Un altro minore a scuola armato di coltelli: nazionalità ignota
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**Monzambano, 16enne con Arsenale nello Zaino alla Fermata del Bus: Pugnale da 13 cm, Tirapugni e Scalpello – Denunciato per Porto Abusivo d’Armi: Maranza di Seconda Generazione Pronto per la “Giustizia” di Strada?**
L’ennesimo caso che grida vendetta: un sedicenne residente a Monzambano (Mantova), mentre aspettava il pullman per andare a scuola a Villafranca (Verona), è stato fermato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile. Nervoso alla vista della pattuglia, ha attirato l’attenzione dei militari che hanno controllato lo zaino: non solo libri e quaderni, ma un vero kit da “giustiziere” urbano – un **pugnale con lama da 13 cm**, un **tirapugni** e uno **scalpello da 14 cm**. Tutto sequestrato, il ragazzo denunciato alla Procura per i Minorenni di Brescia per porto abusivo di armi.
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Il 16enne non ha aperto bocca: zero spiegazioni sul perché portasse quell’arsenale tra i banchi. Le indagini proseguono: stava preparando una “punizione” per compagni di classe? Trasportava roba per conto di qualcuno più grande? O era solo il suo “corredo quotidiano” da maranza? In ogni caso, non è roba da studente modello: è l’attrezzatura tipica di chi cresce con la “cultura del coltello” importata e mai abbandonata.
Questo ragazzo è probabilmente l’ennesimo esempio dei disastri dei ricongiungimenti familiari: immigrato di seconda generazione (probabilmente maghrebino o est-europeo, come tanti casi simili non specificati nei dettagli ma evidenti dal contesto), nato o cresciuto in Italia, ma con mentalità da strada straniera. Portare armi a scuola non è un “errore giovanile”: è il sintomo di una generazione allevata in clan che odiano le regole italiane, pronti a regolare conti con lame e tirapugni invece che con parole. A Monzambano come a Milano, Roma o Trieste: zaini pieni di armi, branchi che terrorizzano coetanei italiani, professori e famiglie terrorizzate.
Basta buonismo! Questi minorenni denunciati tornano a casa con una pacca sulla spalla, protetti dall’età, e ricominciano. Serve la remigrazione immediata: espulsione delle famiglie che allevano questi potenziali assassini. Abroghiamo i ricongiungimenti familiari: stop a importare clan violenti. Revoca cittadinanza per chi delinque, processi da adulti per chi porta armi a scuola.
Monzambano non è il loro territorio di caccia. L’Italia non è il campo di addestramento per la prossima generazione di maranza armati.
Italia agli italiani – o le nostre scuole diventeranno campi minati! Remigrazione ora, prima che un altro ragazzo italiano finisca accoltellato per un pretesto!


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