La sinistra schiera 2 milioni di voti islamici contro il Referendum Giustizia

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By V febbraio 28, 2026 16:40

La sinistra schiera 2 milioni di voti islamici contro il Referendum Giustizia

**Prove di Partito Islamico: l’Arma Nucleare della Sinistra alle Urne. 1,7 Milioni di Musulmani per Affondare il Referendum e Mandare a Casa Meloni. E il Governo in Tre Anni Non Ha Mosso un Dito**

Mentre l’Italia si prepara al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla giustizia, una bomba demografica e politica sta per esplodere sotto i nostri occhi. Non è più uno “spauracchio”, non è più una “teoria del complotto”. È realtà certificata dai dati ufficiali, dalle fondazioni, dall’Istat e dalla Fondazione ISMU: in Italia vivono oggi **1,7 milioni di musulmani**, il gruppo religioso straniero più numeroso in assoluto, che ha appena superato i cristiani ortodossi. E questi 1,7 milioni – cittadini o meno – sono già pronti a mobilitarsi, a scendere in piazza, a votare NO in massa per bocciare il referendum e, di fatto, per delegittimare il governo Meloni.

La sinistra ha trovato la sua nuova arma elettorale: l’islam politico. Askatasuna, le associazioni islamiste, i Cobas, la Cgil, “Torino per Gaza”, Arci, il Comitato nazionale per il NO sociale. Tutti insieme, in un’alleanza oscena che unisce jihadisti soft, no-global violenti e sindacati rossi. L’appuntamento di lunedì 2 marzo alla Poderosa di Torino è solo l’inizio: Brahim Baya, volto storico della comunità islamica torinese, Davide Piccardo, convertito italiano che odia il decreto sicurezza, Angela Lano (indagata nella maxi-inchiesta su Hamas in Italia), i pacifisti di Askatasuna. Tutti a urlare contro “il governo autoritario” e a chiamare a raccolta per “resistere alla guerra e al governo”. Traduzione: usare il referendum per fare fuori Meloni.

**Ma la vera domanda che nessuno osa fare ad alta voce è questa: perché il governo Meloni, in tre anni di potere, non ha fatto assolutamente nulla per fermare questa invasione silenziosa che sta cambiando per sempre il volto dell’Italia?**

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114.953 nuove cittadinanze concesse dal 2021 al 2025 solo a cittadini provenienti da Paesi a maggioranza islamica. Persone che oggi possono votare. Persone che domani porteranno i loro figli, i loro parenti, i loro clan. E il governo? Silenzio. Zero. Niente. Nessun decreto per azzerare l’immigrazione regolare dai Paesi islamici. Nessun provvedimento per abrogare i ricongiungimenti familiari, quella macchina infernale che moltiplica per dieci ogni singolo permesso di soggiorno. Nessun ritorno serio alla cittadinanza per ius sanguinis, l’unico criterio che ha tenuto in piedi l’Italia per secoli: sangue italiano, non nascita casuale sul suolo.

Perché? Paura di essere accusati di “islamofobia”? Calcoli elettorali? O semplice incapacità di governare sul serio? Perché se oggi siamo a 1,7 milioni, fra cinque anni saremo a 3,4. Fra altri cinque a 6,8. E poi a 13 milioni. È matematica elementare: tassi di natalità tripli rispetto agli italiani, ricongiungimenti a catena, conversioni opportunistiche, nuove ondate che non si fermano mai. L’Italia sta diventando il laboratorio perfetto dell’islamizzazione europea, e il centrodestra che prometteva “blocco navale” e “prima gli italiani” guarda dall’altra parte mentre la sinistra conta i voti musulmani come fossero monetine.

Brahim Baya non nasconde nulla. Attacca il ddl sicurezza, attacca il governo, elogia la “resistenza” palestinese (quella del 7 ottobre, per intenderci), e poi si allea con chi ha fatto violenza contro le forze dell’ordine a Torino a fine gennaio. Davide Piccardo fa lo stesso. E la Cgil, la stessa Cgil che per decenni ha difeso i lavoratori italiani, oggi si mette al servizio di chi vuole sostituire quei lavoratori con manodopera islamica sottomessa e a basso costo. È il patto del diavolo: la sinistra cede pezzi di sovranità in cambio di seggi, l’islam politico ottiene riconoscimento, moschee, potere, e alla fine conquisterà il Paese senza sparare un colpo. Solo con il voto. Il voto che noi stessi gli abbiamo regalato.

Il “Comitato nazionale per il NO sociale” lo dice chiaro e tondo: “Siamo quelli delle piazze per la Palestina, i portuali che hanno bloccato tutto contro il genocidio e la complicità del governo”. Traduzione: il referendum non è sulla giustizia. È sulla sopravvivenza di questo esecutivo. È la prova generale del Partito Islamico italiano, ancora senza simbolo ma già con 1,7 milioni di potenziali elettori. E se il NO passa, sarà il segnale che l’Italia è matura per essere governata anche da chi oggi finge di essere solo “comunità religiosa”.

Il tempo delle chiacchiere è finito. L’islam politico non vuole integrarsi: vuole sostituirsi. Non vuole convivere: vuole dominare. E lo sta facendo con la complicità attiva della sinistra e con l’inerzia criminale di un governo che tre anni fa aveva promesso di invertire la rotta e oggi sembra paralizzato.

Se non si interviene adesso – azzerando l’immigrazione regolare dai Paesi islamici, cancellando i ricongiungimenti familiari, ripristinando la cittadinanza per sangue e non per suolo – non ci sarà un “prossimo referendum”. Ci sarà solo un’Italia diversa, irriconoscibile, sottomessa. Con 3,4 milioni di musulmani che voteranno in blocco contro tutto ciò che è italiano, cristiano, occidentale.

Il banco di prova è tra pochi giorni. Ma la vera partita si gioca sui numeri demografici. E su quei numeri, finora, il centrodestra ha perso in pieno. L’orologio dell’islamizzazione corre veloce. L’Italia ha ancora il tempo di svegliarsi. O di arrendersi per sempre.

La sinistra schiera 2 milioni di voti islamici contro il Referendum Giustizia ultima modifica: 2026-02-28T16:40:08+00:00 da V
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By V febbraio 28, 2026 16:40
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