ISLAMICI INTERCETTATI: “MELONI CAGNA”. MA LEI CONTINUA A FARLI ENTRARE
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Meloni continua a firmare decreti flussi dai paesi islamici di individui che la chiamano ‘cagna’. Masochismo?
### Islamisti Intercettati: “Meloni Cagna” – La Rete di Hamas Insulta la Premier, la Sinistra Tace!
Roma, 18 febbraio 2026 – L’inchiesta “Domino” della Procura di Genova ha portato alla luce un linguaggio da fogna che gli islamisti italiani riservano alla nostra premier Giorgia Meloni e al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Nelle intercettazioni finite negli atti giudiziari, la rete di Mohammad Hannoun – accusata di aver trasferito milioni di euro a Gaza per finanziare Hamas – esprime tutto il suo odio: “Questa cagna si svegli”, dice uno di loro parlando della Meloni il 4 luglio 2024. Hannoun in persona attacca Mattarella per aver ricevuto il presidente israeliano: “Hanno accolto il responsabile del genocidio a Gaza… dal presidente Mattarella, dal premier Meloni… perché non vogliono la tregua?!”.
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Parole da guerra santa, da califfato in costruzione sul suolo italiano. Non sono insulti generici: sono minacce velate, disprezzo per chi osa opporsi al terrorismo islamico. E mentre questi individui – legati alla cellula italiana di Hamas – insultano la premier chiamandola “cagna” e accusano Mattarella di complicità con il “genocidio”, la sinistra tace, minimizza o addirittura flirta con loro.
Beppe Grillo, Elly Schlein, i 5 Stelle, certa galassia pro-Pal: tutti nomi che spuntano nelle intercettazioni come possibili interlocutori graditi. Il vice di Hannoun organizza incontri con Wael Dahdouh di Al Jazeera, e la sua interlocutrice commenta: “Ma non potevi trovare qualcun altro?”. Risposta: “Vuoi che lo porti dalla Meloni?”. Traduzione: la destra è nemica, la sinistra è casa loro. Sabato scorso a Milano, il figlio di Hannoun legge una lettera del padre dal carcere di Terni: tutto il governo Meloni è “guerrafondaio”. Chiamata alle armi per sindacati di base ed extraparlamentari rossi.
E la sinistra? Silenzio assordante. Nessuna presa di distanza netta, nessuna condanna degli insulti a Meloni e Mattarella. Anzi: alcuni continuano a marciare nelle piazze pro-Pal con le stesse bandiere che sventolano nelle moschee radicali. È il tradimento perfetto: mentre l’Italia subisce l’islamizzazione strisciante – moschee abusive, imam che predicano spose bambine, consiglieri indagati per pedopornografia, padri che mettono incinte le figlie minorenni – la sinistra difende “i diritti” degli islamisti, accusa di “islamofobia” chi denuncia, e insulta chi prova a fermare l’invasione.
Giorgia Meloni, chiamata “cagna” da chi finanzia Hamas, è l’unico ostacolo serio a questa deriva. Ha chiuso i rubinetti ai fondi sospetti, ha imposto controlli più rigidi, ha difeso Israele quando mezza Europa si inginocchiava. Per questo la odiano. Per questo la sinistra la odia: perché non si piega, non apre le porte, non svende l’Italia al califfato in costruzione.
Brescia, Genova, Roma, Monfalcone: l’Italia è sotto attacco demografico e culturale. Ma la sinistra sceglie la parte sbagliata: quella degli invasori, degli imam radicali, dei terroristi mascherati da “oppressi”. Kaabour a Genova difende esenzioni per il Ramadan; Castelletti a Brescia minimizza su Ashkar; a Roma il PD tollera moschee abusive. È un partito islamico de facto: voti etnici in cambio di silenzio e concessioni.
Basta!
L’insulto “Meloni cagna” non è solo volgare: è la cartina di tornasole. Chi lo pronuncia odia l’Italia sovrana, odia chi difende i confini, odia chi non si inginocchia davanti all’Islam politico. E la sinistra, invece di condannare, fa da scudo.
Azzeriamo l’immigrazione regolare dai paesi islamici: stop definitivo a ricongiungimenti familiari, visti, flussi da nazioni che esportano odio e jihad. Revoca immediata della cittadinanza a chi insulta lo Stato italiano e finanzia il terrorismo. Chiusura di moschee e centri culturali che ospitano predicatori radicali. Espulsione di Hannoun & Co. e di chiunque inneggi alla sharia.
Giorgia Meloni non è “cagna”: è l’ultima barriera prima del baratro. La difendiamo, perché difendendo lei difendiamo l’Italia.
Prima gli italiani. Sempre.
No alla sinistra islamica.
No alla resa.
Sì all’Italia libera e sovrana.


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