Milano islamica, scuola chiusa per Ramadan
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Azzerare l’immigrazione regolare dai paesi islamici. Abrogare i ricongiungimenti familiari. Altrimenti a breve decideranno tutto loro.
**Milano, scuola chiusa per Ramadan: solo il 35% lo festeggia. L’islamizzazione galoppa e nessuno la ferma**
Allarme rosso a Pioltello. Non c’è due senza tre: l’Istituto Comprensivo Iqbal Masih chiude di nuovo i cancelli per il Ramadan. Per il terzo anno consecutivo – 2024, 2025 e ora 2026 – il 20 marzo (Eid al-Fitr, luna permettendo) sarà festa obbligata per tutti. Lezioni sospese, scuola blindata, Italia in ginocchio davanti a una minoranza che detta legge.
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E i numeri? Sono una bomba. Sul giornalino interno «L’occhio dell’Iqbal» gli studenti delle medie hanno votato: **Natale preferito al 45,7%**, Ramadan solo al **34,3%**, Capodanno 12,4%. Una maggioranza schiacciante di ragazzi – anche in una scuola con il 55% di stranieri (Egitto primo al 24,8%) – sente ancora come propria la tradizione cristiana. Eppure il preside Alessandro Fanfoni ha deciso di fermare tutto per accontentare una minoranza islamica. Non una classe, non una sezione: l’intera scuola.
La giustificazione? «Sarebbero mancati molti alunni, le lezioni non sarebbero state produttive». Traduzione: meglio una scuola vuota che una classe con qualche banco libero. Meglio inchinarsi alla mezzaluna che difendere il buonsenso.
Il preside parla di «pregiudizi contro i musulmani», di pressioni politiche, di «accoglienza». Ma l’accoglienza vera non è questa: è la resa. È l’islamizzazione strisciante che avanza giorno dopo giorno nelle nostre scuole, nei nostri quartieri, nella nostra identità. Il sito della scuola sbandiera «Iqbal Masih: scuola multiculturale». Multiculturale un corno: è monoculturale islamico imposto con la forza del ricatto demografico.
Chi vuole festeggiare l’Eid lo faccia, a casa propria: un giorno di assenza giustificata e arrivederci. Invece no. Si chiude tutto, e centinaia di famiglie italiane devono prendersi ferie, pagare babysitter, saltare il lavoro. Per una festa che non è loro. Per una religione che non è la loro. Per una cultura che sta colonizzando le nostre aule mentre noi abbassiamo la testa.
Questo non è inclusione. È colonizzazione. È l’Italia che si suicida per compiacere chi non ha alcuna intenzione di integrarsi, ma solo di sostituirci.
E allora mi chiedo, e chiedo a chi governa: **cosa diavolo sta facendo il Governo per fermare questo scempio?** Dove sono i provvedimenti concreti contro l’islamizzazione delle scuole? Dove sono le circolari ministeriali che vietano di trasformare le istituzioni pubbliche in moschee camuffate? Dove è la difesa dell’identità italiana, della laicità vera, della maggioranza che paga le tasse e che ancora – nonostante tutto – vuole Natale, crocifissi e presepi?
Perché se il Governo continua a guardare da un’altra parte, tra qualche anno non chiuderanno solo per il Ramadan: chiuderanno per sempre le nostre tradizioni, la nostra storia, il nostro Paese.
È ora di dire basta. Prima che sia troppo tardi.


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