Toghe rosse: Italia deve pagare 18mila euro al clandestino respinto
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**La sezione “rossa” del Tribunale di Roma: Bile, Sangiovanni, Colla, Albano – un blocco unico pro-clandestini che risarcisce violenti e blocca il Viminale**
È un sistema. Non una coincidenza, non una casualità, non una “sensibilità umanitaria” isolata. È un vero e proprio blocco di potere giudiziario ideologico che occupa la Diciottesima Sezione Civile del Tribunale di Roma – la sezione immigrazione – e che opera in perfetta sintonia per ostacolare le politiche di sicurezza nazionale, risarcire irregolari pluripregiudicati e trasformare il Viminale in un bancomat per chi delinque sul suolo italiano.
L’elenco dei giudici della sezione parla da solo: **Corrado Bile**, **Luciana Sangiovanni** (presidente), **Damiana Colla**, **Silvia Albano** (leader di Magistratura Democratica). Tutti nello stesso ufficio. Tutti con un curriculum di sentenze, ordinanze e dichiarazioni pubbliche che vanno in una sola direzione: difendere migranti irregolari – anche violenti recidivi – e colpire il governo Meloni e le forze dell’ordine.
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– **Corrado Bile** ha appena condannato il Viminale a risarcire **700 euro** a Redouane Laaleg, algerino irregolare con **23 condanne** (tra cui pestaggio a sangue di una donna con trauma cranico e oculare), **2 espulsioni per pericolosità sociale**, **13 alias** e 11 periodi di detenzione. Motivo? Il trasferimento in Albania gli avrebbe “interferito nella vita familiare” (già distrutta: decaduto dalla responsabilità genitoriale nel 2023).
– **Luciana Sangiovanni**, presidente della sezione, ha liberato dopo sole 24 ore i 7 migranti egiziani e bengalesi condotti nel CPR di Gjader dalla nave Libra (novembre 2024), rinviando alla Corte UE e bloccando il trattenimento. Ha anche annullato sanzioni del Garante Privacy a favore di Report (caso Siri).
– **Damiana Colla** ha condannato il Viminale a risarcire **18.000 euro** a un pakistano respinto in Slovenia e poi in Bosnia (2023), definendo il respingimento “trattamento inumano”. Ha ordinato alla Questura di Roma di accogliere una richiesta di asilo entro 6 giorni perché le file “minano un diritto fondamentale”.
– **Silvia Albano**, presidente di Md, è la più esposta: ha bloccato i trattenimenti in Albania (2024), attacca il ddl migranti (“respingimenti in mare minano i diritti di tutti”), presenzia a eventi No al referendum in sezioni PD, e difende l’idea che i diritti fondamentali non possano essere limitati “per alcune categorie di persone”.
Una fonte autorevole della magistratura, citata da *Il Giornale*, lo dice senza giri di parole: «Chi vuole occuparsi di migranti in un certo modo va lì. È molto nota nell’ambiente per avere una formazione ideologica vicina a una certa area politica». È fisiologico: si va su richiesta, e lì si concentra chi vuole fare “attivismo giudiziario” pro-migranti. Il risultato? Una sezione che diventa “lasciapassare” per clandestini, irregolari, condannati recidivi, pericolosi sociali. Una sezione che condanna lo Stato a risarcire chi delinque, che blocca espulsioni e trasferimenti, che rinvia alla Corte UE per impedire politiche di sicurezza nazionale.
È un sistema che funziona al contrario: chi difende i confini viene indagato o processato (Rogoredo, Crotone), chi li viola ottiene protezione, permessi, risarcimenti. Le Ong applaudono, le toghe rosse festeggiano, gli italiani pagano due volte: in sicurezza (stupri, aggressioni, spaccio) e in tasse (CPR, accoglienza, indennizzi).
Il referendum del 22-23 marzo è l’unica arma rimasta. Votare **Sì** significa:
– Separare le carriere: pm non più padroni dei giudici.
– Sorteggiare il CSM: basta correnti rosse che nominano i loro e concentrano potere in sezioni come la Diciottesima.
– Alta Corte disciplinare: punizioni reali per chi sabota espulsioni, risarcisce delinquenti e insulta il popolo.
Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo è sovrano, non “buonista” o “complice”. Votare Sì è dire basta alle sezioni rosse che trasformano il Tribunale in lasciapassare per clandestini pericolosi. Basta a chi condanna l’Italia a pagare chi la aggredisce.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini, non chi li devasta. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro la sicurezza nazionale! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!


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