Hanno ucciso un ragazzo italiano e la fanno tutti franca

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By V febbraio 6, 2026 23:02

Hanno ucciso un ragazzo italiano e la fanno tutti franca

**Aggiornamento choc sul delitto di Francesco Favaretto: il moldavo che lo rapinò mentre lo massacravano di botte rischia solo 2 anni e 2 mesi**

Treviso, 7 febbraio 2026 – Mentre Francesco Favaretto marcisce sotto terra da più di un anno, ucciso a 22 anni da un branco di immigrati e “nuovi italiani” in pieno centro storico, il sistema giudiziario italiano continua a sputare sentenze da presa in giro.

Il 5 febbraio il pm Giulio Caprarola ha chiesto per **Marius Popa**, 20enne moldavo, **due anni, due mesi e 20 giorni di reclusione** più 800 euro di multa. Reato: concorso morale in rapina aggravata. Niente omicidio, niente lesioni gravissime. Solo “era lì, sapeva cosa stavano facendo e non ha mosso un dito”.

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Ricordiamo i fatti, perché qualcuno sembra averli già dimenticati.

La sera del 12 dicembre 2024, in via Castelmenardo, Francesco – un ragazzo italiano come tanti – viene circondato da una gang di una decina di persone, in gran parte minorenni stranieri o figli di stranieri. Lo picchiano selvaggiamente, gli spaccano la testa, lo prendono a calci e pugni mentre è a terra. Uno di loro (il quindicenne già condannato a 8 anni) lo finisce con un coccio di bottiglia. Durante il pestaggio, mentre Francesco è inerme, qualcuno gli ruba il portafoglio, il telefono, tutto quello che ha addosso. Quel qualcuno è proprio Marius Popa, secondo l’accusa.

Popa non ha picchiato? Può darsi. Ma era lì. Sapeva. Ha assistito al massacro. E ha approfittato del momento per arraffare quello che poteva. Il pm lo ha definito chiaramente: **“partecipò moralmente alla rapina”**. Eppure la richiesta di pena è ridicola.

Questo è lo stesso Popa che nel novembre 2025, insieme ad altri tre “nuovi italiani”, era finito sui giornali perché rischiava di cavarsela con la messa alla prova (cioè niente carcere). Ora, con il rito abbreviato, la pena richiesta è già scontata di un terzo: in pratica uscirà dopo poco più di un anno e mezzo, sempre che non gli diano gli arresti domiciliari o altri sconti.

Intanto gli altri tre maggiorenni (tra cui il nigeriano Toluwaloju McLinkspual Ade e Abi Traore) sono ancora a processo per omicidio volontario aggravato dalla rapina. Ma sappiamo già come andrà a finire: attenuanti generiche, rito abbreviato, “dispiacere”, “non volevano ucciderlo”, e via con pene da 8-10 anni che diventeranno 5-6 con gli sconti.

E i minorenni? Quattro o cinque di loro sono già in fila per la messa alla prova: servizi sociali, un po’ di volontariato, e tornano liberi. Un quindicenne ha preso 8 anni (già tanto per i parametri italiani), ma gli altri se la caveranno con poco o niente.

**Francesco Favaretto è morto. Morto per davvero.** Undici giorni di agonia all’ospedale Ca’ Foncello, poi il cuore ha ceduto. Lascia una madre distrutta, un padre che non parla più, amici che ancora non ci credono.

Ma in Italia del 2026, se sei straniero e ammazzi un italiano in mezzo alla strada, il massimo che rischi è qualche anno di galera “simbolica”. Se poi sei minorenne, ancora meglio: ti danno la messa alla prova e ti dicono “cresci”.

Questo non è giustizia. È **resa**. È il messaggio chiaro che lo Stato italiano manda ai nuovi arrivati: “Venite, spacciate, rapinate, ammazzate. Tanto al massimo vi diamo due anni”.

E la famiglia di Francesco? Deve accontentarsi di questo schiaffo in faccia.

Noi no. Non ci accontentiamo. E continueremo a dirlo forte: basta con questa giustizia a due velocità. Basta con l’impunità per chi viene da fuori e distrugge le nostre vite.

Francesco meritava di più. L’Italia merita di più.

(Articolo di aggiornamento alle inchieste precedenti di VoxNews del 6 e 13 novembre 2025)

Hanno ucciso un ragazzo italiano e la fanno tutti franca ultima modifica: 2026-02-06T23:02:41+00:00 da V
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