Armato di roncola insegue ragazzi italiani da sgozzare: «Credevamo ci avrebbe uccisi»
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**Immigrato con la roncola semina il terrore tra ragazzi italiani: li insegue armato e taglia le gomme dell’auto per impedire loro di fuggire. «Credevamo ci avrebbe uccisi»**
Mira (Venezia), 2 marzo 2026 – Non si può più nemmeno riunirsi in una piazzetta per decidere con quale macchina andare in discoteca senza rischiare di finire ammazzati. Questo è il punto drammatico a cui siamo arrivati nel Nordest: zone un tempo tranquille trasformate in trappole mortali dall’immigrazione fuori controllo.
Sabato sera, intorno alle 22.30 a Borbiago di Mira, dieci ragazzi italiani tutti diciottenni residenti in zona hanno vissuto un incubo da film dell’orrore. Appuntamento nella piazzetta accanto al locale Isola Rossa, chiacchiere tranquille, poi l’inferno. Un immigrato già noto alle forze dell’ordine, solo, beveva alcol e sparava musica a tutto volume. I ragazzi, abituati a certe scene di degrado, lo hanno ignorato. Errore fatale.
All’improvviso una ragazza urla: «Scappate, ha un coltello!». L’uomo estrae una grossa roncola e parte alla carica, rincorrendo il gruppo con furia cieca. Panico totale. Alcuni fuggono di corsa e scompaiono nel buio. Quattro di loro – tre ragazze e un ragazzo – si barricano dentro un’auto, chiudendosi dentro terrorizzati. Ma l’aggressore non molla. Torna indietro, scuote violentemente la macchina, mostra la roncola attraverso i finestrini urlando di scendere. I ragazzi chiamano i Carabinieri. Lui, vedendo che stanno chiedendo aiuto, diventa ancora più feroce: inizia a tagliare le ruote dell’auto con l’arma per impedire loro di scappare. Voleva intrappolarli. Voleva finirli.
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«Eravamo convinti che ci avrebbe uccisi», racconta una delle giovani ancora sotto shock. Solo l’arrivo imminente dei militari lo ha costretto a fuggire. I ragazzi hanno sporto denuncia ai Carabinieri di Mira, che avrebbero già un’identità precisa: un immigrato con precedenti, un volto noto in zona per aver già creato diversi disagi, anche se mai arrivato a un livello di violenza così estremo.
Questo non è un episodio isolato. È l’ennesima prova di un sistema che ha fallito su tutta la linea. Un immigrato che gira armato di roncola, terrorizza giovani italiani, tenta di sequestrarli tagliando le gomme dell’auto e poi sparisce nella notte non può restare libero sul nostro territorio. Non è tollerabile. Non è accettabile. I nostri ragazzi hanno il diritto di vivere senza paura nelle loro città, nei loro paesi, nelle loro piazzette.
Basta con la retorica buonista. Basta con la tolleranza infinita verso chi porta violenza e degrado. Questi soggetti vanno identificati, processati con la massima severità e soprattutto espulsi immediatamente dal Paese. Non c’è spazio per chi considera l’Italia una terra di conquista dove si può minacciare, aggredire e terrorizzare impunemente.
La sicurezza dei nostri figli non è negoziabile. Ogni giorno che passa senza una svolta drastica – rimpatri rapidi, controlli reali, tolleranza zero – è un giorno in cui rischiamo di leggere la prossima tragedia. L’episodio di Mira deve essere il punto di non ritorno. Gli italiani pretendono protezione. E la pretendono ora.


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