Quentin ucciso perché nazionalista e cristiano: mettere fuorilegge l’estrema sinistra

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By V febbraio 13, 2026 23:59

Quentin ucciso perché nazionalista e cristiano: mettere fuorilegge l’estrema sinistra

### Tragedia a Lione: il linciaggio di Quentin, vittima dell’ultragauche. Dopo il caso di Torino è tempo di mettere fuorilegge l’estrema sinistra anche in Italia

In una Francia sempre più polarizzata, un episodio di violenza politica ha sconvolto l’opinione pubblica: Quentin D., un giovane militante nazionalista di 23 anni, si trova in stato di morte cerebrale dopo essere stato brutalmente aggredito da un gruppo di antifascisti a Lione. L’incidente, avvenuto giovedì 12 febbraio in margine a una conferenza dell’eurodeputata LFI Rima Hassan presso Sciences Po Lyon, non è solo un atto isolato di barbarie, ma un campanello d’allarme per l’intera Europa. Mentre in Francia la destra chiede a gran voce di contrastare le “milizie di estrema sinistra”, è giunto il momento di porre la stessa domanda in Italia: quando metteremo fuorilegge i gruppi dell’ultragauche che fomentano odio e violenza?

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#### I fatti: un’aggressione brutale in nome dell’antifascismo

Quentin D., originario di Vienne nell’Isère, è stato trovato privo di sensi vicino al Quai Fulchiron, sulle rive della Saona, intorno alle 19:40 di giovedì sera. Un amico, leggermente ferito, ha allertato i soccorsi, descrivendo un’aggressione violenta avvenuta poco prima nel centro città. Trasportato d’urgenza all’ospedale Édouard Herriot, Quentin soffre di un’emorragia cerebrale e il suo stato è descritto come “disperato” dai familiari. “Se sopravviverà, sarà un miracolo e conserverà sequel irreversibili”, ha dichiarato una fonte vicina alla famiglia, che ha anche espresso il desiderio di non ricorrere all’accanimento terapeutico.

Secondo il collettivo femminista e identitario Némésis, di cui Quentin faceva parte, il giovane era stato chiamato per garantire una sorta di servizio d’ordine informale vicino all’IEP di Lyon, dove Rima Hassan teneva una conferenza. Le militanti di Némésis avevano dispiegato uno striscione di protesta, opponendosi all’evento. Improvvisamente, una trentina di antifascisti – presumibilmente legati alla Jeune Garde, un gruppo di estrema sinistra già sotto indagine per possibili dissoluzioni – hanno attaccato le giovani donne e poi inseguito i militanti nazionalisti. Quentin e il suo compagno sono stati raggiunti, buttati a terra e picchiati selvaggiamente, con calci alla testa che hanno causato il trauma cranico fatale.

Il parquet di Lione ha aperto un’inchiesta per “violenze aggravate”, ma l’avvocato della famiglia, Me Fabien Rajon, ha chiarito in un comunicato che Quentin “non era né un agente di sicurezza né parte di un servizio d’ordine ufficiale” e che il suo casellario giudiziario è immacolato. “Quentin ha sempre difeso le sue convinzioni in modo non violento”, ha aggiunto Rajon, escludendo la tesi di una semplice “rissa” tra gruppi rivali e parlando invece di un “linciaggio gratuito” da parte di individui in superiorità numerica e armati.

#### Chi era Quentin: uno studente pacifico, convertito al cattolicesimo

En état de mort cérébrale, étudiant en mathématiques, converti au catholicisme, inconnu de la justice… Queste le parole che descrivono Quentin in un recente aggiornamento pubblicato da Géraldine Dubois il 13 febbraio. Il giovane, 23enne studente di matematica, praticava tennis e filosofia, e non aveva alcun precedente penale. Originario di una famiglia che ha seguito il suo cammino di fede – i genitori si sono convertiti al cattolicesimo grazie a lui – Quentin era impegnato nella vita pastorale, in particolare nel coro della sua comunità. Negli ultimi tempi, secondo testimonianze raccolte, si era allontanato dai gruppi nazionalisti lyonnais per privilegiare gli impegni religiosi, pur mantenendo le sue idee politiche.

Non era un estremista violento, ma un ragazzo studioso che amava il suo Paese. “C’era un étudiant qui aimait son pays”, come lo ha descritto un articolo locale. La sua storia contrasta nettamente con l’immagine dei suoi aggressori, accusati di appartenere a formazioni come la Jeune Garde, un collettivo antifascista noto per azioni aggressive e già nel mirino delle autorità francesi.

#### Le reazioni politiche in Francia: la destra accusa LFI

L’episodio ha scatenato un’ondata di indignazione. Il Rassemblement National (RN) ha definito i fatti “di estrema gravità” e ha chiesto che le “milizie di estrema sinistra” siano trattate come “gruppi terroristici”. Marine Le Pen ha denunciato un'”aggressione effroyable” imputabile a “milizie d’extrême gauche”. Anche altri esponenti della destra hanno puntato il dito contro La France Insoumise (LFI), accusando un assistente parlamentare del deputato Raphaël Arnault di essere tra gli aggressori. LFI ha negato qualsiasi coinvolgimento, con Rima Hassan che ha espresso “effroi” per l’accaduto e ha chiesto giustizia, affermando che il partito “non è in alcun modo implicato negli scontri”.

Tuttavia, il silenzio di parte della sinistra francese – o la minimizzazione degli eventi come “scontri regolari” tra estremi – solleva interrogativi sulla tolleranza verso la violenza politica quando colpisce l’avversario.

#### Un monito per l’Italia: basta impunità per l’estrema sinistra

Questo tragico evento non è confinato alla Francia. In Italia, gruppi analoghi all’ultragauche francese – come certi collettivi autonomi, centri sociali o formazioni antifasciste radicali – operano con una pericolosa impunità, spesso coinvolti in scontri violenti durante manifestazioni. Pensiamo alle aggressioni contro forze dell’ordine, ai disordini in università o alle intimidazioni contro chi esprime idee conservatrici o nazionaliste. L’Italia ha già visto episodi simili: basti ricordare le tensioni a Torino, Milano o Roma, dove l’estrema sinistra ha usato la violenza come strumento politico.

È ora di agire. Il governo italiano dovrebbe seguire l’esempio francese e considerare la dissoluzione di questi gruppi, mettendoli fuorilegge come formazioni che praticano la violenza. Non si tratta di limitare la libertà di espressione, ma di proteggere la maggioranza da chi la minaccia con i pugni e i calci. Il caso di Quentin – un giovane pacifico ridotto in fin di vita per aver difeso le sue idee – deve essere un catalizzatore: basta tollerare l’ultragauche che “uccide”, come ha titolato la destra francese. In Italia, è tempo di dire stop a questa deriva, prima che sia troppo tardi.

Preghiere per Quentin e la sua famiglia. Che la giustizia prevalga, e che l’Europa si svegli contro la vera minaccia estremista.

Quentin ucciso perché nazionalista e cristiano: mettere fuorilegge l’estrema sinistra ultima modifica: 2026-02-13T23:59:42+00:00 da V
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