Sanremo, Sal Da Vinci ci salva dal maranza pro-Corano Sayf
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**Sanremo 2026, un Sospiro di Sollievo: Sal Da Vinci Vince e Salva il Festival dal Maranza Sayf – Ma l’Allarme è Rosso: la Seconda Generazione Tunisina Già Pronta a Prendere il Palco!**
Una vittoria italiana.
Sal Da Vinci, napoletano doc, ha trionfato al Festival di Sanremo 2026, commosso, ha abbracciato Carlo Conti e dedicato il trionfo alla sua città. Un momento di orgoglio nazionale in un’edizione che rischiava di diventare l’ennesima capitolazione culturale.
Perché al secondo posto, a un passo dalla vittoria, c’era lui: **Sayf**, il maranza di seconda generazione, figlio di madre tunisina, che si sente **tunisino** e pensa al **Corano**.
Un ragazzo nato e cresciuto in Italia, con padre italiano, che parla italiano, che ha frequentato le nostre scuole, che ha avuto tutti i diritti degli italiani… ma che nell’anima pensa straniero. Non si sente italiano. Non canta l’Italia. Pensa al Corano. E per poco non si prendeva Sanremo, il tempio della canzone italiana.
Questo è il vero dramma della seconda generazione.
Non sono “italiani con origini straniere”.
Sono stranieri con passaporto italiano. E se lo è anche uno che ha un genitori italiano, figuriamoci gli altri: la situazione è davvero drammatica.
Cresciuti qui, ma fedeli a una cultura incompatibile con la nostra. Vestiti da rapper, catene al collo, atteggiamento da gang, ma nel cuore la stessa mentalità che porta a non integrarsi mai davvero. Oggi vogliono il palco di Sanremo, domani vorranno imporre il loro stile, la loro lingua, la loro religione anche nella musica popolare italiana.
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Sal Da Vinci ci ha salvato per un soffio.
Ma il segnale è chiarissimo: l’immigrazione islamica di seconda generazione sta già colonizzando anche i nostri simboli culturali. I maranza non vogliono diventare italiani. Vogliono sostituirci, pezzo dopo pezzo. Prima le periferie, poi le scuole, poi le piazze, adesso anche il Festival di Sanremo.
Basta ipocrisia.
Questi ragazzi non sono “arricchimento culturale”.
Sono un pericolo demografico e identitario.
Azzeriamo subito l’immigrazione dal Nordafrica e dal mondo islamico.
Abroghiamo i ricongiungimenti familiari che continuano a produrre queste seconde generazioni ostili.
Remigrazione immediata per chi, nato in Italia, si sente tunisino e pensa al Corano invece che all’Italia.
Sanremo è salvo per questa volta.
Ma l’Italia non può continuare a rischiare ogni anno che il suo palco più importante finisca in mano a chi non si sente italiano.
Italia agli italiani.
O tra poco non avremo più nemmeno una canzone da cantare che sia davvero nostra.
Remigrazione ora. Prima che sia troppo tardi.


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