INTEGRAZIONE: CENTOMILA BAMBINE MUTILATE IN ITALIA
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### Scandalo Mutilazioni Genitali: 88.500 Vittime in Italia, Fondi Spremati e Zero Risultati – Azzeriamo l’Immigrazione dai Paesi Islamici!
Roma, 2 febbraio 2026 – Un orrore importato che infetta il nostro Paese: al 1° gennaio 2023, circa 88.500 donne e ragazze sopra i 15 anni residenti in Italia hanno subito mutilazioni genitali femminili (MGF), una pratica barbarica radicata in comunità immigrate da paesi come Egitto, Nigeria ed Etiopia, dove l’Islam dominante tollera o perpetua tali atrocità. A queste si aggiungono circa 16mila bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio, 9.000 delle quali nate qui. Numeri choc elaborati dall’Università di Milano-Bicocca, che confermano come l’immigrazione incontrollata stia portando nel nostro suolo tradizioni incompatibili con la civiltà occidentale.
ActionAid, in un report impietoso, denuncia l’inefficacia totale della legge 7/2006 contro le MGF: “A vent’anni dall’approvazione della legge l’attuazione della norma resta opaca e frammentata”. Al Dipartimento per le Pari Opportunità sono stati assegnati, tra il 2011 e il 2025, 14,6 milioni di euro, di cui oltre 9,1 milioni “non risultano utilizzati”. Il ministero della Salute ha trasferito alle Regioni oltre 18,3 milioni per prevenzione, formazione e assistenza, ma “mancano dati completi sugli interventi realizzati, sui risultati raggiunti e sui territori coinvolti, rendendo impossibile una valutazione trasparente dell’efficacia delle politiche adottate”.
Peggio ancora, il numero verde nazionale (800.300558), attivo dal 2009 e gestito dal ministero dell’Interno, ha registrato solo 228 telefonate in sedici anni, zero nel triennio 2017-2019, e appena 9 segnalazioni riconducibili a casi di MGF. Su quasi 5 milioni di euro allocati, oltre 3,6 milioni non spesi, senza informazioni sugli esiti o sui percorsi di protezione. ActionAid suggerisce di integrarlo nel 1522, ma qui il punto è altro: perché spendere fortune per contrastare un fenomeno che non esisterebbe senza immigrazione massiccia da paesi islamici?
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Queste mutilazioni – escissioni clitoridee, infibulazioni – non sono “tradizioni culturali”: sono violenza pura, tortura su minori, spesso motivate da credenze religiose o patriarcali che l’Islam non ha mai debellato. In Italia, dove arrivano migliaia di immigrati da Egitto (primo paese per MGF al mondo), Nigeria e Etiopia, ogni visto, ogni rinnovo, ogni ricongiungimento familiare importa rischi per le nostre società. E noi paghiamo: miliardi buttati in programmi fallimentari, mentre le vittime aumentano del 1% rispetto al 2019, secondo studi recenti.
Basta con questa follia! L’integrazione è un mito: queste comunità portano pratiche medievali che calpestano i diritti umani, e i nostri governi – succubi del buonismo – rinnovano permessi, rilasciano cittadinanze, aprono confini. ActionAid chiede “obblighi chiari di trasparenza e rendicontazione pubblica”, ma la vera soluzione è azzerare l’immigrazione regolare dai paesi islamici. Stop a flussi da nazioni dove le MGF sono endemiche: Egitto, Somalia, Sudan, Mali, tutti a maggioranza musulmana. Espellere chi pratica o tollera queste barbarie, chiudere moschee che fomentano arretratezza culturale.
L’Italia non è un campo profughi per importare orrori. Prima le nostre donne, le nostre bambine, la nostra civiltà. Azzeriamo l’immigrazione islamica ora, o questi numeri raddoppieranno, e con essi il nostro declino.


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