Milano, italiani rapinati ovunque: inseguiti fin dentro i portoni
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Milano, l’Incubo in Centro Storico: Pedinato e Aggredito nel Proprio Cortile Mentre Porta a Spasso il Cane, un Italiano Derubato di un Orologio da 25.000 Euro da Due Clandestini Nordafricani
Milano non è più la città che eravamo abituati a conoscere. Nel cuore del centro, in Largo Treves – una zona che dovrebbe evocare eleganza, cultura e sicurezza – un uomo italiano di 50-52 anni ha vissuto la paura di essere braccato come una preda. È successo domenica 15 febbraio 2026, intorno alle 13:30, in pieno giorno: rientrava a casa dopo una tranquilla passeggiata con il suo cane, quando due individui lo hanno seguito per le strade, lo hanno tallonato fino all’interno del cortile condominiale e lì lo hanno aggredito con violenza brutale. Lo hanno spinto a terra, lo hanno colpito e gli hanno strappato dal polso un orologio Franck Muller Secret Hours in oro rosa, un pezzo di alta orologeria valutato circa 25.000 euro. Le telecamere di sorveglianza hanno catturato tutto: l’uomo a terra, il cane spaventato che abbaia impotente, i rapinatori che fuggono con il bottino. Immagini che dovrebbero far tremare ogni cittadino onesto.
I responsabili? Due immigrati irregolari, clandestini che non hanno alcun diritto di trovarsi sul suolo italiano. Il primo è un marocchino di 23-24 anni, già con precedenti penali specifici per furti in abitazione: un profilo da delinquente seriale, non da migrante in cerca di lavoro. Il secondo è un algerino di 25-26 anni, con numerosi alias, ricercato in Belgio per altri reati, che ha tentato di spacciarsi per minorenne – una menzogna fin troppo comune tra questi soggetti per ottenere trattamenti di favore e aggirare la giustizia. Solo l’esame medico-osseo al Fatebenefratelli ha dimostrato la sua maggiore età. Entrambi sono stati bloccati il giorno successivo (martedì 17 febbraio) in zona viale Monza, a bordo di un’utilitaria, e ora si trovano nel carcere di San Vittore con l’accusa di rapina pluriaggravata. Ma per quanto tempo? Le cronache ci insegnano che troppo spesso questi individui tornano in libertà grazie a cavilli, permessi umanitari o lentezze burocratiche.
Ormai, in centro a Milano, è rischioso pure portare a spasso il cane in pieno giorno
Un 52enne italiano è stato seguito fino all’interno del palazzo e poi rapinato
👉 arrestati un un 24enne marocchino, con precedenti per furti in abitazione e un algerino con numerosi alias che… pic.twitter.com/KBtUYdC0EP
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 20, 2026
Questo non è un episodio isolato, ma un segnale d’allarme lancinante. Uno dei due – secondo le indagini della Squadra Mobile – era arrivato in Italia il 31 gennaio 2026 con l’esplicito intento di delinquere approfittando dell’afflusso di turisti e dell’attenzione generale per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Una strategia criminale premeditata: sfruttare un grande evento per colpire, depredare e sparire. Mentre la città si prepara a ospitare il mondo, bande di irregolari arrivano da ogni parte per trasformare le nostre strade in un campo di caccia. Rapine in pieno giorno, furti violenti, aggressioni a cittadini indifesi: i numeri parlano chiaro, e la maggior parte di questi reati è commessa da stranieri irregolari.
Pensateci: un uomo aggredito nel cortile di casa sua, in una zona centrale, mentre fa una cosa normale come portare fuori il cane. Se questo accade alle 13:30 di domenica, in una via frequentata, cosa dobbiamo aspettarci di notte, in periferia o durante l’affollamento olimpico? La sicurezza è un diritto costituzionale, non un optional. Eppure le politiche di frontiere aperte e accoglienza indiscriminata continuano a importare instabilità e criminalità, mentre gli italiani pagano il prezzo con la paura quotidiana.
È arrivato il momento di smettere di minimizzare e agire con fermezza. Espulsioni immediate per i clandestini e i pluripregiudicati, rimpatri forzati senza sconti, controlli rigidi alle frontiere e pene certe per chi delinque sul nostro territorio. Milano non può diventare il teatro di questa occupazione criminale importata. Gli italiani meritano di vivere senza guardarsi le spalle ogni volta che escono di casa. Chi continua a difendere l’immigrazione selvaggia a scapito della sicurezza dei cittadini è corresponsabile di questa deriva. La priorità assoluta deve essere la protezione del nostro popolo: prima che sia troppo tardi.


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