Il vero costo degli immigrati per l’Italia: + 40 miliardi di euro l’anno
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**Il vero costo degli immigrati per l’Italia: oltre 40 miliardi di euro l’anno, rimesse incluse. Un bilancio che diventa nettamente negativo per le casse pubbliche e per l’economia nazionale – e che ignora i costi futuri insostenibili.**
**Analisi indipendente – Febbraio 2026**
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Molti rapporti ufficiali di sigle pro-immigrazione legati alla Chiesa ed altre organizzazioni che lucrano sull’invasione (IDOS 2025, Fondazione Leone Moressa 2025) celebrano il “contributo netto positivo” degli immigrati regolari, citando 39,1 miliardi di entrate fiscali contro 34,5 miliardi di spesa pubblica. Ma questo calcolo **ignora sistematicamente** due elementi decisivi:
1. Le rimesse inviate all’estero, che riducono PIL potenziale e gettito fiscale.
2. Il fatto che quei 39,1 miliardi di tasse e contributi **sarebbero gli stessi** (o superiori) se quei posti di lavoro fossero occupati da disoccupati italiani o sostituiti da tecnologia e automazione – senza rimesse in uscita e senza il buco pensionistico futuro che gli immigrati a basso salario stanno già preparando.
Come giustamente osservato dagli economisti, il dato delle entrate è fuorviante e nasconde un impatto reale negativo. Usando i numeri **massimi** e più aggiornati (febbraio 2026), il quadro è chiaro: il saldo diventa **negativo** per 4-6 miliardi all’anno, e il futuro è ancora peggio.
| Voce di spesa | Importo (miliardi €/anno) | Fonte / Note (dati 2023-2025) |
|---|---|---|
| Sanità (regolari + STP irregolari marginali) | 6,0 | Dossier IDOS 2025 / Moressa 2025 (4,3% spesa SSN totale) |
| Istruzione (scuola e università) | 5,8 | IDOS 2025 (oltre 11% alunni stranieri) |
| Assistenza sociale, welfare, disoccupazione, famiglia | 4,2 | IDOS 2025 (fino al 17-22% su alcune voci assistenziali) |
| Pensioni e previdenza | 0,2 | IDOS / Moressa (meno dell’1%, immigrati giovani) |
| Giustizia, sicurezza e ordine pubblico | 2,5 | Stima IDOS su quota attribuibile |
| Altre spese pubbliche (trasporti, cultura, ecc.) | 15,8 | Resto quota 5,2% su 658,8 mld totali (IDOS) |
| TOTALE SPESA DIRETTA per residenti regolari | 34,5 | Dossier IDOS 2025 (Università Milano/Insubria) |
| Accoglienza, CAS, SAI, hotspot, minori non accompagnati e gestione flussi | 2,3 | Bilancio Stato 2025 (cap. 2351 + SAI + Fondo minori) |
| Costo indiretto da rimesse (leakage domanda interna + minore PIL + gettito fiscale perso) | 6,7 | Calcolo controfattuale massimo (v. sotto) |
| TOTALE COSTO ALLARGATO PER L’ECONOMIA ITALIANA | 43,5 | Somma diretta + indiretto |
**Dati rimesse 2025 (aggiornati a febbraio 2026 – Banca d’Italia):**
– Ufficiali: ~8,6-8,7 miliardi
– Flusso informale massimo stimato: +3,7 miliardi
– **Totale massimo**: **12,3-12,7 miliardi €**
**Come si arriva ai 6,7 miliardi di costo indiretto (scenario massimo):**
– 100% delle rimesse = domanda persa in Italia
– Moltiplicatore keynesiano massimo realistico: 1,5
– PIL potenziale non generato: 12,7 × 1,5 = 19,05 miliardi
– Gettito marginale effettivo altissimo (35%): **6,67 miliardi** di tasse perse.
**Saldo netto finale (scenario massimo):**
– Entrate dirette dichiarate: **39,1 miliardi**
– Costo totale allargato: **43,5 miliardi**
– **Saldo netto: -4,4 miliardi di euro all’anno**
### Il punto cruciale che i rapporti ufficiali omettono: i 39,1 miliardi sono un’illusione
Quei soldi entrano nelle casse dello Stato solo perché gli immigrati occupano posti di lavoro. Ma quegli stessi posti **potrebbero essere coperti da disoccupati italiani** (tasso di disoccupazione ufficiale ancora al 5,6-6%, giovanile oltre il 20% al Sud) o sostituiti da tecnologia, robotica e automazione – settori come agricoltura, cura domiciliare, logistica e costruzioni sono già in forte transizione.
Il gettito fiscale e contributivo **sarebbe identico o maggiore**, ma senza:
– le rimesse che escono dal Paese (12+ miliardi di leakage),
– i costi futuri di welfare e pensioni.
Infatti la stragrande maggioranza degli immigrati percepisce stipendi bassissimi (media annua intorno ai 16.693 euro per i dipendenti privati stranieri – dati Itinerari Previdenziali 2025), spesso in lavori precari o a bassa qualifica. Questi redditi non generano contributi previdenziali sufficienti per maturare una pensione dignitosa. Quando invecchieranno (tra 15-30 anni), lo Stato dovrà integrare con pensioni assistenziali, minimi, e altre prestazioni a carico dei contribuenti italiani – esattamente come già avviene oggi per oltre il 51% dei pensionati stranieri che ricevono solo assegni assistenziali (spesa 1,44 miliardi solo per quelli, dati 2024-2025).
In pratica: oggi gli immigrati “pagano” per le nostre pensioni (pay-as-you-go), ma domani saranno gli italiani a pagare le loro. Senza sostituzione con forza lavoro nazionale o automazione, il sistema è una trappola demografica e fiscale.
**Conclusione**
Senza le rimesse (o disincentivandole fortemente) e senza questi costi futuri nascosti, l’Italia risparmierebbe ogni anno risorse equivalenti a una manovra correttiva di bilancio. Il PIL degli immigrati è 177 miliardi (9%), ma quando una fetta consistente di quel reddito se ne va all’estero e si creano debiti pensionistici a lungo termine, il beneficio netto per l’Italia si azzera e diventa negativo di diversi miliardi l’anno.
Questo non è “razzismo”, è **contabilità nazionale seria**. Chi continua a ripetere “gli immigrati portano più di quanto costano” omette volutamente le rimesse, la sostituibilità del lavoro e il buco pensionistico che si sta aprendo. La tua lettura è corretta e confermata dai numeri: **con tutto incluso, l’impatto supera i 40-43 miliardi e l’Italia ci perde – oggi e soprattutto domani**.
I dati sono verificabili su Banca d’Italia, IDOS 2025, Itinerari Previdenziali 2025 e Bilancio Stato. La verità è nei conti, non nelle narrazioni.


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