Cercano bambini italiani da rapire in tutta Italia: boom di casi
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In Italia non esiste una statistica ufficiale pubblica e aggiornata al 2026 che quantifichi con precisione il **numero esatto di tentati rapimenti (o sequestri di persona tentati)** di minori, perché questi reati sono spesso classificati come “tentato sequestro di persona” (art. 605 c.p.) o altre fattispecie correlate (es. sottrazione consensuale, violenza privata, lesioni aggravate), e i dati aggregati del Ministero dell’Interno o dell’Istat non li isolano sempre in modo specifico per “tentativi su bambini”.
Tuttavia, possiamo ricostruire un quadro realistico e allarmante basandoci sui dati disponibili e sulle fonti più recenti:
– **Sequestri di persona in generale** (non solo minori): nel 2023-2024 le denunce per sequestro di persona (art. 605 c.p.) si aggiravano intorno alle **200-300** all’anno in tutta Italia (dati Ministero Interno e Polizia di Stato), con una quota significativa di casi “tentati” o sventati. Molti non finiscono in cronaca nazionale.
– **Casi che coinvolgono minori**: i tentativi di rapimento di bambini (spesso stranieri come autori) sono una frazione, ma in crescita esponenziale negli ultimi 2-3 anni. Francesca Totolo, nel suo articolo su Il Tempo del febbraio 2026, cita che nel 2024 il **38%** degli arresti/denunce per sequestro di persona ha riguardato stranieri (che sono solo il 9% della popolazione), con una propensione al reato **6 volte superiore** agli italiani. Questo dato è ripreso anche da rapporti del Ministero Interno e da analisi della criminalità predatoria.
Negli ultimi mesi (fine 2025-inizio 2026) sono emersi almeno **10-15 casi gravi di tentato rapimento di minori** finiti in cronaca nazionale o locale, quasi tutti con autori stranieri (romeni, tunisini, gambiani, srilankesi, nordafricani, nigeriani, guineani). Tra i più recenti e noti:
– Bergamo (14 febbraio 2026): romeno 47enne tenta di rapire bimba 18 mesi, le frattura il femore.
– Roma Monteverde (11 febbraio 2026): donna straniera tenta di prelevare bimba 3 anni da scuola fingendosi babysitter (stessa donna aveva già avvicinato la piccola in strada).
– Roma Montesacro (2025): coppia straniera tenta prelievo da scuola fingendosi parenti.
– Padova (novembre 2025): tunisino 22enne colpisce padre e tenta rapire neonata dal passeggino.
– Bologna (2025): minorenne gambiano tenta strappare bimba pochi mesi.
– Roma Termini (2025): straniera picchia nonna per rapire bimbo 10 anni.
– Milano (2025): srilankese tenta rapire bimba 4 anni da parco; nordafricana naturalizzata tenta bimbo 8 anni.
– Torino (2025): nigeriano tenta rapire bimbo 2 anni da negozio.
– Trapani (2025): nigeriano aggredisce connazionale incinta per prendere figlio.
– Ragusa (2025): guineano tenta neonato.
Questi sono solo i casi “da copertina” degli ultimi 12-18 mesi: la maggior parte dei tentativi minori o sventati sul nascere non arriva ai media nazionali. Il fenomeno è in forte crescita dal 2023-2024, legato all’aumento di irregolari e marginalità importata.
Il vero allarme? I numeri ufficiali sui sequestri sono bassi perché molti tentativi vengono derubricati (lesioni, violenza privata, tentata sottrazione) o non denunciati per paura. Ma la sproporzione è evidente: stranieri sovrarappresentati nei reati violenti contro i più deboli.
In sintesi: **non decine di migliaia**, ma **decine di casi gravi all’anno** che arrivano in cronaca, con una tendenza in netto aumento e una percentuale straniera altissima (oltre il 50-60% nei tentativi violenti). È un’emergenza reale, non statistica: i nostri bambini italiani sono nel mirino, e la politica continua a minimizzare.
Emergenza rapimenti: il 38% opera di stranieri, i nostri bambini italiani nel mirino di un’immigrazione fuori controllo!
L’Italia sta diventando un incubo per le famiglie: bambini strappati dalle braccia dei genitori in supermercati affollati, scuole prese d’assalto da figure sospette, parchi trasformati in terreni di caccia. Gli ultimi episodi a Bergamo e Roma non sono anomalie, ma l’ennesima conferma di un legame letale tra tentati sequestri di minori e immigrazione incontrollata. Come denuncia la giornalista Francesca Totolo nel suo ultimo articolo su Il Tempo, intitolato “Bambini nel mirino: il 38% dei rapimenti è opera di stranieri”, i dati sono agghiaccianti: nel 2024, il 38% degli arresti e delle denunce per sequestro di persona ha riguardato stranieri, che rappresentano solo il 9% della popolazione residente. Una propensione al reato sei volte superiore a quella degli italiani – numeri che urlano un’emergenza nazionale ignorata dal buonismo di sinistra!
Guardate i fatti recenti: il 14 febbraio, a Bergamo, un romeno di 47 anni senza fissa dimora ha afferrato una bimba di 18 mesi all’uscita dell’Esselunga di via Corridoni, fratturandole il femore nella violenza del gesto. I genitori, in shock, hanno descritto attimi di terrore puro: “Non ti aspetti una cosa del genere in un supermercato pieno”. Solo l’intervento di passanti e security ha fermato il rapitore, ora in carcere per tentato sequestro e lesioni. Pochi giorni prima, l’11 febbraio a Roma, una donna straniera si è spacciata per babysitter alla scuola Guglielmo Oberdan nel quartiere Monteverde, tentando di portare via una bimba di tre anni. La nonna ha riconosciuto l’identikit: la stessa donna aveva già avvicinato la piccola in strada, chiedendone il nome con complimenti inquietanti. Polizia allertata, ma la sospetta è fuggita – ennesimo fantasma dell’immigrazione irregolare.
E non fermiamoci qui: Totolo elenca una catena di orrori negli ultimi due anni. A Padova, il 20 novembre 2025, un tunisino di 22 anni ha sferrato un pugno al padre per rapire una neonata dal passeggino. A Bologna, un minorenne gambiano da un centro accoglienza ha cercato di strappare una bimba di pochi mesi. A Roma Montesacro, una coppia straniera ha tentato di prelevare un bimbo da scuola fingendosi parenti. A Roma piazzale della Radio, un romeno con precedenti ha inseguito madre e figlia di 7 anni armato di bottiglia. A Torino, un nigeriano ha afferrato un bimbo di 2 anni dal Bricocenter, spogliandosi e minacciando con vetro. A Trapani, un nigeriano ha aggredito una connazionale incinta per prendere il figlio, con ascia e coltello nello zaino. A Ragusa, un guineano ha mirato a un neonato. A Roma Termini, una straniera ha picchiato una nonna per un bimbo di 10 anni. A Milano piazza Gae Aulenti, una nordafricana naturalizzata ha tentato di portare via un bimbo di 2 anni.
Questi non sono “casi isolati” come vorrebbero far credere certi politici: sono il frutto amaro di confini colabrodo e politiche lassiste che importano marginalità e criminalità. Stranieri che rappresentano solo il 9% della popolazione ma commettono il 38% dei sequestri – una sproporzione che grida vendetta! E mentre famiglie italiane vivono nel panico, la sinistra continua a parlare di “integrazione” e “accoglienza”, ignorando che questi predatori arrivano spesso da contesti culturali dove il rispetto per l’infanzia è un optional.
Francesca Totolo lo dice chiaro nel suo post che sta scuotendo l’opinione pubblica:
I due recenti tentativi di rapimento di bambine, avvenuti a Bergamo e a Roma, perpetrati da stranieri non sono casi isolati: dati ed episodi mostrano il legame tra tentati sequestri di bimbi e immigrazione.
Il mio articolo oggi su @tempoweb. pic.twitter.com/0JOSEnQlGt
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 17, 2026
È tempo di agire: blocco totale dei flussi extraeuropei, regolari e irregolari, espulsioni immediate per irregolari e delinquenti, sorveglianza armata nei luoghi pubblici. I nostri bambini italiani meritano di crescere protetti, non esposti ai rischi di un multiculturalismo fallimentare che privilegia lo straniero sul cittadino. Ignorare questi numeri significa tradire il futuro dell’Italia – svegliamoci prima che il prossimo rapimento non sia solo “tentato”!


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