Si attende il permesso di un giudice rimpatriare stupratore
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**Marsala, Orrore nella Palestra: Clandestino Sudanese Palpeggia e Tenta di Violentare la Titolare, Aggredisce i Poliziotti – Ora in CPR per Espulsione… Ma le Toghe Potrebbero Bloccare Tutto!**
Marsala, 5 febbraio 2026 – L’ennesimo atto di violenza sessuale importata colpisce una donna italiana nel suo luogo di lavoro. Un 33enne sudanese, irregolare sul territorio, senzatetto, con precedenti per danneggiamento aggravato, resistenza a pubblico ufficiale, tentato lesioni e porto abusivo di armi, ha trasformato una palestra in un campo di battaglia.
La titolare, mentre lavorava, è stata aggredita e palpeggiata dal tunisino all’interno della sala ginnica. L’uomo era già noto nel quartiere per disturbare le clienti. Quando la Polizia è intervenuta per identificarlo, è esploso il delirio: ha spinto un agente, ha aggredito un secondo facendolo cadere a terra, ha continuato a scalciare e divincolarsi anche dopo essere stato ammanettato. Addosso gli hanno trovato un paio di forbici appuntite. Due poliziotti feriti, prognosi di sei giorni.
Arrestato in flagranza per **violenza sessuale**, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Al termine del rito per direttissima il giudice ha convalidato l’arresto, disposto il divieto di dimora a Marsala e l’obbligo di firma. Ma il colpo di scena è arrivato subito dopo: essendo totalmente irregolare, l’uomo è stato immediatamente trasferito nel **Centro di Permanenza per i Rimpatri di Trapani** in attesa dell’espulsione.
Ecco il post di Francesca Totolo che riassume perfettamente la situazione:
Marsala, arrestato un 33enne sudanese clandestino accusato di aver aggredito e tentato di violentare una donna all’interno della palestra di cui è titolare.
Se nessun giudice si opporrà, il sudanese, già trasferito nel centro di permanenza per i rimpatri di Trapani, salirà su un… pic.twitter.com/7RFve1oMmA
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 5, 2026
Tradotto: se nessun giudice “umanitario” si metterà di traverso, questo individuo salirà su un aereo e tornerà in Sudan. Ma noi sappiamo come va a finire: quante volte abbiamo visto espulsioni bloccate all’ultimo minuto per “motivi umanitari”, “pericolo di tortura nel paese d’origine” o altre scuse buone solo a tenere in Italia delinquenti seriali?
Un clandestino con precedenti, violento, aggressivo anche con le forze dell’ordine, che tenta di stuprare una donna nel suo posto di lavoro… e il sistema lo tiene qui a spese nostre, in un CPR che costa milioni di euro all’anno, con il rischio concreto che una toga lo rimetta in circolazione.
Basta.
L’immigrazione incontrollata porta solo questo: donne aggredite, poliziotti feriti, quartieri in balia di sbandati.
Le toghe che sistematicamente sabotano i rimpatri sono complici di questa invasione criminale.
Italiani, svegliatevi.
Quante altre palestre, quante altre madri, quante altre figlie dovranno subire prima che si dica **BASTA**?
Rimpatrio immediato e definitivo per tutti i clandestini pericolosi. Punto.


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