Prodi, Zuppi e il sindaco celebrano il Ramadan a Bologna

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By V febbraio 28, 2026 22:57

Prodi, Zuppi e il sindaco celebrano il Ramadan a Bologna

Ormai il Pd ha sostituito il Ramadan alla Festa dell’Unità e i vescovi rossi si sono convertiti all’islam.

**Iftar Street a Bologna: Lepore, Prodi e Zuppi, i tre traditori filoislamici che aprono le porte all’invasione islamica in piazza**

Bologna, 28 febbraio 2026. Piazza Lucio Dalla, cuore della città rossa. Non una festa italiana, non un evento culturale nostrano. No: l’**Iftar Street**, l’ottava edizione della “cena di strada” per rompere il digiuno del Ramadan. Migliaia di musulmani, stand halal, odore di kebab e spezie, bandiere palestinesi che sventolano, il muezzin che chiama alla preghiera dal palco pubblico. E sul palco, a benedire tutto: il sindaco PD Matteo Lepore, l’ex premier Romano Prodi e il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della CEI.

Tre simboli del tradimento italiano. Tre filoislamici che, mentre l’Italia affonda tra clandestini, grooming, rapine e quartieri che non sono più nostri, si inchinano davanti alla umma islamica in diretta tv.

Il video del Corriere di Bologna lo mostra senza pudore: Zuppi, con la croce pettorale, parla di «dialogo», «fratelli», «camminare insieme», «rispetto reciproco». Dice che «essere credenti vuol dire essere fratelli» e cita Lao Tzu per non farsi assordare dalle «brutte notizie» di guerra. Traduzione: chiudete gli occhi davanti ai missili su Teheran, davanti alle statistiche di violenza islamica in Europa, davanti alle chiese vuote e alle moschee piene di soldi qatarioti. Mentre la sua Chiesa celebra la Quaresima in silenzio, lui va a rompere il digiuno con chi non riconosce nemmeno la Trinità e considera i cristiani dhimmi da sottomettere.

Accanto a lui Romano Prodi, l’uomo che ci ha venduto all’Europa di Bruxelles e all’euro, condanna «l’altra guerra scoppiata in pochi giorni» in Iran: «È una tragedia e basta». Ma non una parola sui cristiani perseguitati in tutto il mondo islamico, sugli attentati in Europa, sulle gang pakistane che hanno distrutto Rotherham e ora stanno arrivando anche da noi. Prodi, il professore bolognese che ha sempre predicato «inclusione», oggi in piazza con chi chiede sharia e califfato.

E poi il sindaco Lepore, il PD al potere nella città più rossa d’Italia: orgoglioso di avere «sempre più musulmani che contribuiscono alla nostra comunità». Contribuiscono come? Con le preghiere in strada che bloccano il traffico? Con le richieste di sale di preghiera nelle scuole? Con i centri islamici che diventano hub di predicatori salafiti? Lepore, che governa una Bologna sempre più islamizzata, dove i bolognesi veri non escono più la sera in certi quartieri, abbraccia l’imam Yassine Lafram (ex UCOII, la lobby islamica legata ai Fratelli Musulmani) e sorride mentre dal palco si grida contro Israele e Usa.

Questo non è dialogo. È capitolazione.

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È islamizzazione in salsa emiliana: la sinistra che ha distrutto l’identità italiana ora usa le piazze per regalare visibilità alla religione che in Europa pretende tutto e concede niente. Ramadan in piazza? Bene. Ma allora perché non la processione del Corpus Domini con gli stessi onori? Perché non la festa di San Petronio con muezzin e halal? Perché solo l’Islam ha questo trattamento VIP? Perché solo l’Islam, con i suoi 1,6 miliardi di seguaci e la sua dottrina della conquista, viene coccolato dai potenti mentre i cattolici vengono derisi come bigotti e gli italiani etnici diventano minoranza nei loro quartieri.

Lepore, Prodi e Zuppi sono i classici traditori di élite: vivono blindati, guadagnano stipendi da favola, mandano i figli nelle scuole private senza immigrati, e poi predicano «accoglienza» ai bolognesi che pagano le conseguenze. Sono gli stessi che hanno aperto le porte ai barconi, che hanno insabbiato i dati sulla criminalità straniera, che chiamano «razzista» chi denuncia le violenze sessuali sproporzionate delle comunità maghrebine e pakistane.

Mentre a Bologna si celebra l’Iftar Street, in tutta Italia le moschee proliferano senza controllo, le conversioni forzate nei quartieri aumentano, le scuole diventano halal, e i sindaci PD come Lepore firmano protocolli con le associazioni islamiche più radicali.

Basta. Questi tre sono il volto del suicidio europeo.
Il popolo italiano non ne può più di vedere le sue piazze trasformate in bazar islamici, le sue tradizioni calpestate, la sua sicurezza venduta per quattro voti e un po’ di buonismo da salotto.

Lepore, Prodi e Zuppi possono continuare a inchinarsi davanti al Ramadan.
I bolognesi veri, gli italiani veri, ricordano chi sono.

**E non è certo la prima volta che il cardinale Matteo Maria Zuppi tradisce la croce per inchinarsi alla mezzaluna.** Già nel 2019, appena sbarcato a Bologna, lanciò i famigerati “tortellini dell’accoglienza”: la ricetta sacra della tradizione emiliana, con prosciutto crudo, mortadella e lombo di maiale, storpiata in versione “muslim-friendly” al pollo, ricotta e parmigiano, senza un grammo di suino, per non offendere i fedeli del Ramadan durante la festa di San Petronio. Il patrono della città più rossa d’Italia svenduto per quattro voti islamici e un po’ di buonismo da sacrestia. Lo stesso Zuppi che nel 2016, a una conferenza finanziata da Open Society, invocò a gran voce la costruzione di una grande moschea a Bologna («Roma ce l’ha dal 1970, perché noi no?»), visitò i centri islamici, invitò a celebrare le feste musulmane nelle scuole pubbliche e ripeté come un mantra che «il terrorismo non ha nulla a che fare con l’Islam». Tra tortellini halal e minareti, Zuppi non difende più la fede cristiana: la svende. E mentre le chiese si svuotano e le moschee si moltiplicano con soldi del Golfo, lui continua a servire kebab in salsa quaresimale. Traditore in tonaca rossa. Punto.

E un giorno, quando l’islamizzazione sarà completata grazie a loro, sarà troppo tardi per chiedere scusa.

Ma i fischi arriveranno.
E non saranno solo per il Ramadan.
Saranno per i traditori che l’hanno reso possibile.

Prodi, Zuppi e il sindaco celebrano il Ramadan a Bologna ultima modifica: 2026-02-28T22:57:59+00:00 da V
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