Ghali attacca inaugurazione olimpiadi: vuole cantare l’inno e in arabo

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By V febbraio 5, 2026 21:00

Ghali attacca inaugurazione olimpiadi: vuole cantare l’inno e in arabo

**Milano-Cortina, il maranza Ghali piange censura: “Niente inno, l’arabo era di troppo”**

Il rapper tunisino, già sventolatore di kefiah e accusatore di “genocidio” a Sanremo, ora posta il suo vittimismo in tre lingue. Perché l’Italia, per lui, non basta mai.

Il maranza Ghali, quello che a Sanremo 2024 ha fatto dire al pupazzo “stop al genocidio” e che da anni usa ogni palco per fare propaganda pro-Pal e anti-Israele, ora si lamenta su Instagram come una vittima.

Posta la stessa letterina in italiano, inglese e arabo (ovviamente) e scrive:

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«Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace… So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che è tutto un Gran Teatro».

Traduzione dal maranza:
Volevo trasformare la cerimonia di apertura in un comizio contro Israele, volevo infilare l’arabo nell’inno o nella poesia per dire al mondo che l’Italia è sottomessa e multiculti, e me l’hanno impedito. Ora piango “censura”.

Esattamente quello che avevamo scritto il 26 gennaio: invitare questo tizio che odia l’Italia, chiama razzista il Paese che gli ha dato cittadinanza e benessere, inneggia a Hamas e rifiuta Mameli perché “non si sente rappresentato”, era una scelta da masochisti progressisti del governo Meloni.

Il ministro Abod**Milano-Cortina, il maranza Ghali piange censura: “Niente inno, l’arabo era di troppo”**

Il rapper tunisino, già sventolatore di kefiah e accusatore di “genocidio” a Sanremo, ora posta il suo vittimismo in tre lingue. Perché l’Italia, per lui, non basta mai.

By **V** (aggiornamento)
5 febbraio 2026 – 22:50

Il maranza Ghali, quello che a Sanremo 2024 ha fatto dire al pupazzo “stop al genocidio” e che da anni usa ogni palco per fare propaganda pro-Pal e anti-Israele, ora si lamenta su Instagram come una vittima.

Posta la stessa letterina in italiano, inglese e arabo (ovviamente) e scrive:

«Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace… So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che è tutto un Gran Teatro».

Traduzione dal maranza:
Volevo trasformare la cerimonia di apertura in un comizio contro Israele, volevo infilare l’arabo nell’inno o nella poesia per dire al mondo che l’Italia è sottomessa e multiculti, e me l’hanno impedito. Ora piango “censura”.

Esattamente quello che avevamo scritto il 26 gennaio: invitare questo tizio che odia l’Italia, chiama razzista il Paese che gli ha dato cittadinanza e benessere, inneggia a Hamas e rifiuta Mameli perché “non si sente rappresentato”, era una scelta da masochisti progressisti del governo Meloni.

Il ministro Abodi aveva provato a salvare la faccia dicendo “non esprimerà le sue posizioni”. Ma Ghali non ci sta. Voleva il suo spazio per l’arabo, per il suo pensiero, per il solito odio. Gliel’hanno tolto. E ora fa la vittima.

La sinistra, quella che a Sanremo ha applaudito il terrorismo travestito da arte, oggi grida alla “censura preventiva”. La solita ipocrisia: libertà di espressione solo quando serve a insultare l’Occidente e Israele.

Domani a San Siro ci saranno Bocelli, Pausini, Mariah Carey. L’Italia che si mostra al mondo. Non il maranza che voleva usare le Olimpiadi per la sua jihad culturale.

Se il suo “silenzio fa rumore”, come ammette lui stesso, allora meglio che stia zitto del tutto.
O ancora meglio: Ghali in Tunisia. Non a Cortina. Non a rappresentare un’Italia che lui disprezza.

Carthago delenda est.

Carthago delenda est.

Ghali attacca inaugurazione olimpiadi: vuole cantare l’inno e in arabo ultima modifica: 2026-02-05T21:00:19+00:00 da V
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By V febbraio 5, 2026 21:00
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