Attacco a conferenza Remigrazione: dopo Lione la sinistra voleva il morto anche a Genova?

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By V febbraio 14, 2026 16:34

Attacco a conferenza Remigrazione: dopo Lione la sinistra voleva il morto anche a Genova?

**Due pesi, due misure: mentre in Francia muore un giovane per violenza politica di sinistra, in Italia l’estrema sinistra blocca il dibattito democratico – ma le firme sulla Remigrazione superano quota 112.000**

Mentre la Francia piange la tragica scomparsa di Quentin D., il 23enne militante nazionalista aggredito brutalmente da militanti antifascisti a Lione giovedì 12 febbraio (ora in stato di morte cerebrale irreversibile, con la famiglia che ha escluso l’accanimento terapeutico), l’Italia assiste a un altro capitolo di intolleranza politica. A Genova, venerdì 13 febbraio, la città è stata messa in ostaggio da proteste e pressioni dell’estremismo di sinistra per impedire la presentazione della proposta di legge popolare sulla **Remigrazione e Riconquista**, promossa dal Comitato omonimo con esponenti legati a CasaPound, Rete dei Patrioti e altri gruppi di destra.

Il tweet di Francesca Totolo (@fratotolo2) riassume con efficacia il parallelismo tragico tra i due eventi:

Il video allegato al post mostra scene di tensione notturna a Genova, con sirene della polizia, lampeggianti blu e un clima da assedio urbano: proprio mentre in Francia si annunciava il decesso (o lo stato irreversibile) di Quentin, in Italia si tentava di zittire con la forza un’iniziativa legale e democratica.

### Il caso Quentin: un linciaggio politico in Francia

Quentin D., studente di matematica, convertito al cattolicesimo, senza precedenti penali, è stato aggredito in margine a una protesta del collettivo Némésis contro una conferenza dell’eurodeputata LFI Rima Hassan a Sciences Po Lyon. Secondo testimonianze e il comunicato dell’avvocato della famiglia Fabien Rajon, il giovane non era un agente di sicurezza ma è stato inseguito, buttato a terra e massacrato di calci alla testa da un gruppo di antifascisti (presumibilmente legati alla Jeune Garde). L’emorragia cerebrale lo ha portato in stato di morte cerebrale; l’inchiesta è per “violenze aggravate”, ma la destra francese grida all’omicidio politico e chiede la dissoluzione delle milizie di estrema sinistra.

### Genova: la democrazia imbavagliata, ma la Remigrazione avanza

A Genova, l’evento sulla Remigrazione – che propone rimpatri forzati per irregolari, revoca della cittadinanza in casi gravi, abolizione della protezione speciale e un programma nazionale di rientro assistito – ha scatenato reazioni durissime. Anpi, Cgil, Pd, Avs e collettivi antifascisti hanno organizzato presidi e cortei, definendo la proposta “razzista e incostituzionale”. Ma non si è fermato lì: due hotel hanno ritirato la disponibilità della sala dopo pressioni e minacce (da centri sociali e persino esponenti istituzionali, secondo i promotori). L’evento si è tenuto comunque al Tower Genoa Airport Hotel, ma con tensioni fuori: militanti di destra hanno spintonato e insultato il presidente del Municipio VI Fabio Ceraudo (M5S) e il consigliere Massimo Romeo (Avs), che contestavano l’iniziativa. Genova Antifascista ha manifestato in piazza Alimonda, mentre Anpi e Cgil erano in Largo Pertini.

Il video incorporato nel tweet di Totolo cattura l’atmosfera: polizia schierata, luci blu che illuminano la notte, un attivista (forse Luca Marsella o un altro promotore) che parla alla telecamera in un contesto di tensione evidente.

### Due pesi, due misure: l’ipocrisia della sinistra e il boom di consensi

In Francia, la violenza fisica di matrice antifascista porta alla morte di un giovane con idee di destra: silenzio assordante o minimizzazioni da parte di molti media e partiti di sinistra. In Italia, un dibattito politico su immigrazione e sicurezza – legittimo in democrazia – viene ostacolato con intimidazioni, boicottaggi e scontri, spesso con la tacita o esplicita protezione di istituzioni locali di centrosinistra.

Eppure, la proposta di legge continua a crescere: sulla piattaforma del Ministero della Giustizia, la raccolta firme online (iniziata il 30 gennaio 2026) ha raggiunto **112.704 firme** su 50.000 necessarie per il quorum (già superato nelle prime ore), con un exploit record che ha doppiato la soglia in pochi giorni e continua a salire grazie anche alla fase cartacea avviata proprio nei gazebo del 14-15 febbraio in oltre 60 città italiane. Questo consenso trasversale e in continua crescita dimostra che la volontà popolare non può essere ignorata: centinaia di migliaia di cittadini condividono l’idea di un controllo più rigoroso sui flussi migratori e chiedono che la proposta arrivi in Parlamento.

### È ora di agire: fuorilegge l’estremismo violento

L’Italia non può permettersi che gruppi che usano la violenza o la minaccia per impedire eventi legali restino impuniti. Come in Francia con la Jeune Garde, anche qui serve coraggio: sciogliere formazioni che incitano all’odio e alla violenza politica, proteggere il diritto di espressione per tutti, senza distinzioni ideologiche.

Mentre preghiamo per la memoria di Quentin e per la sua famiglia, che la tragedia francese serva da monito: l’odio politico non ha colore, ma quando è tollerato da una parte sola, diventa arma letale contro la democrazia. La Remigrazione, con oltre 112.000 firme, è già una realtà popolare: ora tocca al Parlamento ascoltarla.

Attacco a conferenza Remigrazione: dopo Lione la sinistra voleva il morto anche a Genova? ultima modifica: 2026-02-14T16:34:00+00:00 da V
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By V febbraio 14, 2026 16:34
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