Certificati falsi dei medici rossi salvano il 70 per cento dei clandestini violenti
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**Solo 20 su 64: i certificati pro-clandestini di Ravenna salvano il 69% dei criminali stranieri dai rimpatri – Un sistema criminale che deve essere smantellato in tutta Italia!**
Ravenna, 24 febbraio 2026 – È una bomba a orologeria che sta esplodendo in faccia all’Italia. All’ospedale di Ravenna, nel reparto di Malattie Infettive, i medici hanno trasformato i certificati sanitari in armi contro lo Stato. Su 64 clandestini irregolari – quasi tutti fermati dopo aver commesso reati gravi, molestatori seriali compresi – **solo 20 sono stati dichiarati idonei e trasferiti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR)**. Il resto? **44 salvati**, il 69% dell’intero campione. Di questi, 34 hanno ricevuto un certificato di “non idoneità” firmato dai camici bianchi, mentre 10 si sono semplicemente rifiutati di farsi visitare e sono stati comunque liberati. Un meccanismo perfetto per tenere in Italia chi dovrebbe essere espulso.
I numeri sono impietosi e arrivano dritti dall’inchiesta della Procura di Ravenna, confermati oggi dal Resto del Carlino e ripresi con allarme da Francesca Totolo. Ecco il suo primo post che sbatte in faccia la realtà:
⚠️ Certificati anti-rimpatrio all’ospedale di Ravenna: soltanto 20 su 64 clandestini sono stati trasferiti nei centri di permanenza per i rimpatri.
Il mio articolo sul @tempoweb pic.twitter.com/tOvWdD1s44
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 24, 2026
E il secondo, ancora più inquietante, che chiede giustizia vera:
L’indagine sui certificati anti-rimpatrio dovrebbe espandersi a tutti gli ospedali.
Quanti immigrati criminali non sono stati trasferiti nei centri di permanenza per il rimpatri a causa di un certificato di non idoneità? @Capezzone pic.twitter.com/LA1n8fWFmZ
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 24, 2026
Questi non sono “errori” o “valutazioni cliniche”. Sono certificati falsi, incompleti, arbitrari, scritti con la chiara intenzione di sabotare i rimpatri. Nelle immagini che circolano, si vede il **VADEMECUM PER NON ESSERE PORTATX IN CPR**: un manuale vero e proprio con i trucchi da usare in questura per evitare il trasferimento. “Se vuoi in questura e non vai al permesso di espulsione, ecco quello che ti può succedere” – e poi l’elenco delle scuse perfette: malattie infettive contagiose, disturbi psichiatrici, patologie acute o cronico-degenerative che rendono “incompatibile” la permanenza nei CPR. Tutto precompilato, tutto pronto per essere spuntato e firmato dai medici compiacenti.
Il 53% dei clandestini visitati ha ottenuto il timbro “non idoneo”. Il 16% si è rifiutato della visita e ha vinto lo stesso. Solo il 31% è finito dove doveva finire: nei CPR in attesa di espulsione. E tra quei 64 c’erano soggetti fermati per violenze, spaccio, molestie sessuali. Liberati. Di nuovo in strada. Grazie a un certificato.
Questo è il sistema che la sinistra e le associazioni buoniste hanno difeso con i denti: flash mob davanti all’ospedale, petizioni con decine di migliaia di firme (“La cura non è un reato”), appelli di Emergency, SIMM, ASGI e compagnia bella. Mentre gli italiani subiscono aggressioni, furti e violenze quotidiane da parte di chi è stato “salvato” da questi certificati.
L’indagine deve espandersi immediatamente a tutti gli ospedali d’Italia, come giustamente chiede Francesca Totolo. Quanti altri migliaia di criminali stranieri stanno girando liberi grazie a medici rossi che antepongono l’ideologia alla sicurezza nazionale? Quanti molestatori, spacciatori, stupratori hanno evitato il rimpatrio con un timbro falso su un foglio?
È un attentato alla sovranità italiana. È un tradimento pagato con i soldi dei contribuenti. È la prova definitiva che dentro le nostre strutture pubbliche si è annidata una quinta colonna che lavora contro di noi.
Basta.
Radiate tutti i medici coinvolti.
Licenziateli in tronco.
Processateli per falso ideologico e interruzione di pubblico servizio.
Chiudete i rubinetti alle associazioni che li difendono.
E fate un’indagine nazionale capillare: ogni certificato di non idoneità emesso negli ultimi due anni deve essere verificato, uno per uno.
Altrimenti l’Italia diventerà un Paese dove i clandestini delinquono impunemente, protetti da camici bianchi e da una sinistra che grida al razzismo appena qualcuno osa pretendere che la legge valga per tutti.
Ravenna è solo la punta dell’iceberg. Sotto c’è un oceano di complicità.
È ora di drenarlo. Prima che affoghi definitivamente la nostra sicurezza.


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