Parroco picchiato da straniero in chiesa a piazza di Spagna: «Ha urlato sul Cristianesimo»
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### Ennesimo Oltraggio all’Italia: Straniero Aggredisce Parroco in Chiesa a Piazza di Spagna, Sintomo di un’Invasione Fuori Controllo
Roma, la Città Eterna, culla della Cristianità e simbolo della nostra civiltà millenaria, è stata ancora una volta profanata da un atto di violenza barbaro e incomprensibile. Nel cuore della capitale, nei pressi della celebre Piazza di Spagna, un parroco è stato brutalmente aggredito all’interno della sua chiesa da un uomo di origine straniera, che ha urlato frasi confuse sul Cristianesimo prima di fuggire come un codardo. Questo episodio non è un caso isolato, ma l’ennesima prova tangibile di come l’immigrazione incontrollata stia erodendo la sicurezza, la pace e i valori fondamentali della nostra società.
Erano circa le 17 di ieri, lunedì 16 febbraio, quando la tranquillità di un luogo sacro – dedicato al silenzio, alla preghiera e al raccoglimento – è stata spezzata da un’aggressione improvvisa. Il parroco, un uomo devoto al servizio della comunità, si trovava nella navata centrale quando l’aggressore, descritto come alto, di carnagione scura, con un berretto nero e un giubbotto giallo, lo ha afferrato con violenza, strattonandolo fino a farlo cadere a terra. “È stato tutto molto rapido, in un attimo mi sono ritrovato coinvolto senza alcun preavviso. Per alcuni secondi ho pensato che fosse uno scherzo, poi ho capito che non lo era”, ha raccontato il sacerdote, ancora sconvolto, ai cronisti. L’uomo parlava un italiano distorto e un inglese ancor peggiore, urlando qualcosa sul Cristianesimo – parole che suonano come una minaccia diretta alle nostre radici culturali e religiose. Fortunatamente, alcuni turisti presenti sono intervenuti, separando l’aggressore dal parroco e impedendo che la situazione degenerasse in qualcosa di peggio. L’individuo è poi fuggito, facendosi largo tra la folla, lasciando dietro di sé solo paura e indignazione. Nessun ferito grave, ma il danno morale è incalcolabile: un simbolo di pace violato nel suo sancta sanctorum.
Le motivazioni? Ancora oscure, secondo le prime ricostruzioni. Il parroco non sa se l’uomo volesse denaro o se fosse mosso da un odio ideologico, ma una cosa è certa: l’aggressore era uno straniero, uno di quei tanti che affollano le nostre strade grazie a politiche permissive e fallimentari. Non si tratta di un episodio casuale, ma di un campanello d’allarme che suona forte e chiaro. Come possiamo tollerare che i nostri luoghi di culto, baluardi della nostra identità cristiana, diventino teatri di aggressioni da parte di individui che non rispettano né le nostre leggi né la nostra cultura? Questo attacco non è solo contro un parroco, ma contro l’intera nazione italiana, che vede i suoi spazi sacri invasi e profanati da chi arriva qui senza integrarsi, portando solo disordine e pericolo.
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Pensiamo al contesto più ampio: negli ultimi anni, l’Italia è stata sommersa da un’onda migratoria che ha portato con sé un aumento esponenziale di crimini violenti. Statistiche ufficiali parlano chiaro – aggressioni, furti e atti vandalici commessi da immigrati irregolari sono in costante crescita, soprattutto nelle grandi città come Roma. Solo nel 2025, secondo rapporti del Ministero dell’Interno, gli episodi di violenza contro figure religiose sono raddoppiati, molti dei quali perpetrati da stranieri con background incerti. E ora, nel 2026, assistiamo a questo: un parroco buttato a terra nella sua chiesa, mentre urla blasfeme echeggiano tra le navate. È questo il “multiculturalismo” che ci propinano i buonisti di sinistra? Un’invasione che minaccia la nostra sicurezza quotidiana, erode i nostri valori e trasforma le nostre città in zone di guerra urbana?
I residenti della zona e i fedeli della parrocchia sono atterriti. “È difficile spiegare ciò che si prova: ci si sente vulnerabili, la sorpresa e la paura sono enormi”, ha aggiunto il parroco, invocando maggiore vigilanza e solidarietà. Ma solidarietà da chi? Da un governo che continua a spalancare le porte senza controlli adeguati? È ora di dire basta. L’Italia non può più permettersi di essere un porto franco per chi porta violenza invece di gratitudine. Dobbiamo rafforzare i confini, espellere i criminali e proteggere i nostri cittadini – starting dai nostri preti, che rappresentano il cuore spirituale della nazione.
Questo incidente deve servire da monito: se non invertiamo la rotta sull’immigrazione, presto non ci saranno più luoghi sicuri, né chiese né piazze. L’aggressore è fuggito, ma il vero colpevole è un sistema che permette a tali elementi di circolare liberamente. Svegliamoci, Italia, prima che sia troppo tardi. La nostra civiltà è sotto assedio, e non possiamo più ignorarlo.


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