Se la RAI ha censurato Ghali ha fatto bene
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Peccato lo censurino non perché è un maranza che sostiene i maranza ma solo perché temevano dicesse cose contro Israele.
**Ben fatto Rai: il maranza Ghali oscurato alla cerimonia, e la sinistra piange “censura”**
I fan del rapper tunisino urlano al complotto perché non è stato nominato né inquadrato in primo piano. Finalmente un po’ di buonsenso: non merita di rappresentare l’Italia.
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 è stata un trionfo italiano: Tomba e Compagnoni che accendono il braciere, Bocelli, Pausini, Mariah Carey. Bellezza, tradizione, orgoglio nazionale. L’unica stonatura? Il maranza Ghali, invitato per chissà quale follia progressista, che ha recitato una poesia di Rodari sulla pace. In italiano, francese e inglese. Niente arabo, niente comizi pro-Pal, niente kefiah.
E ora? I pro-Ghali attaccano la Rai: “Censurato!”. Perché durante la diretta su Rai1, il direttore Paolo Petrecca non l’ha mai nominato, e le telecamere non gli hanno dato primi piani. Solo inquadrature da lontano, come uno dei tanti ballerini. Sui social esplode la lagna: “Viviamo in un Paese di censura”, scrivono su X. “Ghali censurato, mai inquadrato e con il divieto di recitare la poesia in arabo. Sia mai che inneggi alla pace”, piange un utente. Un altro: “La Rai ha censurato Ghali durante la cerimonia d’apertura”.
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La verità? Ben fatto, Rai! Finalmente qualcuno che capisce: questo tizio che canta “Free tutti i maranza” – quelli che devastano i nostri quartieri – e “Tu sogni l’America, io l’Italia, la nuova Italia” (quella islamizzata, presumiamo), non rappresenta noi. È un odiatore di Israele, un vittimista che usa ogni palco per propaganda. A Sanremo ha fatto urlare “stop al genocidio” al pupazzo, e ora piange perché non gli hanno dato il riflettore olimpico.
La sinistra grida “figuraccia Rai”, “oscurato perché scomodo per Gaza”. Persino il Corriere del Ticino parla di censura. Ma quale censura? Ghali ha performato, ha recitato Rodari. Solo che la regia ha scelto di non glorificarlo. Giusto così: le Olimpiadi sono sport, non jihad culturale. Se volevano un artista italiano, ce n’erano a decine. Invece hanno infilato questo tunisino scarso con l’autotune, che disprezza l’inno e l’Italia vera.
I pro-Ghali – la solita cricca woke – accusano: “Polemiche su Ghali fuori luogo? No, è regime neofascista!”. Ridicoli. La vera censura è quella che subiscono gli italiani normali, costretti a vedere i nostri eventi nazionali colonizzati da chi ci odia. Brava Rai, continua così: oscuriamolo del tutto, il maranza. Non lo vogliamo sul palco, non lo vogliamo in Italia.
Prima o poi riporteremo tutto sulla retta via. Razzista? No, normale.
Carthago delenda est. E anche il vittimismo di Ghali.


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