Prof pestata dai suoi studenti: le scuole emiliane sono in mano ai maranza

V
By V febbraio 12, 2026 11:59

Prof pestata dai suoi studenti: le scuole emiliane sono in mano ai maranza

Violenza nelle scuole emiliane: quando i ricongiungimenti familiari hanno trasformato le aule e le fermate bus in teatri di aggressioni quotidiane

Due episodi gravissimi, avvenuti praticamente in contemporanea ieri mattina nelle province di **Reggio Emilia** e **Modena**, riportano drammaticamente al centro del dibattito la crescente insicurezza che sta dilagando negli istituti superiori emiliani. Le edizioni locali de **Il Resto del Carlino** di oggi raccontano storie che, purtroppo, non stupiscono più: una professoressa finita al pronto soccorso per aver tentato di separare due studenti in rissa, e un ennesimo pestaggio brutale alla fermata del bus davanti a una scuola, con un ragazzo accerchiato e massacrato di calci e pugni.

A **Reggio Emilia**, in un istituto tecnico non meglio specificato nei primi resoconti, una docente di 45 anni è intervenuta per sedare un parapiglia tra due ragazzi di 17 anni, provenienti da classi diverse. La lite, per motivi ancora da chiarire, è degenerata rapidamente. La professoressa, nel tentativo di dividere i contendenti, è caduta all’indietro, finendo a terra. Portata immediatamente al pronto soccorso per accertamenti, ha riportato solo contusioni lievi e un forte spavento, ma nulla di grave dal punto di vista clinico. I Carabinieri sono intervenuti sul posto, ma al momento non risultano provvedimenti immediati nei confronti dei due minorenni (ormai prossimi alla maggiore età). La scuola sta valutando internamente le misure da adottare, mentre l’episodio lascia l’amaro in bocca: un’insegnante costretta a rischiare l’incolumità per fare ciò che lo Stato e le famiglie dovrebbero impedire prima che accada.

A **Modena**, la scena è ancora più inquietante e ricorda i video virali di baby gang che imperversano da anni. Alla fermata del bus davanti all’istituto tecnico **Corni** (in largo Aldo Moro), al termine delle lezioni, un giovane – probabilmente uno studente o un coetaneo – è stato circondato da un gruppo di aggressori. Pugni, schiaffi, calci: una raffica di colpi mentre la vittima tentava disperatamente di fuggire. Raggiunto e atterrato di nuovo, ha subito ulteriori violenze sotto gli occhi di testimoni impotenti. Una persona presente ha filmato tutto con il cellulare; il gruppetto è svanito prima dell’arrivo della volante, allertata da una segnalazione. Le indagini sono in corso e si avvarranno proprio di quel video, ma l’istituto – uno di quelli “sorvegliati” dagli **school tutor** introdotti dal Comune di Modena nelle scorse settimane proprio per arginare questi fenomeni – dimostra quanto la misura sia arrivata tardi e sia insufficiente.

Questi non sono incidenti isolati: sono il sintomo di una deriva profonda. Negli ultimi anni, le nostre scuole – un tempo luoghi di formazione e crescita – si sono trasformate in zone ad alto rischio, con risse, pestaggi, bullismo estremo e, troppo spesso, veri e propri agguati organizzati in branco. E non si può più girare la testa dall’altra parte: una concausa evidente e preponderante è stata la politica dei **ricongiungimenti familiari** portata avanti senza adeguati controlli, filtri culturali e percorsi di integrazione reale.

VERIFICA NOTIZIA


Decenni di arrivi massicci, spesso di interi nuclei familiari da contesti ad alta conflittualità e con modelli educativi lontanissimi dai nostri, hanno riversato nelle classi e nelle periferie migliaia di adolescenti cresciuti in ambienti dove la violenza è moneta corrente, il rispetto dell’autorità adulta è scarso e il codice del branco prevale su tutto. Il risultato? Scuole emiliane – Modena e Reggio in primis – che vedono esplodere episodi di questo tipo con frequenza allarmante: dalle aggressioni alle fermate bus Seta ai pestaggi in orario di uscita, dalle risse in corridoio alle minacce agli insegnanti. I “maranza” (termine che emerge puntualmente in fatti analoghi recenti, come l’aggressione al controllore a Scandiano poche settimane fa) non nascono dal nulla: sono spesso il prodotto di una immigrazione non governata, di seconde generazioni abbandonate a se stesse, senza vera integrazione e con genitori che faticano a trasmettere valori di rispetto e legalità.

Basta con le ipocrisie: la sicurezza nelle scuole non si risolve solo con tutor alle fermate o telecamere. Serve una stretta immediata sui ricongiungimenti, valutazioni serie sul background familiare e culturale, espulsioni rapide per i violenti (anche minorenni), e un messaggio chiaro alle famiglie: in Italia si rispettano le regole, o non si resta. Altrimenti, continueremo a contare professori al pronto soccorso e ragazzi massacrati alle pensiline, mentre la scuola – ultimo baluardo di convivenza – diventa un campo di battaglia.

Prof pestata dai suoi studenti: le scuole emiliane sono in mano ai maranza ultima modifica: 2026-02-12T11:59:12+00:00 da V
V
By V febbraio 12, 2026 11:59
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie