‘Rider sfruttati’, controllo giudiziario per Glovo: 2 euro a consegna

V
By V febbraio 9, 2026 13:20

‘Rider sfruttati’, controllo giudiziario per Glovo: 2 euro a consegna

L’immigrazione regolare di massa arricchisce pochi e impoverisce tutti noi. Importa schiavi e deprime i salari. Basta con i decreti flussi che arricchiscono gli sfruttatori. Che società vogliamo costruire con i ‘rider’?

**Rider Sfruttati da Glovo: Paghe da Schiavi, 40.000 Lavoratori Sotto la Soglia di Povertà – Colpa dell’Immigrazione di Massa Regolarizzata**

La Procura di Milano ha messo sotto controllo giudiziario d’urgenza Foodinho srl, la società italiana del colosso spagnolo Glovo, per **caporalato digitale**. Il pm Paolo Storari ha disposto la nomina di un amministratore giudiziario dopo indagini dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro: 40.000 rider in tutta Italia – di cui circa 2.000 solo a Milano – pagati con retribuzioni **sotto la soglia di povertà**, in alcuni casi inferiori del 76,95% rispetto a quel minimo vitale e fino all’81,62% in meno rispetto alla contrattazione collettiva nazionale. L’amministratore unico Pierre Miquel Oscar è indagato per aver sfruttato manodopera in condizioni di bisogno, approfittando della vulnerabilità economica dei lavoratori per imporre paghe da fame: mediamente 2,50-3 euro a consegna, per 10-12 ore al giorno, 6-7 giorni su 7, con geolocalizzazione costante, penalizzazioni per ritardi e ritmi estenuanti che non garantiscono “un’esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Costituzione).

VERIFICA NOTIZIA


Le testimonianze raccolte sono agghiaccianti: rider stranieri, spesso in stato di bisogno, che pedalano 50-60 km al giorno per 800-900 euro al mese lordi, mandando parte dei soldi nei Paesi d’origine mentre vivono in stanze condivise a 35 km da Milano, pagando affitti esosi e treni. Un modello organizzativo mirato al profitto estremo: la piattaforma incassa miliardi, i rider – precari, autonomi solo sulla carta – finiscono schiavizzati in un sistema che li tiene al guinzaglio con l’app.

E qui sta il nodo vero, che nessuno vuole dire ad alta voce: questa schiavitù moderna è alimentata dall’**immigrazione di massa regolare e irregolare**. La stragrande maggioranza dei rider è composta da extracomunitari – pakistani, bengalesi, africani, sudamericani – entrati con permessi di soggiorno per lavoro subordinato o “ricerca lavoro”, o regolarizzati con sanatorie passate, o ancora in attesa di asilo/protezione. Le piattaforme come Glovo li preferiscono proprio per questo: manodopera giovane, disperata, disposta ad accettare qualsiasi condizione pur di restare in Italia, senza proteste sindacali forti, senza alternative reali. Approfittano dello “stato di bisogno” – come scrive il pm – che è spesso legato alla precarietà migratoria: permessi in scadenza, paura di espulsione, debiti contratti per arrivare qui, famiglie da mantenere all’estero.

Risultato? Salari italiani depressi in tutto il settore logistica e delivery. Un rider italiano (o europeo) non accetterebbe mai 2,50 euro a consegna per rischiare la vita sotto la pioggia o nel traffico: pretenderebbe almeno il CCNL trasporti, ferie, malattia, contributi dignitosi. Ma con un esercito di immigrati disposti a tutto per regolarizzarsi o rinnovare il permesso, le aziende abbassano l’asticella e schiacciano i salari verso il basso. È **schiavismo regolarizzato**: importiamo povertà dal Terzo Mondo, la mettiamo a pedalare per giganti multinazionali, e in cambio otteniamo dumping salariale che impoverisce i lavoratori autoctoni, distrugge il mercato del lavoro nazionale e trasforma un lavoro dignitoso in sopravvivenza da fame.

Mentre Confindustria e lobby delle piattaforme invocano “quote” sempre più alte per “lavori che gli italiani non vogliono fare”, la realtà è opposta: gli italiani non vogliono fare questi lavori alle condizioni da schiavi imposte dall’immigrazione di massa. È un circolo vizioso: più immigrati low-cost arrivano, più i salari crollano, più gli italiani fuggono da questi settori o emigrano all’estero, più le aziende chiedono altra manodopera straniera. Il PIL pro capite ristagna, la ricchezza delle famiglie cala, e intanto multinazionali come Glovo incassano profitti miliardari sulle schiene di disperati.

Basta con questa ipocrisia! L’immigrazione regolare di massa non è “risorsa”: è arma di distruzione salariale e sociale. Stop alle sanatorie, stop alle quote per lavori precari, stop ai permessi per “lavoro subordinato” in settori gig economy. Priorità ai cittadini italiani: salari minimi dignitosi, contratti veri, tutele reali. Chi delinque o sfrutta va espulso, non regolarizzato. Altrimenti continueremo a vedere 40.000 schiavi moderni pedalare per fame, mentre gli italiani pagano il conto con stipendi più bassi e futuro rubato. L’Italia prima degli italiani, o diventeremo tutti rider da 2 euro a consegna.

‘Rider sfruttati’, controllo giudiziario per Glovo: 2 euro a consegna ultima modifica: 2026-02-09T13:20:44+00:00 da V
V
By V febbraio 9, 2026 13:20
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie