Disabile pestato dal solito maranza a Milano
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**Milano ostaggio dell’immigrazione selvaggia: disabile italiano massacrato di botte da un 18enne algerino davanti alla Stazione Centrale**
Milano, 26 febbraio 2026 – L’ennesimo allarme rosso si accende nel cuore della città che un tempo era sinonimo di ordine e laboriosità. Ieri sera, intorno alle 20, in piazza Duca d’Aosta – proprio di fronte alla Stazione Centrale – un uomo italiano di 51 anni, ipovedente e quindi già fragile e indifeso, è stato aggredito con una violenza inaudita da un 18enne cittadino algerino.
Per strappargli il cellulare e il portafoglio, il giovane nordafricano non ha avuto alcun riguardo: pugni e calci ripetuti, sotto gli occhi di decine di viaggiatori, in un luogo che dovrebbe essere sicuro e frequentato da migliaia di cittadini ogni giorno. Un’aggressione brutale, vigliacca, che ha lasciato la vittima con contusioni multiple, trasportata in codice verde all’ospedale Niguarda con una prognosi di 15 giorni.
I Carabinieri del Nucleo Radiomobile, tempestivamente intervenuti dopo la chiamata al 112 e grazie alle testimonianze degli astanti, hanno bloccato il rapinatore mentre tentava di dileguarsi all’interno della stazione. La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario, e l’algerino è finito in manette per rapina pluriaggravata.
Ecco il post che ha immediatamente documentato l’episodio con durezza e precisione:
Milano, davanti alla stazione Centrale, alle 8 di sera, un 51enne disabile è stato massacrato di botte da un 18enne algerino durante una rapina. pic.twitter.com/tO8mp5bWQN
— Francesca Totolo (@fratotolo2) February 26, 2026
Ma non basta un arresto a placare l’indignazione e la paura che monta tra i milanesi. La Stazione Centrale è da anni un simbolo del degrado provocato dall’immigrazione incontrollata: spaccio, borseggi, aggressioni, occupazioni abusive. Un via vai di giovani nordafricani, spesso irregolari o entrati con procedure troppo permissive, che considerano le nostre piazze e i nostri mezzi pubblici come terreno di caccia.
Un disabile massacrato per un telefono alle otto di sera. Non è un incidente isolato, è il risultato prevedibile di anni di politiche fallimentari che hanno aperto le porte senza filtri, senza verifiche, senza la volontà di espellere chi delinque. Mentre gli italiani più deboli – anziani, disabili, donne sole – pagano ogni giorno il prezzo di questa invasione, la narrazione buonista continua a parlare di “integrazione” e “diritti”.
Basta. È ora di dire la verità senza giri di parole: queste violenze non sono “incidenti”, sono il frutto di un modello migratorio fallito che sta trasformando le nostre città in zone a rischio. Servono espulsioni immediate per i condannati stranieri, blocco totale degli arrivi irregolari, controlli reali alle frontiere e una giustizia che non tratti i delinquenti algerini o maghrebini con guanti di velluto.
I cittadini italiani non possono più accettare di vivere con il fiato sospeso. Milano e l’Italia intera rischiano di diventare irriconoscibili se non si interviene con fermezza e urgenza. La sicurezza dei nostri connazionali, soprattutto dei più vulnerabili, deve tornare ad essere la priorità assoluta. Prima che sia troppo tardi.


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