Iachetti smentisce: non sono il figlio di Hitler

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By V febbraio 11, 2026 13:00

Iachetti smentisce: non sono il figlio di Hitler

**Eccone un altro che non accetta si scherzi su di lui dopo avere basato la sua vita sul prendere in giro gli altri**

Enzo Iacchetti, storico volto di Striscia la notizia e comico che per decenni ha fatto satira tagliente su politici, vip, vizi e virtù degli italiani, ha appena lanciato una diffida formale a Meta Platforms (la casa madre di Facebook) per far rimuovere contenuti che considera “gravemente offensivi, falsi e usurpativi della sua immagine”. Non solo: ha annunciato denunce-querela contro gli autori dei post incriminati. Il motivo? Fotomontaggi che lo ritraggono con i baffetti alla Hitler, accostamenti all’ideologia nazista e testi calunniosi che, a suo dire, travalicano ogni limite di critica legittima e sfociano in istigazione all’odio.

La notizia, riportata dall’ANSA l’11 febbraio 2026, arriva direttamente dal comunicato di Striscia la notizia (programma Mediaset in cui Iacchetti è conduttore). I legali hanno scritto a Meta Platforms Ireland Ltd e Meta Platforms Inc., chiedendo non solo la cancellazione immediata dei post, ma anche misure preventive per evitare repliche, con minaccia di azioni giudiziarie urgenti e risarcimento danni in caso di inadempienza.

Il comunicato è netto: Iacchetti “ha sempre accettato il confronto e anche le critiche più aspre, nel rispetto della libertà di espressione”. Ma qui si tratterebbe di “accuse volgari, mortificanti e basate su deliberata mistificazione”, amplificate dai social e con “evidenti intenti di incitamento all’odio”. Contenuti che violerebbero il diritto all’immagine, gli standard di community di Facebook e il codice penale.

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Ora, ironia della sorte (o karma televisivo?): Iacchetti ha costruito gran parte della sua carriera proprio sul “prendere in giro” gli altri. Satira politica, imitazioni, servizi-inchiesta pungenti, battute al vetriolo su potenti e potenti di turno. Striscia la notizia, da oltre trent’anni, è il regno della denuncia comica, del “veleno” mediatico, del fotomontaggio ironico e della gogna pubblica mascherata da informazione. Quante volte abbiamo visto vip, politici o personaggi pubblici messi alla berlina con meme, video tagliati ad arte, titoli beffardi? E quante volte lo stesso Iacchetti ha riso di denunce, querele e minacce di querela arrivate da chi si sentiva diffamato?

Oggi tocca a lui. E la reazione è quella classica di chi, da attaccante seriale, scopre quanto faccia male essere dall’altra parte: diffida, querela, richiesta di rimozione immediata, minaccia di cause milionarie. Non si tratta più di “libertà di satira” o “diritto di critica”: qui si parla di “aggressioni reputazionali”, “uso distorto dei social” e “incitamento all’odio”. Parole che suonano familiari a chiunque abbia subito un servizio di Striscia o un post virale denigratorio.

Il contesto non aiuta a mitigare l’impressione di doppio standard. Negli ultimi mesi Iacchetti è finito nel mirino proprio per le sue posizioni sul conflitto israelo-palestinese e su Gaza. Ha espresso critiche durissime alla politica israeliana, arrivando a scontri televisivi accesi (ricordiamo quello con Eyal Mizrahi a Cartabianca). L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) lo ha denunciato per antisemitismo, accusandolo di “demonizzare Israele e il popolo ebraico” e di ribadire “pregiudizi che per millenni hanno alimentato l’antisemitismo”. Iacchetti ha replicato duramente, annunciando a sua volta di voler denunciare Israele per “sterminio dei palestinesi”, senza ritrattare nulla.

Da lì, probabilmente, è esploso il vespaio online: fotomontaggi con Hitler, accuse di nazismo, odio amplificato. Contenuti certamente volgari e oltre ogni limite, ma che nascono in un clima di polarizzazione feroce, alimentato anche dalle sue stesse parole in tv.

La morale? La satira è un’arma a doppio taglio. Quando la impugni per anni contro tutti, prima o poi qualcuno la userà contro di te. E a quel punto, la libertà di espressione che difendevi per te stesso diventa improvvisamente “istigazione all’odio” se rivolta verso di te. Iacchetti ha tutto il diritto di tutelarsi: nessuno dovrebbe subire fotomontaggi nazisti o insulti gratuiti. Ma l’amarezza resta: dopo una vita passata a “scherzare” (e spesso a ferire) gli altri, oggi grida allo scandalo quando lo scherzo – pur becero e inaccettabile – tocca lui.

Forse è il momento di riflettere: se la satira è libertà per tutti, deve valere anche quando fa male a chi la fa di mestiere. Altrimenti, è solo potere mediatico a senso unico. E quando il boomerang torna indietro, la querela è sempre pronta.

Iachetti smentisce: non sono il figlio di Hitler ultima modifica: 2026-02-11T13:00:47+00:00 da V
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By V febbraio 11, 2026 13:00
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2 Comments

  1. Kurly febbraio 11, 16:24

    Due pesi ,due misure, vero Enzino dei miei
    stivali ??? Sei un prodotto tipico intriso di ideologia sinistroide….🤢🤮

    Reply to this comment
  2. S.C. febbraio 11, 16:52

    Ma come quando prendi in giro le altre persone ti va bene come la Letizietto. Poi quando vi puntano apriti cielo proprio vero i sinistroidi hanno la coda di paglia.

    Reply to this comment
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