In quattro pestano consigliere di FdI: “Qui comanda il Kosovo”
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**Aggressione al consigliere FdI Francesco Metz: quattro kosovari la fanno franca con “lavori socialmente utili” dopo averlo massacrato davanti alle figlie gridando “Qui comanda il Kosovo”**
Trieste, 6 febbraio 2026 – È una sentenza che fa rabbrividire. Non per la violenza in sé – quella l’abbiamo già vista troppe volte – ma per il messaggio che manda: in Italia, se sei un immigrato regolare, puoi picchiare un consigliere comunale di Fratelli d’Italia davanti alla compagna e alle figlie piccole, urlare che “qui comanda il Kosovo”, tentare di aggredire anche la famiglia, e alla fine te la cavi con poco più di una pacca sulla spalla e qualche ora di volontariato.
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Il fatto risale all’ottobre 2024, bar Sara di via Giulia. Francesco Metz, 43 anni, consigliere circoscrizionale di FdI, sta prendendo un caffè con la sua donna e le due bambine piccole. Quattro operai edili kosovari – tutti regolari, tutti tra i 31 e i 38 anni, tutti assistiti dall’avvocato Cristina Birolla – lo accerchiano. Calci in faccia, bottigliate in testa, lo buttano a terra, lo bloccano e continuano a pestarlo. Uno gli urla in mezzo alla strada: «Questo è il Kosovo, qui comanda il Kosovo». Poi tentano di aggredire anche la compagna e le figlie. Solo l’arrivo di altra gente li fa scappare.
Metz lo ha raccontato a freddo, a margine dell’udienza: «Mi hanno colpito con dei calci in faccia e parecchie bottigliate in testa. Loro erano in quattro e io da solo… A un certo punto mi hanno buttato a terra, poi uno mi ha bloccato al suolo e gli altri mi hanno sferrato dei calci in faccia. Sono riuscito a liberarmi, se ne sono andati e sono ritornati, cercando di aggredire la mia compagna e le mie figlie».
E la risposta della giustizia italiana?
– Uno (H.F.) patteggia **1 anno, 1 mese e 17 giorni** con pena sospesa + rimborso spese legali di 586 euro.
– Gli altri tre (A.K., E.K., S.K.) ottengono la **messa in prova**: processo sospeso, 8-10 mesi di lavori socialmente utili (due all’ICS, sei ore a settimana; il terzo in un ente da decidere).
– Se tra un anno (udienza fissata a gennaio 2027) avranno “comportamento positivo”, il reato si estingue. Zero condanna, zero fedina penale sporca.
– Risarcimento: 2.500 euro ciascuno ai tre (7.500 totali). Per il quarto, ancora da definire in sede civile.
In pratica: hanno massacrato un padre di famiglia italiano davanti alle sue bambine, hanno rivendicato un pezzo di Trieste come “territorio kosovaro”, e la risposta dello Stato è «andate a fare volontariato, magari all’ICS, e se fate i bravi vi cancelliamo tutto».
Questo non è garantismo. È resa.
È la stessa logica per cui centinaia di italiani finiscono in galera per molto meno, mentre chi arriva da zone dove la violenza etnica è normale cultura riceve trattamenti di favore. È la stessa logica per cui a Trieste – e non solo – certi quartieri stanno diventando zone dove un italiano che alza la voce rischia di essere “punito” da clan stranieri che si sentono padroni.
I quattro erano “regolari”. Bene. Ma la regolarità non cancella la mentalità. Non cancella il fatto che hanno scelto di affermare il loro dominio con le bottiglie e i calci, davanti a due bambine italiane. E lo Stato, invece di difendere i suoi cittadini, gli ha praticamente detto: «Tranquilli, non è successo niente».
Francesco Metz è un esponente di Fratelli d’Italia. Ma la questione non è di partito: è di sovranità. Se un consigliere eletto dal popolo può essere pestato in mezzo alla strada con l’accusa implicita di “non essere kosovaro”, allora il problema non è più solo lui. Il problema è che stiamo perdendo pezzi di Italia, pezzo dopo pezzo, bar dopo bar, quartiere dopo quartiere.
E la sentenza di ieri lo certifica nero su bianco: qui, per ora, comanda ancora chi arriva da fuori e usa la violenza. A noi resta solo il conto da pagare: 7.500 euro di “risarcimento” e la promessa che, se faranno i bravi per un anno, non succederà più.
Peccato che nessuno ci abbia chiesto se vogliamo continuare a vivere così.


Come i terroni mafiosi al Nord, uguale… e che nessuno si offenda perchè se vi si riconosce allora ha un altro genere di problema…