Ospite centro accoglienza molesta 16enne, magistrati fermano arresto: “Gravità contenuta”

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By V febbraio 26, 2026 13:32

Ospite centro accoglienza molesta 16enne, magistrati fermano arresto: “Gravità contenuta”

**Palpeggia ripetutamente una 16enne sul bus: pachistano del CAS rinviato a giudizio ma mai arrestato. Il Gip: “Gravità contenuta”**

Ravenna, 26 febbraio 2026 – Un’altra minorenne italiana che non può più prendere l’autobus senza finire molestata. L’autore? Un 27enne pachistano ospite di un Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS). La risposta della magistratura? Nessun carcere, neppure cautelare. Solo rinvio a giudizio perché il fatto è di “gravità contenuta”.

La notizia è di oggi, pubblicata dal Resto del Carlino. I fatti risalgono all’8 dicembre 2023 sulla linea Faenza-Casola Valsenio. Sul pullman c’erano un gruppo di pachistani e una studentessa 16enne. Il 27enne bracciante agricolo si è seduto accanto a lei, ha avvicinato lentamente la mano, poi ha girato il palmo e l’ha palpeggiata. La ragazza ha cercato di allontanarlo e gli ha intimato di smettere. Lui ha ignorato tutto e ha ricominciato. Mezz’ora di incubo.

La 16enne ha scritto subito al fidanzato: “Ho passato la mezz’ora più brutta della mia vita”. A casa è scoppiata in lacrime, tremante, e ha raccontato tutto alla madre.

I carabinieri di Faenza hanno fatto il loro lavoro: il 10 gennaio 2024, con un’operazione in borghese, hanno identificato l’uomo sullo stesso bus grazie alla testimonianza della vittima.

A febbraio 2024 il Gip ha però rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere del pm. Motivi ufficiali: l’imputato è “regolare e incensurato”, non ha “manifestato tendenze aggressive” e nei viaggi successivi sul bus è stato di “indifferenza totale”. La vicenda? “Gravità definita contenuta”.

Ieri mattina il Gup Andrea Galanti, su richiesta del pm Silvia Ziniti, ha rinviato a giudizio il 27enne per violenza sessuale aggravata (perché commessa su minorenne). Il processo partirà a metà maggio davanti al collegio penale di Ravenna. L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Papiani, continua a negare tutto, parlando di possibile “scambio di persona”.

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Ecco la giustizia italiana nel 2026 in provincia di Ravenna.

Un immigrato che molesta sessualmente e ripetutamente una ragazzina di 16 anni su un mezzo pubblico non viene considerato pericoloso. Il fatto che fosse ospite di un CAS – strutture spesso al centro di critiche proprio per l’accoglienza indiscriminata – non conta nulla. Il trauma della vittima, le lacrime, lo choc? Irrilevanti. L’importante è tutelare lo straniero.

Confrontate con il caso di Massimo Adriatici a Voghera: ex assessore leghista, ex poliziotto, padre di famiglia, aggredito da un marocchino pluripregiudicato che lo stende a terra. Un solo colpo di pistola in legittima difesa. Risultato: 12 anni di carcere per “dolo eventuale”, risarcimenti da capogiro ai familiari dell’aggressore morto.

Qui invece: palpeggiamenti reiterati su una minorenne italiana = “gravità contenuta”, niente carcere, processo con calma.

È esattamente la schizofrenia denunciata da Luca Ricolfi tre giorni fa: iper-garantismo sui reati della criminalità comune commessi da immigrati, iper-giustizialismo quando l’imputato è italiano che si difende o che ricopre ruoli istituzionali scomodi.

Il messaggio alle nostre figlie e sorelle è chiarissimo: se il molestatore è un pachistano del CAS, lo Stato vi lascia sole sul bus e vi dice di aspettare maggio per la giustizia. Se invece un italiano osa reagire a un’aggressione, viene massacrato con la massima severità.

Questa non è giustizia. È selezione etnica della tutela. È una magistratura che continua a pesare due volte di più la bilancia quando la vittima è italiana e l’autore è straniero.

A marzo gli italiani decideranno se vogliono continuare a subire questo sistema o se pretendono una giustizia finalmente uguale per tutti: che difenda le nostre minorenni e non le lasci in balia di chi considera il nostro Paese un terreno di caccia libero.

Perché una 16enne che vive mezz’ora di terrore sul bus di linea non merita “gravità contenuta”. Merita protezione vera. E chi la molesta merita il carcere subito, non un rinvio a giudizio con la scusa del “trauma migratorio” o dell’“indifferenza totale”.

Ospite centro accoglienza molesta 16enne, magistrati fermano arresto: “Gravità contenuta” ultima modifica: 2026-02-26T13:32:13+00:00 da V
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By V febbraio 26, 2026 13:32
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1 Comment

  1. Kurly febbraio 26, 15:25

    Se poi un papà perde le staffe e lo gonfia (giustamente)di botte, passa l’anima dei guai e magari rischia la condanna con annesso risarcimento ! Proprio un mondo al contrario….😤

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