Il tribunale che si occupa dei clandestini è occupato dalle toghe rosse

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By V febbraio 16, 2026 12:20

Il tribunale che si occupa dei clandestini è occupato dalle toghe rosse

Emergenza democratica ed eversione giudiziaria.

**La sezione rossa del Tribunale di Roma: Bile, Sangiovanni, Colla, Albano – tutti nello stesso ufficio, tutti pro-clandestini, tutti contro il governo. È un sistema, non una coincidenza**

È un sistema. Non un caso, non una casualità, non una semplice “concentrazione di sensibilità”. È un vero e proprio blocco di potere giudiziario ideologico che occupa la Diciottesima Sezione Civile del Tribunale di Roma – la sezione immigrazione – e che sistematicamente blocca, rallenta, annulla, risarcisce e protegge irregolari, delinquenti stranieri e richiedenti asilo a prescindere dai fatti, dai precedenti e dalla sicurezza nazionale.

L’elenco dei giudici parla da solo: Corrado Bile, Luciana Sangiovanni (presidente), Damiana Colla, Silvia Albano. Tutti nello stesso ufficio. Tutti con un curriculum di sentenze e ordinanze che vanno in una sola direzione: quella del “lasciapassare” per i clandestini e del pugno di ferro contro le politiche di controllo del governo Meloni.

– **Corrado Bile** ha condannato il Viminale a risarcire 700 euro a Redouane Laaleg, algerino irregolare con **23 condanne** (tra cui pestaggio a sangue di una donna) e due espulsioni per pericolosità sociale, solo perché trasferito in Albania. Per Bile il “trauma” del migrante vale più della sicurezza degli italiani.

– **Luciana Sangiovanni**, presidente della sezione, ha liberato dopo 24 ore i 7 migranti egiziani e bengalesi condotti nel CPR di Gjader dalla nave Libra (novembre 2024), rinviando alla Corte di Giustizia UE e bloccando il trattenimento. Ha anche condannato il Garante Privacy a favore di Report (caso Siri), ma quando si tratta di migranti la linea è sempre la stessa: diritti prima di tutto, anche contro lo Stato.

– **Damiana Colla** ha condannato il Viminale a risarcire 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia e poi in Bosnia (2023), definendo il respingimento “trattamento inumano”. Ha anche ordinato alla Questura di Roma di accogliere una richiesta di asilo entro sei giorni perché le file “minano un diritto fondamentale”.

– **Silvia Albano**, presidente di Magistratura Democratica, è la più esposta: ha bloccato i trattenimenti in Albania (ottobre 2024), attacca il ddl migranti (“respingimenti in mare minano i diritti di tutti”), presenzia a eventi No al referendum in sezioni PD, e difende l’idea che i diritti fondamentali non possano essere limitati “per alcune categorie di persone”.

Una fonte autorevole della magistratura, citata da *Il Giornale*, lo dice senza giri di parole: «Chi vuole occuparsi di migranti in un certo modo va lì. È molto nota nell’ambiente per avere una formazione ideologica vicina a una certa area politica». È fisiologico: si va su richiesta, e lì si concentra chi vuole fare “attivismo giudiziario” pro-migranti.

È un sistema. Una sezione che diventa “lasciapassare” per clandestini, irregolari, condannati recidivi, pericolosi sociali. Una sezione che condanna lo Stato a risarcire chi delinque, che blocca espulsioni e trasferimenti, che rinvia alla Corte UE per impedire politiche di sicurezza nazionale. Una sezione che opera in perfetta sintonia con le Ong e con la narrativa buonista che vede nell’Italia il nemico da combattere.

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E mentre i giudici di questa sezione “difendono i diritti”, gli italiani pagano due volte: in sicurezza (stupri, aggressioni, spaccio) e in tasse (risarcimenti, CPR, accoglienza). È un sistema che funziona al contrario: chi difende i confini viene indagato o processato (Rogoredo, Crotone), chi li viola ottiene protezione, permessi e soldi.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica arma rimasta. Votare **Sì** significa:
– Separare le carriere: pm non più padroni dei giudici.
– Sorteggiare il CSM: basta correnti rosse che nominano i loro e concentrano potere in sezioni come la Diciottesima.
– Alta Corte disciplinare: punizioni reali per chi sabota espulsioni, risarcisce delinquenti e insulta il popolo.

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo è sovrano, non “buonista” o “complice”. Votare Sì è dire basta alle sezioni rosse che trasformano il Tribunale in lasciapassare per clandestini pericolosi. Basta a chi condanna l’Italia a pagare chi la aggredisce.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini, non chi li devasta. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro la sicurezza nazionale! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Il tribunale che si occupa dei clandestini è occupato dalle toghe rosse ultima modifica: 2026-02-16T12:20:27+00:00 da V
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By V febbraio 16, 2026 12:20
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