Ramadan: la chiesa di Gorizia ospiterà la moschea
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### Tradimento in Abiti Sacri: Don Zuttion Presta la Chiesa ai Musulmani per il Ramadan – Le Stalle Rosse Diventano Moschea Provvisoria!
Staranzano (Gorizia), 18 febbraio 2026 – L’orrore del cedimento cattolico all’islamizzazione ha raggiunto un nuovo livello di vergogna: don Paolo Zuttion, vicario generale dell’Arcidiocesi di Gorizia e parroco di Staranzano e Monfalcone, ha concesso lo spazio dell’oratorio “Stalle Rosse” alla comunità islamica per ospitare le preghiere del venerdì durante tutto il Ramadan (iniziato oggi, 18 febbraio, e che durerà 29-30 giorni). Non è un gesto di carità isolato: è la resa ufficiale di una parte della Chiesa italiana davanti all’avanzata islamica, mentre le moschee abusive vengono chiuse dal Comune di Monfalcone (decisione confermata da sentenze) per mancanza di requisiti legali.
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Don Zuttion, in un’intervista che dovrebbe far rabbrividire ogni cattolico, spiega con toni pacati e buonisti: «La comunità islamica è in una situazione un po’ difficile – e non possono usare le strutture che usavano di solito, per questo hanno chiesto in giro ospitalità. Al momento possiamo concedere loro il venerdì ma stiamo vedendo per altre giornate coinvolgendo anche gli spazi della chiesa di San Michele».
Traduciamolo in parole chiare: una chiesa cattolica, luogo sacro dedicato a Cristo Re, viene trasformata in moschea provvisoria per accogliere centinaia di fedeli musulmani che recitano le preghiere rituali, prostrandosi verso La Mecca, in un oratorio intitolato alle “Stalle Rosse”. Lo stesso oratorio dove i bambini cattolici fanno catechismo, dove si celebra l’Eucaristia, dove si tengono incontri di comunità cristiana. Ora diventa spazio per l’azan, il richiamo islamico alla preghiera, e per il rito collettivo del venerdì – il giorno sacro dell’Islam.
Questa non è ospitalità cristiana: è profanazione. È la resa di una Chiesa che, invece di difendere la propria identità e la propria missione evangelizzatrice, si piega alle pretese di una religione che considera Gesù un semplice profeta, nega la Trinità, rifiuta la croce e considera l’Europa terra di conquista (dar al-harb). Don Zuttion non parla di conversione, non propone dialogo interreligioso autentico, non chiede rispetto per i simboli cristiani: semplicemente mette a disposizione uno spazio sacro per una religione antagonista.
E non è un caso isolato. Monfalcone è da anni laboratorio di islamizzazione: la sindaca Anna Maria Cisint (Lega) ha chiuso centri abusivi, ha impedito moschee permanenti, ha difeso l’identità italiana – e per questo è stata attaccata da sinistra e da certa Chiesa “dialogante”. Ora don Zuttion fa esattamente il contrario: apre le porte quando il Comune le chiude. È il classico schema: le istituzioni laiche resistono, una parte del clero cede.
Il silenzio dell’Arcivescovo di Gorizia Carlo Roberto Redaelli è assordante. Nessuna presa di distanza, nessun richiamo alla dottrina cattolica che considera le chiese luoghi consacrati a Cristo, non spazi polivalenti per culti altrui. Nessuna parola sul fatto che ospitare la preghiera islamica in un oratorio equivale a legittimare una religione che insegna la superiorità dell’Islam e la sottomissione dei non-musulmani.
Intanto, in tutta Italia, il copione si ripete: chiese svuotate e vendute, oratori concessi a musulmani, preti che predicano “accoglienza senza limiti” mentre le comunità cristiane spariscono. È il suicidio assistito della Chiesa cattolica italiana, che scambia la carità con la resa, il dialogo con la sottomissione.
Basta!
La Chiesa deve tornare a essere sale della terra, non zerbino dell’islamizzazione. Don Zuttion deve ritirare immediatamente la concessione: le “Stalle Rosse” non sono un parcheggio per muezzin e tappetini da preghiera. L’Arcivescovo deve intervenire, i fedeli devono protestare, i cattolici devono pretendere che i propri sacerdoti difendano Cristo e non lo mettano in secondo piano per compiacere l’Islam.
E lo Stato italiano? Deve fare la sua parte: azzerare l’immigrazione regolare dai paesi islamici. Stop ai ricongiungimenti familiari che importano masse incompatibili con i nostri valori. Chiusura definitiva di moschee abusive. Espulsione di imam che predicano odio e sottomissione.
Perché se oggi una chiesa cattolica diventa moschea provvisoria per il Ramadan, domani sarà una moschea permanente. E il crocifisso? Sostituito da una mezzaluna.
Prima Cristo, prima l’Italia cristiana!
No alla resa dei preti buonisti.
No all’islamizzazione strisciante.
Sì alla difesa della Croce contro la mezzaluna.
Sveglia, Chiesa italiana – o perderai per sempre la tua anima e la tua terra.


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