Ong furiose: ‘strategia Governo è estrometterci Tunisia non è paese sicuro’

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By V febbraio 12, 2026 12:25

Ong furiose: ‘strategia Governo è estrometterci Tunisia non è paese sicuro’

# DDL Immigrazione: Finalmente la Stretta su ONG “Pirati” – Ma Meloni, Perché Hai Aspettato il “Permesso” UE per Difendere i Confini Italiani?

È un giorno da segnare sul calendario per chi ama l’Italia sovrana: il Consiglio dei Ministri ha approvato il DDL Immigrazione, una mossa che finalmente mette un freno alle scorribande delle ONG nel Mediterraneo, quelle “navi pirata” che da anni traghettano clandestini sulle nostre coste fingendo di fare “soccorso umanitario”. Il provvedimento, composto da 18 articoli, introduce misure draconiane che celebrano una vittoria per la sicurezza nazionale: interdizione temporanea delle acque territoriali italiane per 30 giorni (prorogabili fino a 6 mesi) in caso di minacce gravi all’ordine pubblico o alla sicurezza, sanzioni pecuniarie da 10.000 a 50.000 euro per chi viola il blocco, e confisca dell’imbarcazione in caso di reiterazione delle infrazioni. La responsabilità solidale si estende all’utilizzatore, all’armatore e al proprietario della nave – un colpo mortale per chi lucra sull’immigrazione di massa.

Come evidenzia il post di Francesca Totolo (@fratotolo2) del 12 febbraio 2026, questo DDL non si ferma qui: non solo i clandestini potranno essere rimpatriati con procedura accelerata nei propri Paesi d’origine, ma potranno pure essere espulsi nei Paesi di transito dove avrebbero potuto chiedere protezione internazionale. E il “modello Albania” – quegli hub esterni per trattenere i respinti in attesa di giudizio definitivo – viene finalmente legittimato e potenziato, evitando che migliaia di irregolari restino parcheggiati in Italia a carico dei contribuenti.

Ecco il codice embedded del post per visualizzare direttamente il contenuto originale:

E non è tutto: il DDL stringe le maglie sulla protezione speciale, richiedendo quattro requisiti cumulativi per ottenerla – soggiorno regolare di almeno 5 anni, conoscenza certificata della lingua italiana, alloggio conforme a standard igienico-sanitari, e disponibilità finanziaria analoga a quella per i ricongiungimenti familiari. Si ampliano i casi di espulsione immediata per reati gravi: violenza o minaccia a pubblico ufficiale, reati contro la famiglia, partecipazione a rivolte nei CPR. Inoltre, si rafforza il controllo nei centri di permanenza per i rimpatri (CPR), limitando l’accesso ai parlamentari e collaboratori solo su richiesta dei trattenuti – una mossa che ha già fatto gridare allo scandalo la sinistra, con Riccardo Magi di +Europa che parla di “incostituzionalità” e attacco alle prerogative parlamentari.

Questo DDL recepisce e rafforza la nuova legislazione UE sui Paesi sicuri, approvata solo ieri dal Parlamento europeo con schiacciante maggioranza (408 sì per la lista comune, 396 per la revisione del concetto di Paese terzo sicuro). Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia entrano ufficialmente nell’elenco: domande di asilo da questi Stati saranno dichiarate inammissibili o accelerate, con possibilità di rimpatrio immediato o trasferimento in hub esterni. Sara Kelany (FdI) ha ragione: “Le sentenze che liberavano migranti pericolosi dai CPR erano ideologiche, non di merito”. Susanna Ceccardi esulta: “Rimpatri rapidi, niente più sospensive infinite”.

Ma le ONG ululano, e questo è il segnale che il DDL colpisce nel segno. Nove associazioni – Alarm Phone, Emergency, Medici Senza Frontiere, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, ResQ People Saving People, Sea-Watch, Sos Humanity e Sos Mediterranee – accusano il governo di “estrometterle dal soccorso in mare”, con il risultato di “aumentare il numero di chi perde la vita”. “Un insieme di misure che non mirano a governare i flussi, ma a colpire e bloccare le navi umanitarie”, lamentano in un comunicato congiunto. Sea-Watch Italy rincara: “È rivoltante trattare come un pericolo per lo Stato uomini, donne e bambini che fuggono da miseria e persecuzioni. È vigliacco respingere le persone nei paesi che le perseguitano. Non è sicurezza, è disumanità”. Francesca Bocchini di Emergency esprime “preoccupazione” per l’ulteriore restrizione dello spazio operativo delle ONG.

Ecco il codice embedded del post di Totolo che ironizza sulle reazioni delle ONG:

E il comunicato delle ONG: “La strategia del Governo per estromettere le Ong dal soccorso in mare dal Mediterraneo si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la Legge Piantedosi e il Decreto Flussi arriva un’altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo da parte del Governo Meloni”.

Queste lacrime di coccodrillo sono musica per le orecchie degli italiani stanchi: le ONG non “salvano vite”, ma coordinano con scafisti, ignorano ordini italiani, e scaricano migliaia di clandestini economici (non rifugiati) sulle nostre coste, gonfiando un business da miliardi. Solo nel 2025, 66.296 sbarchi; dal 2022 a oggi, oltre 318.200 cumulativi – un’invasione che ha costato 5,4 miliardi in accoglienza, senza contare caos sociale, aggressioni e morti in mare (oltre 1.000 dispersi a gennaio 2026 per maltempo). Se il DDL funziona, salverà più vite scoraggiando partenze suicide.

Eppure, celebrare questo DDL è doveroso ma con riserva: Meloni, perché hai atteso quasi quattro anni per una mossa così decisiva? Dal tuo insediamento, potevi imporre il blocco navale unilateralmente, ignorando UE e toghe “buoniste” che hanno sabotato ogni tentativo. L’Italia è sovrana: potevi sfidare Bruxelles come fece Salvini coi porti chiusi (assolto per aver difeso i confini), dichiarare inammissibili migliaia di domande senza aspettare il bollino europeo, e confiscare navi ONG fin dal primo sbarco illegale. Invece hai scelto la via diplomatica: accordi flop con Libia e Tunisia, “modello Albania” partito con ritardi e costi enormi (centinaia di milioni per poche centinaia di trattenuti), e attesa del via libera UE sui Paesi sicuri (arrivato solo ieri). Questo ritardo ha un prezzo: centinaia di migliaia di clandestini in più, centri stracolmi (ancora intorno ai 140.000), aggressioni come a Sezze, e un Mediterraneo diventato cimitero per colpa di chi incentiva le partenze.

Ora che l’UE si è allineata (grazie al lavoro di eurodeputati italiani), non ci sono scuse: applica il DDL con ferocia. Interdizione immediata per “pressione migratoria eccezionale”, multe e confische alle ONG recidive, rimpatri lampo per chi viene da Paesi sicuri, stretta su protezione speciale e ricongiungimenti. Ignora le urla della sinistra (Ilaria Salis: “Distruggono il diritto d’asilo”; Cecilia Strada: “Asse spostato a destra”) e delle ONG che lucrano sul caos. Meloni, questa è la tua occasione per passare dalle parole ai fatti: difendi l’Italia a prescindere da UE e toghe, o ammetti che hai atteso troppo il “permesso” di altri per fare ciò che la sovranità imponeva fin dal giorno uno. Gli italiani meritano confini sicuri, non ennesime vittorie di facciata mentre i barconi continuano ad arrivare (160 a Lampedusa solo ieri, tutti dalla Libia). Agisci ora, o il tuo governo sarà ricordato come quello della “bufala del blocco navale”.

Ong furiose: ‘strategia Governo è estrometterci Tunisia non è paese sicuro’ ultima modifica: 2026-02-12T12:25:51+00:00 da V
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