Case Popolari ai Migranti: Rivolta a Palermo, Immigrato Picchiato e Cacciato dallo Zen
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### Case Popolari Assegnate ai Migranti: Rivolta a Palermo, Immigrato Picchiato e Cacciato dallo Zen
*Palermo, 1 marzo 2026* – In una città come Palermo, dove migliaia di famiglie italiane languono in liste d’attesa infinite per una casa popolare, il Comune a guida centrodestra ha deciso di premiare gli immigrati con alloggi popolari. Risultato? Una rivolta popolare che culmina in un’aggressione choc: un immigrato picchiato e minacciato con un ultimatum chiaro, “Dallo Zen te ne devi andare”. È l’ennesimo schiaffo agli italiani, vittime di politiche che privilegiano gli “scrocconi” stranieri mentre i nostri cittadini dormono in auto o pagano affitti esorbitanti. Meloni e i suoi alleati locali predicano “prima gli italiani”, ma nei fatti aprono le porte a stranieri, alimentando rabbia e violenza nelle periferie degradate.
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Il fatto è esploso nel quartiere Zen, simbolo del degrado palermitano: un labirinto di palazzoni fatiscenti, criminalità diffusa e disoccupazione cronica. Qui, dove le case popolari sono un miraggio per gli autoctoni – con oltre 10.000 famiglie in attesa da anni, secondo dati del Comune – l’amministrazione ha assegnato un appartamento a un immigrato africano, arrivato via mare e con status di “richiedente asilo” dubbio. “Un affronto intollerabile”, tuonano i residenti, che hanno visto l’uomo insediarsi con famiglia al seguito, mentre italiani con figli e anziani malati restano esclusi. La scintilla? Una lite degenerata in pestaggio: un gruppo di cittadini esasperati ha affrontato l’immigrato, accusandolo di “rubare” un tetto che spetta di diritto ai palermitani. “Dallo Zen te ne devi andare, questa è casa nostra!”, gli hanno urlato mentre lo malmenavano, lasciandolo con contusioni e fratture. La polizia è intervenuta, ma solo per salvare il “protetto” dal linciaggio, mentre i veri vittime – gli italiani – vengono bollati come “razzisti”.
Ma i numeri parlano chiaro: su 5.000 alloggi popolari disponibili in città, molti sono occupati da stranieri, molti dei quali irregolari o con permessi temporanei. E il costo? Ogni immigrato “ospitato” drena 500 euro al mese dalle casse comunali per manutenzione e utenze, soldi che potrebbero andare a famiglie italiane in emergenza abitativa. “È un business per coop e ong legate alla sinistra, ma il centrodestra non fa nulla per fermarlo”, denuncia un residente anonimo sui social.
La rivolta dello Zen riflette un malcontento nazionale: in Italia, con una carenza di 700.000 case popolari (dati Istat 2025), i governi – da Draghi a Meloni – privilegiano i migranti. Ricordate Mafia Capitale? “I migranti rendono più della droga”, diceva Buzzi. Oggi, quel sistema si è evoluto: multinazionali straniere e Vaticano gestiscono non solo centri accoglienza, ma anche housing sociale, incassando appalti gonfiati. A Palermo, la Caritas e coop come la 29 Giugno (erede di quella di Buzzi) controllano il 40% delle assegnazioni, escludendo gli italiani per “priorità ai vulnerabili”. Risultato: tensioni esplosive, con episodi di violenza in crescita del 30% nelle periferie.
E la politica? Silenzio tombale dal centrodestra, accuse di “xenofobia” dalla sinistra. Ma i cittadini non ci stanno: petizioni online invocano “rimpatri immediati e case solo agli italiani”, mentre gruppi annunciano ronde per “proteggere i quartieri”.
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Quando leggo queste notizie mi sale l’embolo e mi prudono le mani dall’incazzo; per quasi 30 anni ho subìto la trattenuta dalla busta paga, trattenuta destinata all’istituto case popolari. Non solo non ne ho mai usufruito, poiché la casa me la son comprata a costo di mostruosi sacrifici, ma almeno ero certa che degli immobili ne avrebbero goduto degli italiani indigenti. E invece, oltre al danno di vederci rubare i quattrini senza il nostro consenso, alla fine ti vedi dei perfetti estranei che si ritrovano la pappa pronta 🤬 da vomito, siamo un paese barzelletta… 🤬🤬🤬