Firenze, ragazza 18 mesi perseguitata da un clandestino
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**Vittoria Prigioniera in Casa Sua: Da un Anno e Mezzo Terrorizzata da un Tunisino Irregolare – “Per Paura di Quel Tunisino Non Vivo Più”!**
Firenze, 23 febbraio 2026 – È l’ennesimo incubo che dimostra quanto l’immigrazione incontrollata stia distruggendo vite innocenti. Vittoria, una donna italiana, da un anno e mezzo vive segregata nella propria casa, terrorizzata da Mohammed, un 24enne tunisino con precedenti per spaccio di stupefacenti e senza alcun permesso di soggiorno. L’uomo la perseguita, la minaccia, la segue, ignora divieti di avvicinamento e braccialetto elettronico, e continua a rendere la sua esistenza un inferno.
La storia è emersa in tutta la sua drammaticità nella trasmissione “Fuori dal Coro” su Rete 4, dove Vittoria ha confessato con la voce rotta:
**“Per paura di quel tunisino non vivo più”**.
Da 18 mesi Mohammed la tormenta: foto postate sui social senza braccialetto (pur avendo l’obbligo), violazioni continue delle misure cautelari, aggressioni verbali e fisiche, un vero e proprio stalking che le ha tolto la libertà di uscire, di lavorare, di vivere. Lui, irregolare, con fedina penale sporca, è ancora in Italia. Perché? Perché il sistema lo protegge: divieti di avvicinamento che non funzionano, braccialetti elettronici che vengono ignorati o rimossi, rimpatri mai eseguiti.
E mentre Vittoria non dorme più, non esce più, vive barricata in casa per terrore, Mohammed gira libero, sbeffeggia le autorità e continua a perseguitarla. È questa la “accoglienza” che paghiamo con le tasse? È questo il prezzo della mancata remigrazione?
Il caso è lampante: un extracomunitario clandestino, delinquente, pericoloso per le donne italiane, resta qui grazie a un groviglio di leggi lassiste, procedure infinite e “diritti” che valgono solo per chi invade, non per chi subisce. Vittoria ha perso la sua vita normale da un anno e mezzo. Quante altre donne dovranno arrivare a dire “non vivo più” prima che lo Stato decida di agire?
La soluzione non è un altro braccialetto inutile o un altro divieto di avvicinamento carta straccia.
La soluzione è una sola: **rimpatrio immediato e definitivo**.
Espulsione dal territorio nazionale per Mohammed e per tutti gli irregolari che minacciano la sicurezza delle nostre famiglie.
Basta buonismo che costa vite spezzate.
Basta tolleranza verso chi viola ogni regola e terrorizza le italiane.
Basta mantenere a nostre spese predatori che dovrebbero essere in Tunisia, non nelle nostre strade.
Vittoria non è un caso isolato: è il simbolo di un’Italia ostaggio dell’immigrazione selvaggia.
Italiani, svegliamoci.
La remigrazione non è odio: è giustizia.
È l’unico modo per restituire la pace a donne come Vittoria, che meritano di vivere, non di sopravvivere nella paura.
**Rimpatrio ora. Per sempre.**
Non un giorno di più per Mohammed.
Non un minuto di terrore in più per Vittoria.


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