Brescia: islamico che ha messo incinta la figlia è bangla come l’imam che sposa le bambine

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By V febbraio 10, 2026 14:23

Brescia: islamico che ha messo incinta la figlia è bangla come l’imam che sposa le bambine

### L’Orrore Senza Fine: Bengalese Abusa della Figlia Minorenne e la Mette Incinta – Lo Stupratore è Bangla come gli Imam che Predicano Matrimoni con Bambine di 9 Anni! Basta Immigrazione da Paesi Musulmani come Bangladesh e Pakistan!

Orrore a Brescia: straniero mette incinta la figlia di 12 anni

Italia, aprite gli occhi prima che sia troppo tardi! Un altro capitolo di terrore importato si aggiunge al già lunghissimo elenco di orrori causati dall’immigrazione incontrollata da Paesi musulmani. A Brescia, un immigrato bengalese – sì, proprio dal Bangladesh, quel Paese dove la violenza contro le donne è una piaga endemica – è stato arrestato per aver abusato ripetutamente della propria figlia minorenne, lasciandola incinta in un incubo che nessuna famiglia dovrebbe mai vivere. La ragazzina, portata in ospedale per dolori addominali che sembravano innocui, ha svelato la verità sconvolgente: una gravidanza frutto di stupri familiari, perpetrati da colui che dovrebbe proteggerla. Lui, il padre-mostro, ora marcisce in carcere, ma questo non ripara il danno irreparabile inflitto a una bambina innocente. E non è un caso isolato: è il veleno culturale che arriva dritto da nazioni come Bangladesh e Pakistan, dove abusi del genere sono tollerati, se non incoraggiati, da tradizioni arcaiche mascherate da religione.

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I fatti, emersi il 10 febbraio 2026, sono da brividi. La minorenne, terrorizzata e sola, ha dovuto affrontare medici e polizia per denunciare l’indicibile: violenze prolungate nel tempo, sfruttando il silenzio domestico e l’autorità paterna. L’uomo, originario del Bangladesh, ha importato qui le sue perversioni, in un contesto dove, nei Paesi d’origine, la violenza domestica e gli stupri familiari sono spesso impuniti, protetti da norme patriarcali e interpretazioni distorte dell’Islam. Pensate: in Bangladesh, lo stupro coniugale non è nemmeno considerato un reato, e le statistiche parlano di migliaia di casi di abusi su minori ogni anno, con famiglie che nascondono tutto per “salvare l’onore”. Lo stesso vale per il Pakistan, dove leggi islamiche tollerano matrimoni infantili e violenze che distruggono vite innocenti. E noi permettiamo a questi individui di entrare regolarmente, di radicarsi, di riprodurre qui i loro orrori? Basta! È ora di azzerare completamente l’immigrazione regolare da Paesi musulmani, a partire da Bangladesh e Pakistan, dove casi del genere si moltiplicano come un virus letale.

Ma attenzione: questo stupratore bengalese non è un’anomalia. È bangla proprio come gli imam che, nelle nostre città, predicano apertamente la “normalità” di sposare e abusare di bambine di 9 o 12 anni, giustificandolo con riferimenti al Profeta Maometto e alla sharia. Prendete l’imam di Brescia, che in una moschea ha dichiarato senza vergogna: “A nove anni una bambina è una donna e la puoi sposare”. Ha citato il matrimonio di Maometto con Aisha, sposata a 6 anni e “consumata” a 9, negando che si tratti di pedofilia e bollandolo come “tradizione sacra” supportata dal Corano e dagli hadith. Ha persino aggiunto che una ragazza diventa “adulta” con l’arrivo del ciclo mestruale, anche a 9 anni, e può essere data in sposa con il consenso dei genitori. Questo orrore è stato smascherato in un’inchiesta televisiva di “Fuori dal coro”, che ha collegato tali predicazioni a casi reali, come quello di un altro bengalese di 29 anni condannato a soli 5 anni per aver abusato di una bambina di 10 anni, mettendola incinta e costringendola a un aborto. Cinque anni! Per aver rovinato una vita, per aver imposto una gravidanza su una creatura indifesa. E il conduttore Mario Giordano ha reagito con rabbia giustificata: “Se questo è un Paese civile, quest’uomo dovrebbe essere cacciato dall’Italia!”.

Non finisce qui. A Roma, un altro imam – immerso in comunità musulmane immigrate da Paesi come Bangladesh e Pakistan – ha difeso matrimoni con bambine di 12 anni, affermando che “dopo i 9 anni una ragazza diventa adulta” e che, se i genitori acconsentono, “si può fare”. L’inchiesta, sempre di “Fuori dal coro”, ha rivelato come queste pratiche siano tollerate in enclavi immigrate, con riferimenti al Corano e all’esempio di Maometto con Aisha. Casi tragici come quelli di Saman Abbas e Hina Saleem, vittime di omicidi legati a matrimoni forzati, sono citati come prove di un pericolo mortale. Queste non sono opinioni isolate: sono predicazioni che erodono le nostre leggi, dove l’età del consenso è 18 anni e i minori vanno protetti, non sfruttati. Eppure, in moschee finanziate dall’estero – Qatar, Turchia, Arabia Saudita – si insegna che una bambina di 9 anni è “pronta” per il matrimonio. È questo l’integrazione che ci propinano? No, è invasione culturale, è sharia pedofila che trasforma le nostre città in califfati dove le bambine italiane rischiano di diventare le prossime vittime.

Questi imam e lo stupratore bengalese condividono le stesse radici: un Islam radicale importato da Bangladesh e Pakistan, dove i matrimoni infantili sono una piaga quotidiana. In Bangladesh, migliaia di bambine sono date in sposa prima dei 15 anni, spesso con conseguenze devastanti come gravidanze precoci e abusi. In Pakistan, le statistiche sono agghiaccianti: stupri familiari e incesti nascosti sotto il tappeto dell’onore, con leggi che proteggono i perpetratori invece delle vittime. E quando arrivano qui, non cambiano: i dati Istat del 2022 mostrano che il 42% delle denunce per violenza sessuale coinvolge stranieri, una quota sproporzionata rispetto alla loro presenza (solo l’8,9%). Da allora, i numeri esplodono, con casi che si susseguono in province come Brescia e Roma, città ormai ostaggio di comunità incompatibili.

Come possiamo tollerare questo suicidio collettivo? Il governo blatera di accoglienza e multiculturalismo, ma i fatti urlano pericolo: l’immigrazione da Paesi musulmani sta importando barbarie, instabilità e terrore. Non è razzismo, è sopravvivenza. Violentano le loro figlie – immaginate cosa farebbero alle nostre! È tempo di agire: azzeriamo l’immigrazione regolare da nazioni islamiche, soprattutto Bangladesh e Pakistan, dove questi orrori si moltiplicano. Espelliamo immediatamente i criminali stranieri, chiudiamo moschee abusive, monitoriamo predicatori d’odio e revochiamo cittadinanze a chi non si integra. Blinda i confini, imponi pene severe senza sconti e proteggi le nostre famiglie. Altrimenti, la prossima vittima potrebbe essere tua figlia, in un’Italia che non riconosceremo più. Svegliamoci, o sarà la fine!

Brescia: islamico che ha messo incinta la figlia è bangla come l’imam che sposa le bambine ultima modifica: 2026-02-10T14:23:49+00:00 da V
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