Bambino trascinato in palazzo degli immigrati e violentato
Related Articles
**Tentata violenza su un bambino di 11 anni: il pakistano di Porto Recanati condannato a un solo anno. E torna libero**
Un bambino di 11 anni entra in un negozio al famigerato Hotel House di Porto Recanati che da anni deve essere sgomberato. Un 29enne pakistano lo afferra, lo trascina nel bagno e tenta di violentarlo. Il piccolo riesce a divincolarsi e a fuggire, ma il trauma resta per sempre.
La giustizia italiana ha deciso: **un anno di reclusione**. Pena sospesa. Nessun carcere, nessuna misura di sicurezza reale. Il pakistano tornerà a circolare tra i corridoi dello stesso stabile ghetto dove vivono centinaia di immigrati irregolari, dove lo spaccio è quotidiano e le violenze non si contano più.
La notizia, riportata da Il Resto del Carlino (edizione Macerata), è agghiacciante non solo per la gravità del crimine, ma per la leggerezza della risposta dello Stato. Un tentativo di stupro su un minore italiano viene punito con una condanna simbolica, che non tutela né la vittima né la collettività.
Ecco il post con cui Francesca Totolo ha diffuso la notizia, allegando la foto dell’articolo di giornale:
Porto Recanati, aveva trascinato nel bagno del suo negozio un bambino di 11 anni, per poi cercare di violentarlo: 29enne pakistano condannato a un anno di reclusione
N.B. L’avvocato Matraxia è uno dei due difensori di fiducia di Innocent Oseghale, condannato all’ergastolo per… pic.twitter.com/GG7ID1FdRY
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 10, 2026
L’immagine allegata mostra chiaramente il titolo del quotidiano: «Tentata violenza sessuale su un bambino di 11 anni: pakistano condannato a un anno». Sullo sfondo, la foto del negozio incriminato, lo stesso contesto degradato che da anni ospita fenomeni di microcriminalità immigrata.
E chi ha difeso questo 29enne pakistano?
L’avvocato **Simone Matraxia**, lo stesso che in passato è stato uno dei due difensori di fiducia di **Innocent Oseghale**, il nigeriano condannato all’ergastolo per lo stupro, l’omicidio e lo squartamento di Pamela Mastropietro.
Matraxia, come documentato da vari profili che monitorano la cronaca nera, compare ripetutamente come legale di stranieri imputati per reati gravissimi: spaccio di eroina in grandi quantità, violenze, rapine. Casi che finiscono spesso con pene ridotte, assoluzioni o risarcimenti pagati dai contribuenti italiani.
Ecco il post che riassume il profilo dell’avvocato:
L'avvocato **Simone Matraxia**
Non esiste un elenco pubblico completo di **tutti** gli imputati che ha difeso: un avvocato penalista ne segue decine/centinaia nel corso degli anni, e la maggior parte dei procedimenti minori non finisce sui giornali.
Ecco però i casi più…
— CriminImmigr*ti (@CriminImmigratl) February 10, 2026
Questa non è più solo una questione di “diritto alla difesa”.
È un sistema che permette a chi commette reati gravissimi contro minori e donne italiane di contare su una rete di protezione legale che troppo spesso si traduce in impunità pratica.
Un bambino aggredito sessualmente.
Un anno di condanna sospesa.
E l’autore torna in libertà nello stesso territorio.
Questa è l’Italia del 2026: un paese che sembra aver scelto da che parte stare.


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment