Pusher abbattuto a Rogoredo: altri 4 poliziotti indagati dai magistrati di Milano

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By V febbraio 17, 2026 17:22

Pusher abbattuto a Rogoredo: altri 4 poliziotti indagati dai magistrati di Milano

**Rogoredo, sparatoria al boschetto: ora indagati altri quattro poliziotti per omissione di soccorso e favoreggiamento – le toghe rosse colpiscono ancora chi difende la legge, mentre il pusher morto aveva già precedenti per spaccio e resistenza**

È l’ennesimo capitolo di una giustizia capovolta, malata, ideologizzata che punisce chi rischia la vita per fermare i delinquenti e coccola chi li protegge. La Procura di Milano ha deciso di allargare il fascicolo sulla sparatoria del 26 gennaio 2026 nel boschetto della droga di Rogoredo, che costò la vita al 28enne marocchino Abderrahim Mansouri: oltre all’agente che ha sparato (già indagato per omicidio volontario perché Mansouri avrebbe puntato una pistola – poi risultata replica a salve – contro gli agenti), ora sono indagati **altri quattro poliziotti** con le ipotesi di **favoreggiamento** e **omissione di soccorso**.

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La nuova chiusura indagini (notificata il 17 febbraio 2026 dai pm Marco Cirigliano e Giancarla Serafini, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal procuratore Marcello Viola) ipotizza un presunto ritardo nella richiesta di soccorsi e un presunto favoreggiamento nella ricostruzione dei fatti. Gli interrogatori sono già programmati nei prossimi giorni. Il fascicolo si allarga quindi oltre la dinamica dello sparo, estendendo l’inchiesta alle fasi successive.

Ricordiamo i fatti: durante un controllo antidroga, Mansouri (precedenti per spaccio e resistenza) ignorò l’alt della volante, fuggì in scooter e, secondo la ricostruzione iniziale, puntò una pistola contro gli agenti. Uno di loro sparò un solo colpo a distanza superiore ai 25 metri (come confermato dalla prima autopsia), centrando mortalmente il 28enne al torace. L’agente ha dichiarato legittima difesa.

Ma per la Procura non basta: ora quattro colleghi sono indagati perché avrebbero ritardato i soccorsi o favorito una ricostruzione “non corretta”. È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Carabiniere indagato per “eccesso colposo nell’adempimento del dovere” dopo inseguimento di 8 km (Fares Bouzidi, morto nello schianto).
– Poliziotto di Rogoredo indagato in poche ore per aver sparato a un marocchino armato (a salve) che puntava la pistola contro di lui.
– Finanzieri di Crotone processati per “negligenza” dopo aver rischiato la vita per salvare clandestini (assolti dopo 6 anni).
– Viminale condannato a risarcire 700 euro a Redouane Laaleg (algerino con 23 condanne, tra cui pestaggio di donna) solo perché trasferito in Albania.
– Diciottesima Sezione Civile di Roma (Bile, Sangiovanni, Colla, Albano): blocco sistematico di espulsioni, trasferimenti in Albania, risarcimenti a irregolari violenti.

Il messaggio è sempre lo stesso: chi indossa la divisa e ferma un fuggitivo pericoloso rischia il processo per “omissione”, “eccesso” o “favoreggiamento”. Il pusher morto? Vittima del sistema. Mansouri aveva precedenti per spaccio e resistenza: guidava senza patente, con un complice a bordo, causando la sua stessa morte – eppure è il carabiniere a dover rispondere.

Le toghe rosse non perdonano chi osa applicare la legge. Indagano chi spara per legittima difesa, chi insegue per fermare un criminale, chi trasferisce irregolari pericolosi. È un sistema che premia il delinquente e punisce il tutore dell’ordine.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi sabota il lavoro delle forze dell’ordine e premia i violenti).

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per far capire che gli italiani non accettano più questo scempio.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere indagati i poliziotti che inseguono i fuggitivi mentre i delinquenti restano liberi. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a risarcire i delinquenti.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge chi difende la legge, non chi la viola. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro le forze dell’ordine! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Pusher abbattuto a Rogoredo: altri 4 poliziotti indagati dai magistrati di Milano ultima modifica: 2026-02-17T17:22:02+00:00 da V
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By V febbraio 17, 2026 17:22
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2 Comments

  1. Kurly febbraio 17, 18:27

    Adesso questi carabinieri si troveranno sobbarcati dalle spese legali, processi infiniti per cosa? Per aver fatto molto più del loro dovere, hanno ripulito il mondo da una cacca, quindi ci han fatto un grande favore! Il tipo se l’è cercata, sono i rischi del “mestiere” di venditore di morte. Particolare sfuggito alle zucche che gestiscono la ormai fu giustizia 😖

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    • lorenzoblu febbraio 17, 20:39

      La colpa è degli incapaci al governo basta copiare l America, all alt non ti fermi? Ti abbatto…. Chiuso!

      Non c’è colpa dolo e stronzate varie, le forze Dell ordine non possono essere inquisite

      Richiuso!

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