Donna in fuga da immigrato si getta dal balcone con la figlia
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# Donna in fuga da immigrato si getta dal balcone con la figlia
MODENA, 19 febbraio 2026 – Un dramma che urla la verità scomoda sull’immigrazione islamica in Italia: una donna di 38 anni, atterrita dal ritorno del marito violento di origine marocchina e fede musulmana, si è lanciata dal balcone della sua casa a Medolla, nella Bassa modenese, coinvolgendo la figlia 18enne che ha tentato disperatamente di fermarla. Entrambe ricoverate d’urgenza, con la madre elitrasportata all’ospedale di Baggiovara in condizioni gravi ma non letali. Questo non è un semplice episodio di violenza domestica, ma l’ennesima conseguenza devastante dell’islamizzazione strisciante che sta minando la nostra società dalle fondamenta.
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I dettagli sono da brividi. Intorno alle 17 di ieri, l’uomo – già colpito da un ordine di allontanamento per aver massacrato la moglie lo scorso novembre, lasciandola con 30 giorni di prognosi, e con un braccialetto elettronico revocato – ha bussato alla porta annunciando il suo rientro, in spregio alle leggi italiane. La donna, intrappolata nel terrore, ha scelto la via estrema: il balcone al primo piano. La figlia, testimone oculare dal cortile, si è gettata sotto per attutire l’impatto, ferendosi a sua volta. Un atto di coraggio filiale in un inferno familiare imposto dai precetti islamici che trattano la donna come proprietà, non come persona.
I carabinieri, il 118 e i vigili del fuoco di San Felice sono accorsi sulla scena. L’immigrato marocchino è sparito subito dopo, ma è stato rintracciato e interrogato: per ora non indagato, ma la violazione del divieto grida per un arresto immediato e un’espulsione senza appello. La vittima aveva denunciato in passato, per poi ritirare tutto – vittima della pressione islamica che impone silenzio e sottomissione alle donne.
Altro che patriarcato generico o retaggi medievali: il veleno qui è specificamente islamico. Culture dove la sharia giustifica la dominazione maschile, i matrimoni forzati e la violenza come “disciplina”. L’Italia non può continuare a importare questo cancro attraverso flussi migratori regolari da paesi musulmani. Quante altre famiglie devono essere distrutte, quante donne e figlie devono rischiare la vita, prima di agire? È tempo di azzerare l’immigrazione islamica regolare: stop ai visti, stop alle ricongiunzioni familiari, stop a tutto ciò che alimenta questa invasione culturale letale.
Casi come questo, con immigrati musulmani al centro di cronache di sangue, si moltiplicano. Medolla, un tempo oasi di pace, ora palcoscenico di orrori importati. Le indagini proseguono, ma il verdetto è già scritto: basta immigrazione islamica, o l’Italia affonderà nel caos. Proteggiamo le nostre donne, le nostre famiglie, la nostra civiltà. Ora o mai più.


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