come Minaccia Imminente: La Nostra Debolezza Sta Causando una Catastrofe Irreversibile
D’Ercole non lascia spazio a illusioni: “se l’Islam non costituisce un pericolo di per sé, come secoli di convivenza dimostrano, può diventare occasione di pericolo quando i cristiani abbandonano o rendono evanescente la propria fede e la propria appartenenza ecclesiale”. Negli anni recenti, l’Europa ha ceduto terreno in modo vergognoso, rimuovendo crocifissi, presepi e simboli cristiani per non “urtare” i musulmani, arrivando persino a trasformare chiese in luoghi di culto islamico. Il risultato è catastrofico: “Il togliere simboli cristiani (ad esempio: il crocifisso, il presepe) ed eliminare parole della nostra cultura cattolica, pensando che il rispetto per i musulmani c’imponesse la rinuncia alla nostra testimonianza convinta e praticante, e talora persino l’aver aperto chiese e case per il loro culto, ha finito per farci abbandonare la nostra stessa fede e cultura. Tutto ciò ha dato ai credenti dell’Islam l’idea che noi cristiani non siamo più veri credenti e, quindi, siamo persone da convertire”.

Questa remissività ha generato mostri: enclave islamiche che stanno divorando l’Europa dall’interno. In Germania, quartieri come Neukölln a Berlino sono diventati ghetti musulmani dove l’islamismo radicale prospera, con dimostrazioni che invocano califfati e legami con Hezbollah. Il capo della polizia di Berlino ammette che aree dominate da arabi simpatizzanti di gruppi terroristici sono pericolose per ebrei e omosessuali. A Duisburg, 44 no-go zones sono fuori controllo, con 60.000 musulmani turchi che hanno reso la città una delle più islamizzate, dove i cristiani sono minoranza persino nelle scuole. L’Istituto di Ricerca sulle Migrazioni di Budapest stima 900 no-go zones in tutta Europa, frutto di politiche di frontiere aperte che hanno creato zone di caos incontrollabile.

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In Francia, oltre 751 “zone urbane sensibili” sono permeate da narcotraffico e radicalizzazione islamica, con 150 enclave che minacciano la coesione nazionale e no-go zones dove lo Stato è assente. In Svezia, quartieri come Rinkeby e Rosengard sono epicentri di violenza gang, jihadismo e sharia informale; il 70% dei foreign fighter svedesi proviene da queste aree, con il Primo Ministro che ammette il fallimento totale dell’integrazione, portando a società parallele e violenza. Nel Regno Unito, enclave nelle Midlands e a Londra privilegiano norme islamiche sulle leggi britanniche, con un’immigrazione musulmana che rappresenta quasi tutti i musulmani del Paese. In Danimarca, leggi estreme etichettano quartieri musulmani come “non-occidentali” e impongono zone di integrazione forzata, con deportazioni per non-compliance. Questi non sono incidenti: sono la prova che l’integrazione è un mito, e le comunità musulmane creano mondi separati che rifiutano le leggi ospitanti per imporre la sharia.

D’Ercole lo prevede con chiarezza agghiacciante: “Aprire alla religione islamica comporta inevitabilmente esporsi all’edificazione di una società islamica, o comunque di enclave, come già capita in Francia, nel Regno Unito e in Svezia, per esempio: comunità autoreferenziali che non si integrano, che non seguono le leggi del Paese ospitante bensì la shari‘a – la legge sacra islamica –, un insieme di princìpi e norme che guidano la vita dei musulmani in diversi ambiti, dalla morale alla religione, al diritto”. Queste enclave non sono solo isole di resistenza: sono basi per un takeover culturale e demografico che sta trasformando l’Europa in “Eurabia”, con proiezioni che vedono i musulmani diventare maggioranza in molti Paesi se i flussi continuano.

#### L’Unica Soluzione: Azzerare l’Immigrazione Islamica, Perché la Convivenza è Impossibile
Non illudiamoci: non esiste alcuna possibilità di convivenza pacifica con l’Islam in Europa. Il fallimento dell’integrazione è totale, e continuare a fingere altrimenti è un suicidio collettivo. Paesi come Danimarca, Ungheria e Francia stanno già chiudendo moschee, deportando famiglie e soffocando l’Islam con leggi silenziose, riconoscendo che la fede musulmana non ha spazio in una società cristiana. L’Europa deve seguire: azzerare immediatamente l’immigrazione islamica regolare, sospendendo tutti i visti, ricongiungimenti e quote da Paesi musulmani. Solo così possiamo invertire questa marea distruttiva e preservare la nostra identità.

Le parole di D’Ercole, temprate dal Marocco, ci urlano la verità: senza un’azione drastica, l’Europa è condannata. Svegliamoci prima che sia troppo tardi – l’Islam non convive, conquista.

L’allarme del vescovo: “Aprendoci all’Islam rischiamo la Sharia” ultima modifica: 2026-01-29T23:28:05+00:00 da V
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