Il canto del muezzin chiama i fedeli alla preghiera a Forlì per il Ramadan – VIDEO

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By V febbraio 22, 2026 23:55

Il canto del muezzin chiama i fedeli alla preghiera a Forlì per il Ramadan – VIDEO

**Allarme Rosso sull’Appennino: il Muezzin Invade le Case Italiane! L’Islamizzazione è Già Qui, Azzeriamo Subito l’Immigrazione Regolare dai Paesi Islamici**

Civitella di Forlì, febbraio 2026. Il Ramadan è appena iniziato e già “fa rumore”. Letteralmente. Da una finestra aperta di un’abitazione privata nel tranquillo rione San Filippo, il canto del muezzin è stato sparato a tutto volume nelle sere di mercoledì e giovedì, dalle 18.30 alle 19 e poi dalle 21 alle 22. Non da una moschea autorizzata – perché in zona non ce ne sono – ma da una comune casa italiana trasformata in improvvisato minareto. Un cittadino esasperato ha ripreso tutto e ha mandato il video all’assessore alla Sicurezza di Forlì, Luca Bartolini (Fratelli d’Italia). Il messaggio è chiaro: **basta**.

Bartolini non ha usato mezze parole: «È inquietante e inaccettabile. La libertà religiosa è sacra, ma in Italia le regole valgono per tutti. Non si può trasformare un appartamento in un punto di diffusione sonora verso l’esterno, violando la quiete pubblica e l’inquinamento acustico». Il sindaco di Civitella, Claudio Milandri, è stato altrettanto netto: «Episodio non accettabile. Abbiamo già informato carabinieri e polizia locale: applicheremo il Regolamento di polizia urbana senza eccezioni. Il rispetto vale per tutti, senza distinzioni».

Parole giuste, ma purtroppo tardive. Perché questo non è un “episodio isolato”. È il segnale lampante di un processo che sta accelerando sotto i nostri occhi: **l’islamizzazione strisciante dell’Italia**. Mentre le nostre campagne si svuotano, le valli appenniniche si riempiono di nuove presenze che non chiedono più di integrarsi, ma di imporre i propri riti, i propri orari, i propri suoni. Il muezzin che sveglia o disturba i residenti italiani alle 21 di sera non è folklore esotico: è una dichiarazione di conquista territoriale. È il suono di una civiltà che avanza dove la nostra arretra.

I numeri parlano chiaro e sono allarmanti. La popolazione musulmana in Italia ha già superato i 2,7 milioni di persone (dati aggiornati al 2021, in forte crescita costante). Rappresenta quasi il 5% degli abitanti e oltre il 30% degli stranieri regolari. Grazie all’immigrazione regolare dai Paesi islamici – Marocco, Bangladesh, Pakistan, Senegal, Albania, Egitto e tanti altri – e alla natalità molto più alta rispetto a quella italiana (che è al collasso), le proiezioni del Pew Research Center indicano che entro il 2050 potremmo arrivare al 9,6% della popolazione se non cambiamo rotta. Tradotto: una comunità sempre più numerosa, organizzata, che chiede moschee, spazi per la preghiera, orari di lavoro modificati, mense halal nelle scuole, e ora anche il muezzin dalle finestre di casa.

E non finisce qui. Le tensioni sono palpabili in tutta l’alta Valle del Bidente, dove la “massiccia presenza di stranieri” genera malumori che le rassicurazioni delle forze dell’ordine non bastano più a sedare. Lo stesso copione si ripete in decine di quartieri e paesi: rumori, odori, comportamenti, pretese che rompono la convivenza. La libertà religiosa non significa diritto di colonizzare lo spazio pubblico altrui. In Italia esiste il Regolamento di polizia urbana, esistono le norme sul rumore, esiste una cultura millenaria cristiana e laica che non può essere cancellata per “inclusione”.

**È ora di dire basta. E basta significa una sola cosa: azzeramento immediato e totale dell’immigrazione regolare da tutti i Paesi islamici.**

Non si tratta di razzismo o di islamofobia: si tratta di sopravvivenza culturale. L’Italia non può più permettersi di importare in modo indiscriminato persone provenienti da sistemi valoriali incompatibili con la nostra Costituzione, con i nostri costumi, con la nostra sicurezza. Chi vuole vivere qui deve accettare le nostre regole, i nostri orari, il nostro silenzio serale. Chi non è disposto, resti a casa sua.

Fratelli d’Italia, il centrodestra, le forze sane del Paese hanno il dovere di trasformare queste parole in fatti concreti. Stop ai ricongiungimenti familiari dai Paesi a rischio islamizzazione. Stop ai permessi di soggiorno per motivi religiosi o umanitari facili. Stop ai flussi regolari che stanno cambiando il volto delle nostre città e dei nostri paesi. Difendiamo Civitella, difendiamo Forlì, difendiamo l’Appennino e tutta l’Italia.

Il muezzin di Civitella è un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare. Se non agiamo ora, domani non sarà più solo un video sui social: sarà la nuova normalità. E l’Italia che conosciamo sarà perduta per sempre.

**Italia, svegliati. Ora.**

Il canto del muezzin chiama i fedeli alla preghiera a Forlì per il Ramadan – VIDEO ultima modifica: 2026-02-22T23:55:25+00:00 da V
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