Maranza nato in Italia sbuzza ragazzo italiano a Milano: in fin di vita
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**Milano, Androne di Via Washington Trasformato in Mattatoio: 23enne Accoltellato quasi a Morte per uno Zaino dai Maranza di Seconda Generazione – Amine Khadhraoui, Nato in Italia da Genitori Tunisini, Già Arrestato per un’Altra Rapina poche Ore Dopo!**
Ennesimo orrore targato immigrazione islamica di seconda generazione a Milano: un ragazzo di 23 anni è stato accoltellato quasi a morte nell’androne di un palazzo di via Washington mentre tornava a casa. L’aggressore? **Amine Khadhraoui**, 19enne tunisino nato in Italia da genitori immigrati, uno dei tanti “italiani” solo sulla carta che crescono qui grazie ai ricongiungimenti familiari e trasformano le nostre strade in zone di guerra.
Il giovane è stato avvicinato dal branco, rapinato dello zaino e pugnalato all’addome con una ferita gravissima. È stato operato d’urgenza al Niguarda e versa in condizioni disperate. Pochi minuti dopo lo stesso Khadhraoui ha tentato un’altra rapina: segno che questi maranza non si fermano mai, vivono di violenza come se fosse il loro unico mestiere.
Ecco il post che ha fatto esplodere la rabbia:
Milano, ragazzo di 23 anni accoltellato quasi a morte nell’androne del palazzo durante una rapina
👉 arrestato il 19enne Amine Khadhraoui, nato in Italia da genitori tunisini
Un paio di ore dopo aveva rapinato un altro giovane.
I primi precedenti del tunisino risalgono a… pic.twitter.com/heW3qfnm8l
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 26, 2026
Nato in Italia, residente a San Giuliano Milanese, Khadhraoui ha già precedenti che risalgono a quando era minorenne. Cresciuto tra le nostre scuole e le nostre periferie, invece di integrarsi ha scelto la strada della lama e della rapina. È il ritratto perfetto di quella seconda generazione che odia l’Italia che l’ha accolta, la usa come bancomat e campo di caccia, e ride della nostra giustizia debole.
Questi tunisini di seconda generazione non sono “ragazzi fragili”: sono predatori seriali. Portano la “cultura del coltello” importata dai genitori, la coltivano nelle moschee di periferia e la sfogano contro i nostri figli. Oggi accoltellano per uno zaino, domani per uno sguardo sbagliato. E mentre un 23enne lotta tra la vita e la morte, il sistema pensa a “percorsi di recupero” e “integrazione”.
Basta!
Azzeriamo immediatamente l’immigrazione islamica, regolare e irregolare.
Abroghiamo i ricongiungimenti familiari che ci hanno regalato generazioni di maranza violenti.
Remigrazione coatta per Khadhraoui e per tutti quelli come lui: espulsione, revoca della cittadinanza acquisita, rimpatrio in Tunisia con tutta la famiglia.
Milano non è il loro terreno di caccia.
L’Italia non è il loro harem di sangue.
O cacciamo questi immigrati di seconda generazione ora, o tra poco non ci sarà più una sola via, un solo androne, un solo palazzo dove un italiano potrà sentirsi al sicuro.
Italia agli italiani – o la prossima vittima sarà tuo figlio.
Remigrazione totale, subito!


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